Archivio di settembre 2009
Stato nutrizionale e pelle
La cute possiede un’elevata attività metabolica, superiore a quella del muscolo liscio, in grado di sostenere la proliferazione continua delle cellule epiteliali, delle ghiandole sebacee, dei follicoli piliferi e delle unghie.
Tale attività è regolata geneticamente dallo stato ormonale e da quello nutrizionale. A livello cutaneo avvengono le reazioni metaboliche di produzione ed utilizzo dell’energia contenuta in glucidi, proteine e lipidi.
Tutti i nutrienti devono essere forniti all’organismo per garantire il normale funzionamento di organi ed apparati che necessitano di energia e di elementi plastico-strutturali. Carenze nutrizionali, soprattutto di vitamine ed oligoelementi e metalli, si manifestano con segni cutanei.
Pigmentazione bronzo scuro delle unghie, caduta dei peli ascellari e pubici, assottigliamento della cute con pigmentazioni ed eczema compaiono nella grave denutrizione.
Carenza di singole vitamine o loro eccessiva assunzione sono causa di alterazioni della pelle e dei suoi annessi.
Deficit di vit.B1 (tiamina) a livello cutaneo si manifesta con edemi, quello di vit. B2 (riboflavina) con secchezza e screpolature labiali, dermatite seborroica, bruciore alla lingua.
Deficit di acido folico e vit. B12 determinano pigmentazioni, esfoliazioni cutanee. Dermatite seborroica si ha nelle carenze di vit. B8 (biotina); atrofia, depigmentazione pilifera nei deficits di acido pantotenico (vit. B5).
Insufficiente assunzione di vit. B3 (nicotinamide o niacina) è causa di pellagra, che si manifesta con dermatite, arrossamenti, fotosensibilità, atrofia delle mucose. Il deficit di vit. C (acido ascorbico) determina a livello cutaneo caratteristiche emorragie perifollicolari, ematomi, ipercheratosi perifollicolari.
Calcificazioni cutanee sono osservate in corso di ipervitaminosi D. L’ipocalcemia conseguente a turbe della funzionalità paratiroidea e a relativo malassorbimento di calcio comporta una serie di alterazioni cutanee, come secchezza, rugosità, rarefazione e caduta dei capelli e dei peli, fragilità delle unghie e desquamazione.
Il deficit di ferro causa caduta dei capelli e atrofia delle papille linguali, mentre l’accumulo determina una iperpigmentazione insieme ad una atrofia pilifera e ad un assottigliamento del derma. Insufficienti apporti di zolfo e zinco possono influenzare l’integrità della cute e degli annessi con caduta dei capelli, dermatite esfoliativa e turbe della cicatrizzazione.
L’acido linolenico e l’alfa linoleico svolgono funzioni essenziali per i mammiferi se è vero che ratti a dieta priva di tali AGE (acidi grassi essenziali) sviluppano dermatiti desquamative con eritema ed ipercheratosi perifollicolari. Tali alterazioni si sono notate nell’uomo in corso di nutrizione parenterale totale senza apporto di AGE o nel malassorbimento. Sotto il profilo biochimico si ritiene che gli AGE della serie omega 3 presenti nell’olio di pesce e quelli della serie omega 6 presenti nei vegetali abbiano un minor potere infiammatorio rispetto agli acidi grassi di origine animale. Riducendo l’apporto dietetico di alimenti animali ricchi di acido arachidonico e aumentando quello di origine vegetale ed ittica, si è dimostrato un miglioramento dei sinomi cutanei, quali prurito, eritema, desquamazione.
Regimi dietetici nel cardiopatico
Cardiopatico scompensato: si terrà un regime dietetico con:
- dieta idrica (acqua non gasata, tè leggero zuccherato, spremuta + zucchero) da 1 a 3 giorni, tenendo conto dell’eziologia della malattia stessa;
- dieta ipocalorica con apporto di zucchero semplice, integrata con piccoli pasti; la durata di tale regime varia a seconda delle condizioni del paziente, dieta successiva con trattamento come nel cardiopatico compensato.
Cardiopatico compensato normopeso: non è necessaria una vera dieta speciale ma una alimentazione con una giusta scelta di alimenti e con un buon metodo di cottura, rispettando il giusto apporto calorico sufficiente per mantenere costante il peso, con una equilibrata scelta dei principi nutritivi; si consigliano pasti poco copiosi e frequenti.
Cardiopatico compensato in sovrappeso: è necessaria una dieta ipocalorica, secondo i principi dietetici che valgono per l’obesità, considerando quindi come base di calcolo il peso ideale e non quello reale, rispettando l’età, il sesso, l’eventuale attività lavorativa e fisica.
Infarto miocardico: in fase acuta la dieta sarà uguale a quella del cardiopatico scompensato; superata tale fase l’alimentazione deve comprendere in un giusto equilibrio tutti i principi nutritivi, con una scelta di cibi di facile digestione e con pasti non copiosi.
Angina: la dieta verterà su una scelta di alimenti contenente pochi grassi ed in particolare acidi grassi insaturi e con un minimo se non nullo apporto di colesterolo.
Cardiopatico iperteso: è necessario, oltre ai consigli elencati in base alle diverse situazioni patologiche, far rispettare una dieta iposodica/asodica a seconda della malattia, facendo una scelta rigorosa degli alimenti, cui non sarà aggiunto sale in fase di preparazione.
Fabbisogno minerale giornaliero
Il fabbisogno minerale giornaliero dipende dal sesso (i maschi necessitano di maggiori quantità di calcio, fosforo, iodio, magnesio; le femmine necessitano, durante il periodo fecondo, di maggiori quantità di ferro) e dalle condizioni fisiologiche (il fabbisogno minerale aumenta durante lo sviluppo, gravidanza ed allattamento).
Il fabbisogno minerale viene normalmente assicurato con una razione calorica adeguata e con una dieta varia.
Ogni individuo, quindi, ha precise necessità nutrizionali per cui la razione alimentare andrebbe calcolata individualmente. Tuttavia, data la complessità dei calcoli, nella pratica è consigliabile attenersi ai dati indicati nelle tabelle delle razioni giornaliere raccomandate dall’Istituto Nazionale della Nutrizione.
Tali dati hanno un valore orientativo, pertanto possono essere adattati in base alle specifiche necessità e caratteristiche individuali.
Nutrizione enterale: tecniche di somministrazione
In rapporto alla patologia di base e al tipo di miscela nutritiva potranno essere scelte differenti modalità di somministrazione.
INFUSIONE MEDIANTE SIRINGA
Tale tecnica, presenta alcuni svantaggi che la rendono una metodica scarsamente usata.
La somministrazione, in pochi minuti, di un unico bolo di miscela nutritiva mediante siringa, ripetuta ad intervalli di 4-6 0re durante la giornata, è in realtà causa di effetti collaterali spiacevoli (tensione addominale, vomito, diarrea).
Questa tecnica, anche se apparentemente è quella che più si avvicina alla nutrizione fisiologica, è soggetta a maggiori rischi in quanto la miscela nutritiva viene esposta a maggiore contaminazione batterica.
SOMMINISTRAZIONE A CADUTA
La somministrazione mediante caduta richiede controlli per evitare frequenti inconvenienti come diarrea e vomito, a causa della eccessiva velocità di somministrazione o di inutili interruzioni per ostruzione dei raccordi per mancata miscelazione.
E’ importante quindi controllare ogni volta che la velocità di infusione rispetti le gocce per minuto concordate precedentemente.
SOMMINISTRAZIONE CON NUTRIPOMPE
Le nutripompe invece costituiscono il metodo ideale per calibrare in modo preciso la velocità di infusione.
Esistono nutripompe di due tipi: un tipo è fornito di meccanismo che permette la refrigerazione e quindi la conservazione delle miscele tale da poter rifornire il sistema una sola volta al giorno; in un secondo tipo invece le sacche o i flaconi, di dimensioni inferiori rispetto al precedente, vanno sostituiti più volte nell’arco delle 24 ore.
Esistono inoltre sistemi portatili dotati di cinture o tracolle o zaini che permettono la mobilizzazione durante la nutrizione.
Il requisito più importante è quello della durata e dell’affidabilità: le pompe migliori sono quelle appositamente costruite per la nutrizione enterale continua.
I vantaggi delle pompe nutrizionali sono numerosi:
- minor tempo di sorveglianza
- presenza di allarmi per un eventuale malfunzionamento
- maggior sicurezza della qualità
- sistema facilmente modificabile durante il funzionamento
In ogni caso, una volta stabilita la tecnica di somministrazione della miscela nutritiva (o a caduta o tramite pompa), è indispensabile che sia infusa in modo costante e che le caratteristiche fisiche del prodotto rimangano intatte per tutta la somministrazione. E’ a questo scopo che nelle tecniche di infusione oltre ai sondini e alle pompe nutrizionali rivestono grande importanza anche i contenitori (bottiglie in vetro o sacche) delle miscele nutritive che devono garantire la sterilità del prodotto.
Indici funzionali della nutrizione
Gli indici funzionali sono molto importanti per la valutazione dello stato di nutrizione.
Tra di essi la funzionalità dei muscoli acheletrici (contrattilità, rilassamento e resistenza alla contrazione) può essere facilmente studiata mediante stimolazione elettrica del nervo corrispondente ad un certo muscolo.
Ad esempio si è visto che la malnutrizione influenza negativamente l’attività muscolare del muscolo adduttore del pollice indotta con la stimolazione del nervo ulnare.
Un’altra metodica, non invasiva è la dinamometria che permette di valutare la forza e la resistenza di un distretto muscolare, ad esempio quello della mano in determinate condizioni.
Attraverso biopsie muscolari è possibile documentare atrofia delle fibre muscolari di II tipo, aumento del calcio nella fibrocellula muscolare, diminuzione dell’enzima fosfofruttochinasi.
Sulla base delle informazioni cliniche, biochimiche ed antropometriche, raccolte attraverso tali metodiche, sarà possibile determinare, per ciascun individuo, il peso ideale, la costituzione corporea, i compartimenti lipidico e proteico, il fabbisogno energetico, dati indispensabili per una corretta prescrizione dietetica.
L’analisi dei parametri sopra citati permette anche di costruire degli indici nutrizionali prognostici (PNI), che ben si correlano con la mortalità e l’incidenza di complicazioni di interventi chirurgici. Altri modelli considerano parametri relativi alla qualità di vita influenzati dalla malnutrizione, che comprendono l’abilità cognitiva, l’attività fisica, la capacità di lavoro, il senso di benessere.

