Archive del 8 giugno 2009

L’alimentazione nell’anziano

anzianiUn’alimentazione corretta, oltre ad essere un’ottima prevenzione per diverse malattie quali l’obesità, l’aterosclerosi, il diabete e l’osteoporosi, è anche in grado di influenzare positivamente alcuni disturbi tipici dell’invecchiamento: la stipsi, la disidratazione, la perdita delle forze.

Nell’anziano l’alimentazione svolge, insieme ad altri fattori come l’attività fisica e quella psichica, un ruolo importante nel favorire il mantenimento di una vita sana, attiva e autonoma.

Numerosi studi condotti per valutare il tipo di alimentazione negli anziani hanno mostrato  che circa il 15-25% di essi ha un’alimentazione quantitativamente insufficiente, mentre nel 20-30% dei casi l’apporto alimentare è elevato.

Numerose modificazioni influenzano, durante l’invecchiamento, le abitudini e le necessità alimentari dei soggetti anziani: l’altezza, il peso e la composizione corporea, le funzioni digestive.

La statura si riduce con l’avanzare dell’età, soprattutto a carico del tronco. Il peso corporeo, che raggiunge il massimo nelle età medie della vita (nelle donne aumenta fino a 70 anni, negli uomini raggiunge il massimo tra i 50 e i 60 anni), va incontro ad un decremento progressivo.

Per quanto riguarda la composizione corporea, nell’anziano si assiste a:

  • una diminuzione progressiva della “massa magra”. Il tessuto muscolare, in particolare, a 70 anni ha perso il 40% del suo peso.
  • perdita dei denti naturali (edentualia): tipica del mondo civilizzato (è sconosciuta nelle popolazioni primitive), induce a preferire cibi meno duri e gelatinosi (spesso i dolci) a svantaggio di cibi consistenti e più ricchi di nutrienti preziosi (proteine, sali minerali, vitamine)
  • riduzione della secrezione gastrica basale e degli enzimi digestivi gastro-intestinali (pepsina, lattasi, tripsina).

Il fabbisogno calorico varia con l’età: nell’adolescente è di 60-70 kcal/kg; nell’adulto normale è di circa 30-40 kcal/kg di peso corporeo; nell’anziano obeso è di circa 20-30 kcal/kg.

Una dieta corretta, ben distribuita nelle 24 ore, deve essere così ripartita nei componenti nutritivi: protidi 15-20%, carboidrati 50-55%, lipidi 25-30%.

E’ raccomandata infine un’assunzione giornaliera <300 mg/die di colesterolo alimentare. E’ consigliabile limitare l’apporto di tuorlo d’uovo (max 2/sett.), di fegato e frattaglie, di carni rosse (preferire le carni bianche), di crostacei, di latte intero e latticini (specie panna e mascarpone).

Una dieta corretta ed equilibrata dovrà fornire 10-15 mg/die di ferro assorbibile per coprire il fabbisogno giornaliero di circa 1 mg, necessario soprattutto per la sintesi dell’emoglobina.

Pur non essendo necessaria una riduzione del sodio, gli anziani a rischio (per familiarità di ipertensione o obesi) dovrebbero assumere una quota modicamente ridotta di sale da cucina. Il fabbisogno di calcio aumenta nell’anziano perchè con l’età vi è una riduzione dell’assorbimento intestinale e si ritiene che per ottenere una migliore prevenzione dell’osteoporosi è necessario assumere almeno 1000-1500 mg/die e circa 500 UI/die di vitamina D.

Sebbene da un punto di vista teorico i fabbisogni vitaminici negli anziani potrebbero ritenersi inferiori a quelli dei giovani adulti, la ridotta efficacia dei processi digestivi e le modificate abitudini alimentari rendono le necessità simili a quelle dell’adulto.

Infine è raccomandabile l’assunzione di 1000-2000 cc di acqua al giorno e circa 25 g/die di fibre per combattere la stipsi.

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