Archive del 4 luglio 2009
Dispendio energetico ed attività sessuale
La scienza medica attribuisce all’attività sessuale un ruolo positivo e terapeutico, sia a livello fisico che psichico perchè, oltre ad esercitare benefici effetti fisiologici di una sana attività fisica, riduce il desiderio di cibo per effetto attenuante che il centro dell’attività sessuale esercita sul centro regolatore ipotalamico della fame.
Il dispendio energetico lo si può eguagliare a quello di una corsa effettuata in egual tempo e la sonnolenza, che in genere sopravviene dopo il rapporto, non è conseguenziale all’eccessivo sforzo fisico, ma bensì ad un’elevata trasformazione molecolare che permette al nostro organismo di autoproteggersi, al fine di evitare eccessi che danneggerebbero i tessuti cerebrali. Questo prezioso meccanismo di controllo varia da persona a persona, in base all’età, condizioni fisiche e psichiche.
Pertanto, fatta eccezione per quelle vasculopatie che potrebbero aggravarsi per emozioni troppo forti e violente, rischiando seri danni a carico del cervello, non vi sono particolari controindicazioni all’attività sessuale se non nei primi due mesi dopo l’attacco di un infarto cardiaco.
Il dispendio energetico nell’attività sessuale è, per ovvi motivi, estremamente variabile, è tuttavia paragonabile a quello della corsa che, in funzione della velocità con la quale viene condotta, varia mediamente dalle 14 alle 84 calorie/h per chilogrammo di peso.
E’ importante sottolineare che un rapporto sessuale soddisfacente e senza problemi, non solo migliora la qualità della vita, ma consente la liberazione da moltissime angosce, combatte la noia unite al senso di spossatezza e rilassatezza fisica e mentale.

