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Corpi chetonici - Per i bambini…ma non solo
Sono tre composti presenti normalmente nel sangue in piccole quantità: l’acetone, l’acido acetacetico e l’acido betaidrossibutirrico.
Il meccanismo di produzione dei corpi chetonici può essere così schematizzato: in deficienza di glucosio (fonte primaria di energia metabolica), qualsiasi sia la causa, l’organismo mobilizza i grassi dai depositi adiposi cui ricava acidi grassi, i quali possono costituire una fonte di energia, vuoi direttamente, vuoi dopo una loro trasformazione, che avviene nel fegato, in corpi chetonici.
Questi composti costituiscono una fonte di energia alternativa al glucosio per i tessuti periferici, in particolare il tessuto cardiaco e il tessuto nervoso.
I corpi chetonici sono composti di grande importanza metabolica.
Nel corso di diete severe, nel digiuno protratto, nell’alimentazione eccessivamente ricca di grassi, nel diabete insulino-dipendente scompensato, in alcune malattie metaboliche dell’infanzia nelle quali si verifica una diminuzione di glucosio nel sangue, nello sforzo fisico, nell’ultima parte della gravidanza e nei primi mesi di vita si può riscontrare un significativo aumento di corpi chetonici nel sangue fino ad arrivare ad un vero e proprio squilibrio denominato chetoacidosi.
Poichè l’acetone è una sostanza volatile, oltre che con le urine, viene liberato con l’aria espirata che, per la sua presenza, assume un caratteristico odore di frutta.
Nei bambini il “respiro acetonico” è abbastanza frequente, specialmente nell’età prescolare e scolare, legato soprattutto a vomito ricorrente. In questo caso, è probabile che l’eccessiva presenza di acetone sia dovuta al digiuno cui il bambino è costretto a causa del forzato vomito. In tutti i casi, il trattamento per eccesso di produzione di corpi chetonici deve affrontare la causa che l’ha determinata.
Affaticamento mentale
E’ difficile capire, legati come siamo a un concetto “muscolare” di lavoro, come anche la mente possa essere stanca.
Eppure è vero che anche l’attività cerebrale e ben lo sanno gli studenti alla fine dell’anno scolastica, ha bisogno del suo nutrimento, del suo giusto riposo, del suo allenamento, nè più nè meno di qualsiasi muscolo del nostro organismo.
Il cervello, non essendo un muscolo, si riposa molto bene e recupera la sua capacità di lavoro non tanto non facendo nulla, anche durante la notte lavora, ma semplicemente cambiando per un pò di tempo tipo di attività.
ALIMENTI CONSIGLIATI
ARANCIA: eccellente tonico muscolare e nervino, indicato nelle stanchezze fisiche e mentali.
AVENA: cereale stimolante e “focoso”, risveglia l’energia vitale logorata dall’eccessivo impegno.
Pollo allo yogurt
INGREDIENTI per 4 persone
Pollo 600 g, yogurt magro 120g, farina tipo 0 20g, cannella q.b.,paprica q.b., sale e pepr q.b..
APPORTO CALORICO DI 4 PORZIONI: 1162 kcal
APPORTO CALORICA DI 1 PORZIONE: 291 kcal
PREPARAZIONE:
Tagliare a pezzi il pollo ed eliminare la pelle.
Preparare una miscela di yogurt ed aromi.
Ricoprire la carne con il preparato lasciando marinare per almeno 4 ore.
Spolverare con farina e mettere in forno caldo per circa un’ora.
N.B. Per ottenere 600 g di parte edibile occorrono circa 900 g di pollo.
BUON APPETITO!
Il te’ deteinato
Il tè decaffeinato è un prodotto che venne messo in commercio agli inizi degli anni 80, creato per soddisfare le esigenze di quanti, pur apprezzando il tè, non potessero farne uso per problemi di salute per i quali era controindicata la caffeina.
In realtà, anche nel tè, come nel caffè, il procedimento per ridurre drasticamente la caffeina avviene chimicamente e vi è quindi da chiedersi quanto salutare possa essre un prodotto del genere.
Per quanto riguarda il tè esistono tre procedimenti che utilizzano differenti tipi di solventi.
L’ACETATO ETILICO è il prodotto più difficilmente eliminabile dalle foglie al termine del processo, mentre il BIOSSIDO DI CARBONIO, che è un prodotto biologico e il CLORURO DI METILENE, che è il solvente maggiormente usato a tale scopo, sono più facilmente eliminabili.
I cereali
Sono l’alimento principale della dieta di molte persone. Imparare ad alternare il consumo delle diverse varietà permette di beneficiare di vari principi nutritivi.
Da millenni i cereali rappresentano uno degli alimenti più frequentemente utilizzati da gran parte dell’umanità, per le loro caratteristiche di adattamento ambientale alla coltivazione delle diverse regioni del globo, per la facile e lunga conservabilità della parte edibile (i semi), per l’agevole reperibilità e trasportabilità, per il basso costo e la versabilità nella preparazione di cibi diversi e gustosi.
AVENA
Questo cereale, usato soprattutto per l’alimentazione del bestiame, è prodotto principalmente negli Stati Uniti, nei Paesi dell’ex Unione Sovietica, in Germania, Francia ed Inghilterra.
Il valore nutritivo dell’avena è inferiore rispetto a quello che si attenderebbe dalla sua composizione chimica. I suoi sfarinati sono infatti ricchi di cellulosa che ostacola la digestione e, soprattutto, aumenta la peristalsi intestinale provocando una minor assimilazione dei principi nutritivi.
La panificazione è possibile solo utilizzando opportune miscele con la farina di frumento.
L’avena è indicata per astenie fisiche ed intellettuali, ipotiroidismo ed anche per i diabetici, dato lo scarso contenuto di zuccheri.
L’infuso ottenuto da semi torrefatti ha un’azione lassativa e diuretica; ma l’avena non è ben tollerata da tutti, in quanto contiene purine e sostanze che possono provocare, in soggetti particolarmente sensibili, l’insorgenza di dermatiti.
FRUMENTO
E’ il cereale di maggiore impiego, data l’enorme varietà dei suoi derivati. Possiede virtù tali da essere considerato il più adatto ad essere panificato.
Il chicco (o cariosside), di forma avoidale, è essenzialmente formato da tre parti:
- CRUSCA - cioè l’involucro, costituito dalla sovrapposizione di più pellicole;
- ENDOSPERMA - costituisce il nucleo del chicco, che è avvolto da un involucro proteico (il glutine);
- GERME O EMBRIONE - contiene le parti che danno origine ad una nuova pianta.
CARATTERISTICHE NUTRITIVE
I protidi sono costituiti per la quasi totalità da glutine, che ha caratteristiche di elasticità essenziali per la panificazione.
I glucidi da un punto di vista quantitativo sono la componente più importante.
I lipidi sono localizzati soprattutto nel germe ed hanno un elevato contenuto di acidi grassi insaturi. Per questo motivo la presenza del germe nella farina può condurre all’irrancidimento.
Le vitamine sono tutte scarsamente rappresentate dato che, anche quelle presenti nella cariosside in quantità discreta (complesso B ed E), vengono parzialmente eliminate con la molitura.
Gli elementi minerali più importanti, contenuti in quantità superiori nelle farine integrali, sono fosforo e potassio.
GRANO SARACENO
Specie originaria dell’Asia. La sua coltivazione è estremamente ridotta e limitata ad alcune aree dove costituisce un prodotto tipico.
Con la farina, ricca di proteine e di grassi, si confeziona una polenta dall’aspetto grigiastro, che può essere mescolata alla farina di mais. Con la stessa farina si produce un tipo di pasta, i pizzoccheri, che, condita con verdure, costituisce un nutriente piatto unico.
Il grano saraceno è un cereale adatto al consumo invernale, da consigliare nell’accrescimento e durante l’allattamento. Protegge e rinforza il sistema dei vasi sanguigni, prevenendo le emorragie.

