Archivio di novembre 2009
La carambola
Frutto dell’albero della famiglia delle Oxalidaceae, la carambola ha un bel colore giallo e una particolare forma a stella a cinque punte. Dal sapore gradevolmente acidulo tra il limone, l’ananas e la prugra. Ne esistono due varietà: una dal frutto più acido e una da un frutto più dolce.
PROPRIETA’ NUTRIZIONALI
Buona fonte di vitamina C, sali minerali (potassio), fenoli, flavonoidi e fibre; l’unica controindicazione è che un consumo eccessivo provochi problemi ai reni.
La carambola potenzia il sistema immunitario ed aiuta ad equilibrare i liquidi corporei; contenuto calorico molto basso, in quanto 100g forniscono solamente 31 kcal, oltre ad avere proprietà digestive ed astringenti (specialmente se non ancora maturo).
CURIOSITA’
Probabilmente il nome carambola ha dato il nome all’omonimo gioco di biglie per la somiglianza fra la forma del frutto e le palline utilizzate.
La degenerazione maculare - consigli dietetici
La degenerazione maculare è una patologia che colpisce la zona centrale della retina, detta macula. Si tratta di una malattia cronico degenerativa che, gradualmente, può portare fino ad una perdita seria e, soprattutto, irreversibile della vista, dal momento che la macula è la parte dell’occhio che ci consente di avere una visione distinta e di vedere i colori.
E’ una patologia legata all‘invecchiamento cellulare, i maggiori fattori di rischio sono:
- fumo
- esposizione ai raggi UV
- predisposizione genetica
La malattia si manifesta inizialmente in una forma cosiddetta secca ed in alcuni casi può evolvere in una forma più grave detta umida. Nel primo caso, compaiono delle lesioni sulla macula, dette “drusen“, la cui presenza spesso non è accompagnata da nessun sintomo.
Le alterazioni causate sulla macula da queste lesioni portano in seguito ad una riduzione, più o meno grave, della visione centrale distinta (es: non si riesce a vedere la TV o di leggere il giornale); inoltre, queste alterazioni sulla macula possono sviluppare sotto la retina delle formazioni vascolari anomale che sono alla base della forma più grave di degenerazione maculare (umida).
Queste formazioni, causano, tra l’altro, emorragie, che aggravano rapidamente la malattia compromettendo irrimediabilmente la visione.
Questa forma, detta appunto “umida“, è responsabile dell’ 80% dei casi di cecità causata da degenerazione maculare.
La prevenzione gioca un ruolo molto importante nel contrastare un possibile inizio ed evoluzione della patologia.
L’ipertensione, l’eccessiva esposizione alla luce, le malattie metaboliche come il diabete costituiscono altri fattori di rischio oltre a quelli già elencati in precedenza, così come l’obesità ed una dieta povera di vitamine, antiossidanti ed Omega3.
L’assunzione attraverso la dieta di antiossidanti (vit. C, E, Zinco e Rame) e di carotenoidi (Luteina e Zeaxantina) è determinante per proteggere l’occhio ed in particolare la macula dai processi ossidativi responsabili della degenerazione.
LUTEINA E ZEAXANTINA
Appartengono alla famiglia dei carotenoidi. Si tratta di pigmenti normalmente presenti nella macula della retina umana.
Questi pigmenti filtrano la luce blu e la radiazione ultravioletta, entrambe potenzialmente tossiche per la macula, esercitando una funzione protettiva nei confronti dei nostri occhi.
MINERALI E VITAMINE: ANTIOSSIDANTI
La vit. C ed E sono dei potenti antiossidanti in grado di neutralizzare i radicali liberi, responsabili di svariate condizioni patologiche.
L’azione antiossidante delle vitamine C ed E è ulteriormente amplificata dalla presenza di carotenoidi. Anche i minerali Zinco e Rame hanno elevato potere antiossidante, in particolare a livello della retina, essendo in grado di contrastare le degenerazioni correlate all’età. Inoltre lo Zinco accellera ed intensifica l’attività della vitamina C ed E.
L‘assunzione, infine, di cibi ricchi di Omega3 ed in particolare di DHA, riduce notevolmente lo sviluppo della degenerazione maculare. Sono ormai note le azioni benefiche degli Omega3 su cuore e vasi sanguigni; l’assunzione giornaliera di modeste quantità di Omega3 possono garantire una buona prevenzione dei disturbi cardiaci assai diffusi.
Le recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato come tra tutti gli Omega3, solo il DHA è quello fondamentale a livello strutturale e funzionale per una corretta funzionalità retinica ed una buona qualità visiva.
Dove sono presenti gli Omega3?
- Diverse varietà di pesci (aringa, salmone, sgombro, tonno, acciuga, trota).
- Negli oli di origine vegetale (soia, girasole, oliva, lino)
- Nelle noci
- Nei legumi
Problemi digestivi
La composizione della flora batterica di un adulto viene modificata nel tempo da svariati fattori tra cui svolge un ruolo fondamentale l’alimentazione.
Ogni agente in grado di perturbare l’equilibrio dell’ecosistema intestinale genera uno stato di dismicrobismo.
A tale situazione, specie se persistente nel tempo, si possono associare deficit polivitaminici, dolori addominali, irregolarità dell’alvo, stipsi, diarrea, flatulenza, alitosi, malassorbimento, depressione delle risposte immunitarie con conseguente maggiore suscettibilità degli eventi infettivi.
Tra le cause dirette più rilevanti oltre all’alimentazione scorretta, figurano le terapie con antibiotici, con chemioterapici, la radioterapia, le malattie croniche degenerative, le infezioni intestinali.
Tuttavia vi sono cause indirette tutte riconducibili allo stress.
Nessuno può negare l’inscindibilità tra corpo e psiche e ciò appare particolarmente avidente in quelle parti del nostro organismo che svolgono funzioni essenziali su cui la nostra volontà risulta pressochè impotente: respirazione, circolazione e digestione.
Tali funzioni sono regolate dal sistema neurovegetativo sensibile alle stimolazioni psichiche.
Le reazioni psicosomatiche dell’apparato digerente sono espressione di uno stato di sofferenza emotiva e sono causate molto spesso da attività lavorative frenetiche che non permettono il giusto tempo per il riposo o da forti emozioni.
Lo stress digestivo può essere anche causato da sbalzi termici bruschi o da viaggi lunghi e faticosi cioè quando il nostro organismo si deve adattare in tempi brevi a nuove situazioni.
Ciò si ripercuote direttamente sul sistema neurovegetativo e quindi su tutto il processo digestivo che da questo è regolato.
Depressione e sovrappeso
Per molti anni il sovrappeso è stato considerato un disturbo di natura emotiva in cui gli eccessi alimentari attenuavano lo stato ansioso e depressivo verso il quale si pensava che gli obesi avessero un’insolita propensione.
Invece, un certo numero di pazienti in sovrappeso può accusare sintomi di depressione in conseguenza a pregiudizi sociali, insoddisfazione per la propria immagine corporea e della dieta seguita. Il medico, quindi, si trova a far fronte al problema di diagnosticare i sintomi della depressione e di decidere quali siano i problemi dominanti.
Il più delle volte la psicoterapia, quale coaudiuvante al programma di dimagrimanto, risulta essere la risposta più adeguata nei casi di depressione di natura non endogena. D’altra parte, la reale depressione impone in primo luogo il trattamento di essa e, successivamente, l’obiettivo del calo ponderale.
Un’anamnesi accurata individuerà episodi di bulimia così da non disconoscere precise entità psichiatriche come la bulimia nervosa. Questa patologia richiede un trattamento specifico.
La taurina - proprietà
Pazienti sottoposti ad interventi chirurgici, pazienti malnutriti, pazienti in nutrizione parenterale a lungo termine e pazienti oncologici sottoposti a chemio e/o radioterapia, si instaura uno stato di carenza per scarsa capacità di sintesi di taurina.
Tale aminoacido è abbondantemente contenuto nelle fibre muscolari e sembra avere un’azione simile a quella dell’insulina, cioè migliora il trasporto del glucosio e di alcuni aminoacidi.
Ha proprietà antiossidanti ed anticataboliche, aumenta il volume cellulare e promuove condizioni anaboliche (miglioramento del metabolismo proteico) all’interno delle cellule.
La taurina, inoltre, favorisce la coniugazione e la stabilizzazione degli acidi biliari, influenza il passaggio del calcio all’interno delle cellule ed esercita un’attività osmoregolatrice, disintossicante e di sostegno della funzione immunitaria.

