Dispepsia
Il termine Dispepsia deriva da due parole greche “dis” (cattivo) e “peptein” (digerire) e significa letteralmente “cattiva digestione“.
E’ una sensazione di dolore o malessere localizzato principalmente nella parte alta dell’addome.
I sintomi sono:
- senso di peso e tensione epigastrica postprandiale
- sazietà precoce
- anoressia
- nausea
- senso di gonfiore
- conati di vomito
- rigurgito
- eruttazione
- singhiozzo
- senso di bocca amara
Non vi sono prove che la dispepsia sia in rapporto con un particolare tipo di dieta, anche se una sana alimentazione è molto importante, poichè molti dei disturbi dispeptici sono in rapporto con l’introduzione del cibo e sono da questo scatenati e/o peggiorati. In genere è il paziente stesso che riconosce quali sono i cibi che gli provocano disturbi.
Bisogna fare attenzione a non abusare di caffè, alcool e fumo; inoltre il brodo di carne o di estratto di carne, il latte ed il vino stimolano la secrezione gastrica e possono aggravare una patologia acido-correlata in certi pazienti scatenando o accentuando un dolore epigastrico simile a quello dell’ulcera duodenale.
Verdure o carni dure e fibrose possono mettere in crisi la capacità triturante dell’antro gastrico ed accentuare il gonfiore e la pesantezza epigastrica.
A parte questi effetti di peggioramento dei disturbi dispeptici da parte di alcuni alimenti, non vi sono dimostrazioni che la dispepsia dipenda da fattori dietetici, nè sia in rapporto con un’allergia o intolleranza alimentare.

