Archive del 8 agosto 2009
Le obesità reattive
Le obesità reattive si instaurano, come indica il termine stesso, per reazione a vari eventi psichici, mediante iperalimentazione:
- reazioni ad eventi stessanti o traumatizzanti (per i bambini forti gelosie per i fratelli, insuccessi scolastici, collocamento in collegio, abbandono; per gli adulti incidenti gravi, forti delusioni lavorative, lutti.
- reazioni a tensioni emotive specifiche e non specifiche (solutidune, noia, delusioni); si mangia per non sentirsi soli, per distrarsi, per fare anche solo qualcosa che appaghi quel senso di vuoto.
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reazione a frustrazioni croniche manifeste ( impossibilità di intraprendere studi o attività congeniali, carriera impedita da ostacoli insormontabili, forzata convivenza con persone con le quali non si hanno buoni rapporti ) e non manifeste (in questo caso si prova un intenso desiderio di cibo e lo stimolo ad alimentarsi diventa un’abitudine irrefrenabile ed incomprensibile, visto che spesso non è determinato nè da un appetito oggettivo, nè dal gusto.
Nelle obesità reattive si ha una regressione alla fase orale dello sviluppo libidico e il cibo ritorna ada essere, come nelle prime fasi della vita, sicurezza, protezione ed affetto. In questi soggetti Hilde Bruch ha spesso riscontrato: debole personalità, tendenza alla dipendenza, difficoltà di identificazione sessuale ed isolamento sociale.

