Le diete a yo-yo favoriscono i calcoli biliari
Ricercatori dell’Università del Kentucky Medical Center hanno scoperto che le persone che seguono le diete yo-yo, vale a dire cali ed aumenti di peso alternati, hanno un maggior rischio di formare calcoli della vescichetta biliare.
Questi calcoli in generale sono di colesterolo e dipenderebbero da un incremento dei grassi nel sangue derivanti dalla dismissione degli adipociti durante il periodo di dieta ferrea e durante poi il successivo periodo di aumento del peso.
Tali calcoli, inoltre, hanno la caratteristica di trattenere calcio e quindi di non essere sensibili all’azione dell’acido ursodesossicolico.
L’aumento del rischio della calcolosi secondaria sembra aggirarsi dal 25% al 50%.
Perchè sono importanti le proteine…
formano i muscoli dove sono più abbondanti (il 65% delle proteine corporee si trova nei muscoli);- formano le cellule nervose, nella misura del 10% del loro peso e le cellule ematiche nella misura del 20% del loro peso;
- entrano in gioco nella costruzione delle ossa, unghie, capelli, tendini e legamenti attraverso il collagene;
- formano gli “enzimi“, proteine particolari che velocizzano i processi biochimici dell’organismo;
- fanno da “taxi”, da nastro trasportatore per alcune sostanze come diversi farmaci;
- costituiscono vari messaggeri dell’organismo che viaggiono per portare dei segnali da un punto ad un altro del corpo detti Ormoni. Quelli a base proteica sono: LH, FSH, TH, ACTH, PTH (ormone paratiroideo), CRH (ormone rilasciante la corticotropina), ormone della crescita, prolattina, angiotensina, adrenalina e noradrenalina, insulina;
- formano una barriera di protezione contro le malattie attraverso gli anticorpi;
- nel sangue partecipano alla formazione dell’Emoglobina e della Mioglobina attraverso una proteina globulare detta “globina“;
- sempre nel sangue, in forme di diversa densità proteica (VLDL, LDL, HDL), costituiscono dei mezzi di trasporto per trigliceridi e colesterolo che, altrimenti, galleggerebbero come la panna nel latte non omogeneizzato;
- entrano a far parte del DNA (grazie alla donazione di azoto da parte di alcuni aminoacidi), della membrana cellulare e di alcune strutture di supporto della cellula (citoscheletro);
Avete quindi capito l’importanza che esse rivestono nella nostra alimentazione, però, a differenza dei carboidrati e dei lipidi non possono essere immagazzinate come scorta in caso di bisogno e il loro apporto deve essere per forza quotidiano, ma senza forzature.
Infatti l’applicazione del vecchio slogan di latina memoria “melius abundare…” e dunque indulgere in un eccesso di proteine (oltre il 25%-30% per periodi prolungati) porta all’accumulo di sostanze tossiche come gli acidi urici ed ammoniaca che i reni, a gran fatica, dovranno espellere con l’urina in aggiunta ai preziosi sali che l’acqua trascina con sè.
Ricordiamo che per 1 gr di urea prodotta dalla “lavorazione” della proteine, servono 15 gr di acqua per eliminare tale prodotto. Già in condizioni di alimentazione normotipo l’acqua per il “lavaggio” che passa giornalmente attraverso i reni è di 140/160 lt. Ma se aggiungiamo carne al fuoco aumentando i prodotti di scarto con un’alimentazione iperproteica, ecco che l’acqua filtrata aumenterà esageratamente, con conseguente sovraccarico renale.
Infine, le proteine si legano al calcio di ossa e denti. Un eccesso di proteine mette a rischio ossa e denti.
Cos’è la disfagia
La disfagia è la condizione in cui il passaggio degli alimenti dalla bocca all’esofago ed allo stomaco risulta difficoltoso o non è eseguito in modo corretto.
E’ un’anomalia complessa causata da diverse patologie mediche, chirurgiche o semplicemente dovuta all’età.
Chi ne soffre, oltre a non poter assumere cibo secondo quantità e qualità adeguate, rischia il passaggio di cibo nelle vie respiratorie, con conseguenze spesso gravi, come l’insorgenza di polmoniti.
Alcuni sintomi possono rilevare che il cibo passa nelle vie respiratorie e per questo occorre fare attenzione a:
- Comparsa di colpi di tosse, anche leggera, subito dopo o entro pochi minuti dalla deglutizione del boccone.
- Comparsa di raucedine subito dopo la deglutizione.
- Fuoriuscita di cibo o di liquidi dal naso.
- Presenza di febbre, anche non elevata.
- Aumento della salivazione.
- Presenza di catarro.
LE SCELTE ALIMENTARI
In presenza di disfagia, gli obiettivi di un piano alimentare sono:
- garantire la sicurezza del paziente evitando il passaggio del cibo nelle vie respiratorie;
- fornire adeguate quote nutrizionali per prevenire e/o correggere lo stato di malnutrizione/disidratazione;
- proporre cibi invitanti, curati nella presentazione ed adeguati al gusto del paziente.
E’ indispensabile scegliere alimenti che presentino particolari caratteristiche fisiche e combinarli in programmi giornalieri equilibrati rispetto al contenuto di tutti i nutrienti (acqua, calorie, proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali).
E’ molto importante far assumere al paziente alimenti che appartengono ai seguenti gruppi:
- Gruppo della carne, pesce e derivati, uova: ricchi di proteine e ferro.
- Gruppo del latte e derivati: ricchi di proteine, calcio e fosforo.
- Gruppo degli ortaggi e frutta: ricchi di acqua, sali minerali, vitamine e fibre.
- Gruppo dei cereali e derivati e tuberi. ricchi di carboidrati.
- Gruppo dei legumi: ricchi di proteine vegetali e fibre.
- Gruppo dei grassi e oli da condimento: ricchi di energia:
- Gruppo degli zuccheri e dolci: ricchi di energia a rapido assorbimento.
- Gruppo delle bevande: ricche di acqua.
Le particolari tecniche di preparazione degli alimenti (frullatura, omogeneizzazione, macinazione) e l’aggiunta di condimenti (oli e salse) e/o di sostanze addensanti permettono di modificarne le caratteristiche fisiche, rendendoli adeguati alle necessità dei pazienti.
Fabbisogno vitaminico giornaliero
Il fabbisogno vitaminico giornaliero dipende da: età (oltre i 40 anni le vitamine B1, B2, PP, vanno proporzionalmente ridotte di circa il 5% per ogni decade d’età); condizioni fisiologiche (il
fabbisogno vitaminico aumenta durante la gravidanza, l’allattamento e lo sviluppo); sesso (in alcuni casi, è leggermente maggiore per i maschi).
Per le vitamine B5, H, Colina, K e gli acidi grassi essenziali, i fabbisogni giornalieri non sono stati calcolati con sicurezza; pare tuttavia siano sufficienti i seguenti quantitativi:
- 5 - 10 mg (adulti) di vitamina B5;
- 150 - 300 mcg (adulti) di vitamina H;
- 500 - 900 mg (adulti) di Colina;
- 1 mg (neonati), 4 mg (adulti) di vitamina K;
- 10 - 20 mg (bambini), 25 - 30 mg (adulti) di vitamina E;
- 2 - 6% del fabbisogno calorico di acidi grassi essenziali.
60 mg di triptofano consentono la sintesi di 1 mg di vitamina PP.
La vitamina D sintetizzata dall’organismo attraverso l’irradiazione solare è in genere sufficiente (tuttavia è raccomandabile una introduzione giornaliera di 2,5 mcg per gli adulti e di 10 mcg per i bambini, gestanti, nutrici e per chi è privato, per lunghi periodi di tempo, di luce solare).
MICI: Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali
Le MICI sono sempre più presenti nei paesi industrializzati ad economia evoluta; l’incidenza in Europa varia in base all’area geografica ed alla razza.
In Italia la sola malattia di Crohn ha un’incidenza di circa 6 casi ogni 100.000 abitanti.
Le MICI sono caratterizzate dalla presenza di lesioni della mucosa che si possono evidenziare in ogni parte del canale alimentare o solo nell’ultima parte dell’intestino (rettocolite ulcerosa).
Nella malattia di Crohn, più frequentemente le lesioni sono localizzate a livello del piccolo intestino (ileo) e del grosso intestino riducendo sensibilmente le funzioni digestive ed assorbitive dei nutrienti.
Molti sintomi caratteristici di questa patologia, i farmaci normalmente impiegati e gli aumentati fabbisogni calorici, contribuiscono ad indurre in circa il 60% dei pazienti una malnutrizione proteo-calorica che a sua volta contribuisce a peggiorare il decorso cronico della malattia.
SINTOMI PIU’ FREQUENTI
- Dolori addominali
- Diarrea
- Febbre
- Anoressia
- Alterata cenestesi
TERAPIE FARMACOLOGICHE IMPIEGATE NELLE MICI INTERFERISCONO CON L’ASSORBIMENTO DEI NUTRIENTI
- Cortisonici
- Antinfiammatori
- Immunosoppressori
- Salicinati
- Antibiotici
IL FABBISOGNO CALORICO DEL PAZIENTE CON MICI, ANCHE SE NON PRESENTA UNA SITUAZIONE DI MALNUTRIZIONE, EVIDENZIATO DAL RESTING ENERGY EXPEDITURE, E’ AUMENTATO MEDIAMENTE DI CIRCA IL 30% RISPETTO AL CONTROLLO SANO.

