Archive del 21 giugno 2009
Noi e il nostro corpo
Alla domanda “Come mangi?” quasi tutti rispondono: “Bhe, normalmente”.
Normalmente, cioè più o meno come tutti, secondo un modello che, anche se abbastanza di recente, ha preso piede al punto da essere considerato da molti l’unico valido, a garanzia di salute e benessere.
Non è solo al ristorante che ci si sente quasi in obbligo di assaggiare di tutto: l’antipasto, il primo, il secondo, il formaggio, il dolce, la frutta e il caffè; anche in casa, una madre di famiglia che si rispetti dimostra la cura per i suoi familiari e l’amore per la casa presentando una o due volte al giorno un pasto “completo”, appunto, di almeno primo e secondo, possibilmente seguiti dal dolce. Non facendo così, si esporrebbe alle critiche di marito, figli, suoceri e amici o, peggio ancora, si sentirebbe in colpa per non aver dato tutto il necessario ai suoi cari.
Spesso è solo quando si presentano guai seri che si comincia a seguire il consiglio di un dietologo o di un medico nutrizionista: pasti meno complessi e più cura nel preparare il menù.
Mettere in pratica in modo schematico queste indicazioni rischia di diventare un altro modo per seguire una dieta; è molto meglio prima di tutto farsi un’idea, anche sommaria, di quanto avviene nell’organismo umano con i cibi che si introducono. Solo così, una volta convinti delle ragioni di molti piccoli e grandi disturbi (sonnolenza, obesità, scarsa energia, fino ad arrivare alla malattie degenerative e croniche), si potrà èrendere coscienza delle reali necessità del nostro corpo.

