Archive del 15 settembre 2009
Nutrizione enterale
Per nutrizione enterale si intende comunemente una alimentazione artificiale ottenuta somministrando, tramite sonde, soluzioni nutritive liquide o semiliquide, di varia composizione, a diversi livelli del tubo gastro-intestinale.
Le ricerche sulla malnutrizione e su gli stretti rapporti fra stato di nutrizione, morbilità e mortalità hanno portato a studiare sistemi nutrizionali patologie non compensabili con l’alimentazione per os (per bocca).
La nutrizione enterale risulta la forma di alimentazione artificiale più simile all’alimentazione fisiologica.
Le indicazioni cliniche sono molteplici e possono influire su alcuni aspetti della fisiopatologia digestiva e/o intervenire su squilibri metabolici dovuti ad una patologia di base.
Il paziente sottoposto a nutrizione enterale, necessita spesso di un apporto energetico superiore a quello di un individuo sano, a causa delle modificazioni metaboliche dovute alla patologia di base.
Essa diventa necessaria per:
- Pazienti che non devono o non possono alimentarsi per via orale (fistole digestive, pancreatiti croniche recidivanti, supporto nutrizionale precoce dopo interventi chirurgici per stenosi dei primi tratti dell’apparato digerente).
- Pazienti che non vogliono alimentarsi per via orale (anoressie nervose, psicopatie comportanti il rifiuto del cibo, esofagiti da reflusso, stati cachettici tumorali, pazienti anziani denutriti).
- Pazienti che non si alimentano a sufficienza per via orale (cardiopatie acute, gravi denutrizioni individui a rischio - diabete - insufficienza renale - cirrosi - infezioni - neoplasie, gravi traumi ed ustioni).
Le miscele nutritive costituiscono il cardine della nutrizione enterale ed è quindi di fondamentale importanza una appropriata scelta in base ai fabbisogni quali - quantitativi del paziente.
Si possono distinguere in: diete artigianali e diete chimicamente definite, che a loro volta si suddividono in diete polimeriche, monomeriche o elementari e diete specifiche.
DIETE ARTIGIANALI
Sono preparazioni ottenute con prodotti naturali, miscelati fra loro in forma liquida o semiliquida.
Per lungo tempo utilizzate in passato, ma attualmente queste diete, così preparate, risultano essere poco pratiche e scarsamente efficaci per: limitata maneggevolezza, scarsa omogeneità e fluidità, elevata osmolarità, maggior rischio di contaminazione e non del tutto precisabile la composizione dei nutrienti.
DIETE CHIMICAMENTE DEFINITE
Sono disponibili in polvere sterile, facilmente diluibile o già pronte per la somministrazione. Di esse è nota la composizione e l’osmolarità, sono a bassa viscosità e ad alto residuo, sono idonee alla somministrazione con sondino di piccolo calibro.
Ne esistono di tre tipi: diete polimeriche - diete elementari - diete specifiche.

