Archive del 14 agosto 2009
Stanchezza immotivata
E’ uno dei sintomi più ricorrenti nella popolazione sana. La stanchezza immotivata è un fenomeno che nella maggior parte dei casi non si può riferire a patologie particolari che giustifichino questa condizione. Di fronte ad una intensa stanchezza, il medico pensa spesso a possibili malattie virali precedenti, a condizioni di stress oppure ad alterazioni psicologiche; tali diagnosi provocano irritazioni nel paziente, che si sente male e stanco per qualcosa di diverso che non riesce a spiegare.
L’intolleranza alimentare è uno dei più importanti meccanismi attraverso cui si determina una stanchezza. Per capire ciò, basta pensare a come si esegue un test DRIA: si fa sedere il paziente su un seggiolone, gli si lega una caviglia e gli si chiede di attuare una distensione graduale della gamba legata. Si fa mantenere la distensione per pochi secondi (3-4) e contemporaneamente si somministrano sotto la lingua gocce di vari alimenti.
Durante i 3-4 secondi si accerta se ci sono dei cali di forza muscolare pari o superiori al 10% dello sforzo attuato dal paziente.
Il calo di forza muscolare che dipende da una ipersensibilità può persistere anche per 21 ore consecutive. E’ evidente che un paziente intollerante ad un alimento presenterà stanchezza tutte le volte che si alimenterà con la sostanza in causa.
La stanchezza non deriva dalla singola somministrazione, ma dallo stimolo ripetuto e protratto nel tempo di sostanze verso cui c’è ipersensibilità e che sono continuamente introdotte nell’organismo.
Di fronte ad una stanchezza non spiegabile, lo studio delle intolleranze alimentari è quasi obbligatorio, in quanto questi quadri possono proseguire per mesi ed anni senza che nessuno ne trovi la causa.

