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Stato nutrizionale e pelle
La cute possiede un’elevata attività metabolica, superiore a quella del muscolo liscio, in grado di sostenere la proliferazione continua delle cellule epiteliali, delle ghiandole sebacee, dei follicoli piliferi e delle unghie.
Tale attività è regolata geneticamente dallo stato ormonale e da quello nutrizionale. A livello cutaneo avvengono le reazioni metaboliche di produzione ed utilizzo dell’energia contenuta in glucidi, proteine e lipidi.
Tutti i nutrienti devono essere forniti all’organismo per garantire il normale funzionamento di organi ed apparati che necessitano di energia e di elementi plastico-strutturali. Carenze nutrizionali, soprattutto di vitamine ed oligoelementi e metalli, si manifestano con segni cutanei.
Pigmentazione bronzo scuro delle unghie, caduta dei peli ascellari e pubici, assottigliamento della cute con pigmentazioni ed eczema compaiono nella grave denutrizione.
Carenza di singole vitamine o loro eccessiva assunzione sono causa di alterazioni della pelle e dei suoi annessi.
Deficit di vit.B1 (tiamina) a livello cutaneo si manifesta con edemi, quello di vit. B2 (riboflavina) con secchezza e screpolature labiali, dermatite seborroica, bruciore alla lingua.
Deficit di acido folico e vit. B12 determinano pigmentazioni, esfoliazioni cutanee. Dermatite seborroica si ha nelle carenze di vit. B8 (biotina); atrofia, depigmentazione pilifera nei deficits di acido pantotenico (vit. B5).
Insufficiente assunzione di vit. B3 (nicotinamide o niacina) è causa di pellagra, che si manifesta con dermatite, arrossamenti, fotosensibilità, atrofia delle mucose. Il deficit di vit. C (acido ascorbico) determina a livello cutaneo caratteristiche emorragie perifollicolari, ematomi, ipercheratosi perifollicolari.
Calcificazioni cutanee sono osservate in corso di ipervitaminosi D. L’ipocalcemia conseguente a turbe della funzionalità paratiroidea e a relativo malassorbimento di calcio comporta una serie di alterazioni cutanee, come secchezza, rugosità, rarefazione e caduta dei capelli e dei peli, fragilità delle unghie e desquamazione.
Il deficit di ferro causa caduta dei capelli e atrofia delle papille linguali, mentre l’accumulo determina una iperpigmentazione insieme ad una atrofia pilifera e ad un assottigliamento del derma. Insufficienti apporti di zolfo e zinco possono influenzare l’integrità della cute e degli annessi con caduta dei capelli, dermatite esfoliativa e turbe della cicatrizzazione.
L’acido linolenico e l’alfa linoleico svolgono funzioni essenziali per i mammiferi se è vero che ratti a dieta priva di tali AGE (acidi grassi essenziali) sviluppano dermatiti desquamative con eritema ed ipercheratosi perifollicolari. Tali alterazioni si sono notate nell’uomo in corso di nutrizione parenterale totale senza apporto di AGE o nel malassorbimento. Sotto il profilo biochimico si ritiene che gli AGE della serie omega 3 presenti nell’olio di pesce e quelli della serie omega 6 presenti nei vegetali abbiano un minor potere infiammatorio rispetto agli acidi grassi di origine animale. Riducendo l’apporto dietetico di alimenti animali ricchi di acido arachidonico e aumentando quello di origine vegetale ed ittica, si è dimostrato un miglioramento dei sinomi cutanei, quali prurito, eritema, desquamazione.
Lesioni della mucosa orale da deficits nutrizionali
La mucosa orale rispecchia precocemente e fedelmente deficits nutrizionali manifesti o peraltro asintomatici ed occulti.
Essi vanno ddiligentemente ricercati sotto il profilo clinico e biochimico in quanto predispongono ad alterazioni i tessuti esposti all’azione fisica e traumatica degli alimenti, nonchè alle malattie infettive.
PERIODONTITE
L’infezione dello spazio peridentale e dell’alveolo, con distruzione dei legamenti dentali rappresenta la più comune causa di caduta dei denti. La cattiva igiene orale e deficits immunologici condizionano una flogosi acuta o cronica che nel caso della forma ulcerativa necrotizzante è sostenuta da spirochete e fusobatteri.
La denutrizione ed in particolare deficits di acido folico, ferro, vit. C e aminoacidi compromettono l’equilibrio fra barriera mucosa e microrganismi, alterando il turnover cellulare e la funzionalità dei fagociti.
XEROSTOMIA O BOCCA SECCA
E’ una condizione che si presenta fisiologicamente nella vecchiaia con la progressiva diminuzione del flusso salivare oppure nel corso di malattie autoimmuni, nelle deidratazioni, in associazione con l’uso di farmaci come atropina, antiistaminici, ecc..
Si risolve o attenua con la rimozione della causa, con l’uso di alimenti particolarmente ricchi di acqua e con l’uso di bevande isotoniche oggi disponibili sul mercato.
BRUCIORI O PIROSI ORALE
La sensazione di briciore alla lingua si manifesta in diverse condizioni come l’alcolismo, l’anemia, il diabete, la gravidanza in cui non si evidenzia una causa locale flogistica o traumatica. E’ in gioco spesso un deficit di vitamine del gruppo B.
NEOPLASIE DEL CAVO ORALE
Acido retinoico e vit. E si sono dimostrati in grado di rallentare la crescita o di ridurre la massa di neoplasie del cavo orale indotte in animali da esperimanto. Nell’uomo mancano certezze al riguardo, salvo un possibile effetto benefico nella leucoplachia, da alcuni considerata lesione precancerosa.
TRATTAMENTO DIETETICO
Tutte le alterazioni oro-faringee, sia nella fase acuta che in fase successiva necessitano di particolari accorgimenti dietetici. Inizialmente saranno trattate con diete liquide e successivamente con quelle semiliquide.
Si può ricorrere sia ad alimenti frullati (a temperatura tiepida o fredda a seconda della patologia in considerazione) che ad alimenti tipo pastine di piccolo formato o tipo spaghettini che non aderendo alla parte lesa non provocano quel fastidioso senso di tosse, spesso presente nella ripresa dell’alimentazione.
E’ buona norma evitare alimenti acidi tipo arancia, per l’azione irritativa. La possibilità di usufruire dei preparati liquidi già pronti in commercio nei diversi gusti, ci permette di assicurare un giusto quantitativo di liquidi in rapporto alle calorie (1 - 1.5 kcal/ml), comprese le vitamine e i sali minerali, spesso, carenti in tali diete.
L’avocado - un concentrato di virtù
L‘avocado è un frutto particolare che in cucina viene trattato spesso come ortaggio.
La sua polpa burrosa, molto ricca in grassi e per nulla zuccherina, ha un gusto molto particolare che ben si addice alle preparazioni salate e meno a quelle dolci.
La cucina messicana ne fa largo uso ed è diffuso in tutto il mondo, si gusta abitualmente crudo in quanto sopporta male la cottura.
Dal punto di vista nutrizionale ha moltissimi pregi: ricco in proteine (tra la frutta è quello che ne contiene di più), è facilmente digeribile ed è indicato nell’alimentazione dei bambini e degli sportivi.
Ricchissimo in potassio (più della banana) e magnesio, importante per il buon funzionamento dei muscoli ed è anche fonte di vitamina B2 (riboflavina), di cui gli sportivi ne hanno bisogno in quantità superiore.
Privo di colesterolo, contiene molti grassi monoinsaturi (18,33 gr), che riducono il colesterolo cattivo (LDL) e accrescono quello buono (HDL). Il potassio, in esso contenuto, aiuta a combattere l’ipertensione ed è coinvolto nella regolazione del battito cardiaco. E’ alta la percentuale in antiossidanti che, neutralizzano i radicali liberi, rallentano il processo d’invecchiamento cellulare e proteggono dalle malattie cardiache. Tra questi la vitamina E e la C, inoltre se associato a verdure come carote e pomodori, ricchi in betacarotene e in licopene, ne facilita l’assorbimento.
Le proprietà dell’avocado non si esauriscono qui, è molto indicato per le mamme in attesa per il quantitativo di acido folico, necessario per ridurre il rischio di malformazioni del sistema nervoso del nascituro e per il contenuto di fibra e di vitamina B6 è consigliato al paziente diabetico.
E’ un alleato della bellezza, grazie al contenuto della vitamina E, A e B5 rendono la pelle morbida, proteggono dagli effetti dell’inquinamento, aiutano a combattere le rughe e contrastano la caduta dei capelli.
E’ un vero e proprio cosmetico naturale.
Tanti pregi, ma anche un difetto: poichè ricco di grassi, l’avocado è molto calorico, circa 230 kcal per 100 gr, chi ha problemi di linea deve fare attenzione a non esagerare con le quantità e a controllare le altre portate del pasto!
Acido folico
Acido folico, ne sentiamo parlare in particolare in gravidanza ma questa preziosa vitamina è utile sempre e nei paesi sottosviluppati la sua carenza è molto diffusa, causata da malattie infettive, terapie farmacologiche e malassorbimento.
Conosciamola meglio!
Appartiene alle vitamine del gruppo B, nello specifico l’acido folico o vit.B9 o folacina, come per la maggior parte delle vitamine, dato che l’organismo non è in grado di sintetizzarla, è fondamentale assumerla attraverso gli alimenti che la contengono.
E’ nota la sua importanza in gravidanza, in quanto, una carenza può aumentare il rischio di eventuali malformazioni del feto, crescita intrauterina, parto prematuro, lesioni della placenta e più importante di tutto, l’acido folico, contribuisce allo sviluppo del condotto neurale evitando malformazioni del sistema nervoso e nello specifico:
- anencefalia (sviluppo incompleto del cervello)
- spina bifida (mancata chiusura della spina dorsale, con alterazioni del midollo spinale)
Interviene nella sintesi degli acidi nucleici favorendo la crescita e la riproduzione cellulare oltre che evitare tutte le complicazioni sopra citate.
L’apporto giornaliero per uomini e donne adulte è di 200 mg/die ed è facilmente raggiungibile seguendo un’alimentazione varia, equilibrata e con un consumo giornaliero di frutta e verdura.
Durante la gravidanza il suo apporto è di 400 mg/die che si può raggiungere con l’aiuto di integratori specifici a base di folati, necessari per preservare sia la salute della madre che del feto.
L’apporto di vit. B9 è molto importante anche per gli sportivi ed aumenta in base al tipo di attività fisica svolta, per le donne che fanno uso di contraccettivi e in tutte quelle condizioni ove si richieda un più accentuato rinnovo tissutale.
La vit. B9 è presente nella verdura a foglia verde (broccoli, spinaci, lattuga), nei legumi, cereali, nella frutta (limoni, fragole, kiwi,arance), nel fegato e nel lievito di birra.

