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Dieta iposodica

Il cloruro di sodio, cioè il sale da cucina, svolge nell’alimentazione non soltanto il ruolo di rendere sapidi i cibi ma anche quello di componente essenziale della dieta.dieta-iposodica

Generalmente, il consumo di sale viene regolato più sulla base del gusto, delle tradizioni, dell’abitudine che su quello delle necessità fisiologiche.

Accade così che l’introduzione normale di sodio possa variare individualmente da 2 a 10 g al giorno. E’ da tenere presente che la salatura dei cibi non è, in condizioni ordinarie di attività e di clima, strettamente indispensabile ai fini nutrizionali in quanto per questi ultimi è sufficiente il sodio presente negli alimenti di una dieta equilibrata.

A seconda del loro contenuto di sodio le diete iposodiche possono essere distinte in: diete ristrette (sodio: 0,5 g); diete moderate (sodio: 1,0 g); diete leggere (sodio: 2,4 - 4,5 g).
Le indicazioni fondamentali delle diete iposodiche sono: ipertensione arteriosa, lo scompenso cardiaco, gli stati edematosi per malattie renali o epatiche.
E’ il caso di segnalare che in questi casi patologici diversi, la dieta iposodica ha nel ridotto contenuto di sodio il fattore comune; per quanto riguarda gli altri componenti è evidente che la dieta dovrà essere adattata alle esigenze proprie di ogni malattia e di ogni malato.
 

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