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La frutta - un capitolo a sè
E’ bene ricordare che la frutta più sana e benefica è quella colta matura, nella sua giusta stagione, proveniente da coltivazione biologica (o anche spontanea) e, naturalmente, fresca. Solo così sarà ricca, anzi ricchissima, di vitamine, sali minerali e oligoelementi, e i suoi acidi organici si saranno trasformati in zuccheri, facilmente assimilabili dal nostro organismo. Frutti che arrivano da parti lontane del globo, e che quindi sono stati necessariamente colti ancora acerbi, non possono avere queste caratteristiche e non dovrebbero quindi comparire, se non molto saltuariamente, sulla nostra tavola.
La frutta è composta oltre che di acqua e di fibre (importantissime per il buon funzionamento del nostro metabolismo e, non ultimo, dell’intestino) di zuccheri semplici: monosaccaridi e disaccaridi, che vengono elaborati molto velocemente a livello intestinale oppure possono essere assorbiti addirittura direttamente come tali.
Questo rende opportuno un rapido passaggio di questo tipo di alimento, perchè gli zuccheri semplici se trovassero “ingombro” tra stomaco e/o intestino, provocherebbero, durante la loro permanenza nel tratto digerente, fermentazione e un’assimilazione difettosa sia della frutta stessa, sia degli altri alimenti presenti.
Gli italiani usano consumare la frutta , quasi regolarmente, a fine pasto ed è proprio il momento meno adatto per cibarsene. Certo, lascerà una bocca piacevolmente fresca e i suoi colori festosi adornano senz’altro la tavola a fine pasto.
Alcune mamme, preferiscono dare la frutta ai propri bambini dopo tutti gli altri cibi per paura che rovini loro l’appetito, nulla di più sbagliato, in quanto essa ha proprio una funzione regolatrice su di esso, riesce a stimolare le secrezioni gastriche e quindi l’appetito di bambini gracili ed inappetenti, mentre non spinge coloro che avessero il problema contrario a mangiare una quantità di cibo superiore al necessario.
Il momento ideale per consumare la frutta è sempre lontano dai pasti, va considerata come un pasto a sè.
Qualche curiosità!
ACETO: E’ una delle sostanze più acide e come tale è da usare solo occasionalmente e in piccole dosi.
Preferite l’aceto di mele, più delicato e con proprietà terapeutiche. Combinatelo con proteine animali e con verdure crude. Evitate di consumare aceto in un pasto che contenga amidi, o carboidrati in genere: ne ostacolerebbero la digestione.
ACQUA: L’acqua è contenuta in maggiore o minore misura in tutti gli alimenti, quindi fa di per sè parte integrante di ogni nostro pasto. Tuttavia la bevanda acqua, tanto importante e salutare, andrebbe possibilmente consumata lontano dai pasti (fino a mezz’ora prima e circa un’ora dopo i pasti) per non diluire i succhi gastrici ed interferire con una corretta masticazione e digestione.
ALGHE: Queste “verdure di mare” sono talmente ricche di nutrienti da costituire un integratore naturale. Sono da impiegare quindi in quantità ridotte.
Non hanno particolari problemi di associazione con gli altri alimenti. L’agar-agar e la carregenina vengono utilizzati per la produzione di gelatine vegetali, di facile impiego e di ottima combinazione per la preparazione in casa di bavaresi e creme. Sono preferibili alla colla di pesce o ad altre gelatine di origine animale.
ANANAS: E’ un frutto che può fare eccezione: la presenza di enzimi proteolitici favorisce la digestione delle proteine animali, per cui l’ananas può essere consumato con o dopo un piatto di acrne o di formaggio.
ARACHIDI: Attenzione a non abusare dei “salatini” serviti a volte con l’aperitivo: il sale sulle arachidi provocherà sete e può irritare le mucose gastriche, un segnale che erroneamente viene interpretato come appetito.
Le arachidi, essendo leguminose e come tali molto ricche di proteine, si combinano bene con verdure e cereali (ottimo il pane con le arachidi), ma non con piatti contenenti proteine animali.
AROMI: Non solo non pongono particolari problemi di combinazione, ma sono anzi consigliabili in quanto favoriscono la digestione: stimolano l’appetito, la secrezione dei succhi gastrici e frenano la flatulenza provocata da alcuni alimenti.
Gli aromi vanno dosati con saggezza (sempre in piccole quantità) e usati freschi o secchi, ma mai oltre l’anno dalla raccolta, solo così essi potranno sviluppare tutto il loro sapore e le virtù salutari.
BRODO: Il brodo di carne non si combina bene con pasta, tortelli e qualsiasi pasto che contenga amidi. Ciò vale anche per il brodo ottenuto con il dado, anche se la carne impiegata per la produzione è abbastanza ridotta, la presenza di monoglutammato di sodio non è comunque auspicabile per la salute.
Nessun problema invece per i brodi di verdura, ottenuti da verdure fresche o liofilizzate.
Per il brodo “veloce”, usate acqua tiepida e alcune gocce di tamari, la salsa di soia a lenta fermentazione, magari aggiungendo un poco d’aglio e di prezzemolo fresco, appena tritati.
L’acne da disordini intestinali
L’acne è un’infiammazione conseguente ad una secrezione abnorme da parte delle ghiandole sebacee.
La pelle, quando è colpita dall’acne presenta foruncoli, papule e pustole, che possono manifestarsi in varie parti del corpo, ma che generalmente interessano il viso (fronte, mento e guance), il collo, le spalle e il decolletè.
Migliorare lo stato della pelle non è solo un problema di estetica, ma di salute perchè i trattamenti non saranno solo esterni, ma sistemici e andranno a risolvere il problema alla base.
Generalmente l’acne colpisce l’80% dei ragazzi, tuttavia può protrarsi anche per lungo tempo, risolversi momentaneamente e poi ricomparire nel corso degli anni. Essa colpisce chi soffre di squilibri ormonali spesso causati da disagi psicosomatici da stress e ansia, tuttavia, la maggior parte delle forme acneiche sono causate da disordini digestivi e alimentari, da squilibri della flora batterica intestinale, da stitichezza, da sovraccarico del fegato.
Fino a poco tempo fa si usava dare agli acneici una lista di cibi che dovevano assolutamente evitare, obbligandoli ad una alimentazione monotona e triste. Oggi lo specialista può consigliare una gradevole alimentazione personalizzata che contribuisce a risolvere il problema e permette anche di frequentare, con moderazione, pizzeria, fast food e pasticceria, seguendo i propri gusti ed abitudini.
Gli alimenti che dovrebbero costituire il menù giornaliero sono: vegetali crudi, cereali integrali, olio di oliva, legumi, pesce, formaggi freschi e un consumo elevato d’acqua, soprattutto lontano dai pasti.
Qualche curiosità sull’acqua e bevande in genere!
Pur non fornendo alcun apporto calorico, l’acqua è molto importante nella dieta, in quanto rappresenta il 60% circa del peso di un adulto e oltre il 75% nel bambino.
Inoltre, alcune acque per la loro composizione possono apportare un importante contributo di sali minerali quali calcio, fluoro, iodio e altri oligoelementi essenziali.
Un’importante contributo calorico, invece, può essere fornito dalle bevande analcoliche, soprattutto in relazione al tipo di frutto e alla natura e quantità di carboidrati che compaiono nella loro formulazione; ecco l’importanza di leggere sempre le etichette poste su ogni confezione alimentare, bevande incluse.
I succhi di verdura e di frutta, inoltre, contengono una discreta quantità di sali minerali (e di microelementi); le spremute di frutta sono particolarmente ricche di vitamine.
Importanti indicazioni generiche:
- consumare acqua troppo fredda può causare disturbi all’apparato gastroenterico (congestione); inoltre, l’acqua gelata è meno dissetante di quella a temperatura ambiente;
- nelle gastropatie ipersecretive si devono preferire acque minerali alcaline e non gassate, mentre quelle gassate, caffè, the, cioccolato e menta facilitano la motilità gastrica (peristalsi); caffè, spremute di frutta acidula, succhi conservati di agrumi e pomodori stimolano la secrezione gastroenterica;
- le acque oligominerali sono le più indicate per il neonato, in quanto il ridotto contenuto di sali facilita la digestione, alleggerendo il carico renale.
Acqua - conosciamola meglio!
L’acqua è essenziale per la vita dal momento che la sua mancanza può portare, anche in tempi brevi, alla morte per “disidratazione”.
Se ipoteticamente “spremessimo” un uomo, scopriremmo infatti che il 60 - 70%, cioè i due terzi circa del suo peso, sono costituiti da acqua.
L’acqua, nell’organismo, è ripartita in 2 settori:
- ACQUA EXTRACELLULARE: (fuori dalle cellule)= è costituita da sangue e linfa (20% del peso corporeo).
- ACQUA INTRACELLULARE: (dentro le cellule)= comprende il 40% del peso del corpo.
Da quanto detto, risulta che ognuno di noi vive continuamente in ammollo, a “bagnomaria” e, fatto assai importante, la quantità di acqua presente nel nostro organismo deve restare sempre costante.
Dunqua se tanta acqua se ne va, tant’acqua deve essere prontamente rimpiazzata.
FABBISOGNO E CONSUMO DI ACQUA: nell’adulto le perdite giornaliere di acqua sono equivalenti a circa 2,5 litri di cui: 1,6 litri con le urine; 0,4 litri con il sudore; 0,4 litri con la respirazione; 0,1 litri con le feci.
Per mantenere il bilancio in equilibrio, l’apporto quotidiano di acqua dovrebbe essere di circa 1,5 - 2 litri di cui una parte esogena (introdotta cioè con le bevande e gli alimenti) ed una parte endogena (cioè prodotta dai processi metabolici dell’organismo). Un metodo semplice per stabilire il fabbisogno di acqua è quello in rapporto alle calorie introdotte.
In media, il normale fabbisogno di acqua dovrebbe essere infatti di circa: 1 millilitro per caloria introdotte con la dieta. Quindi, se con la dieta si introducono 2.000 kcal, dovremmo, in pratica, assumere 2 litri di acqua al giorno.
Tutto questo in condizioni normali. In realtà, le perdite ed i fabbisogni variano con la temperatura, il clima, il lavoro, l’età.
FUNZIONI DELL’ACQUA:
- Ha una funzione di trasporto sia delle sostanze nutritive che dei prodotti residui del metabolismo da eliminare.
- Interviene nel mantenimento della temperatura corporea.
- Ha un’azione importante nel mantenimento dell’equilibrio idrosalino.
CLASSIFICAZIONE ACQUE MINERALI
Secondo criteri chimici, le acque minerali vengono classificate:
- Acque oligominerali: residuo fisso a 180°C non superiore a 200 milligrammi/litro (0,2 grammi litro).
- Acque medio minerali: residuo fisso a 180°C compreso fra i 200 milligrammi ed 1 grammo/litro (1000 milligrammi).
- Acque minerali: residuo fisso a 180°C superiore ad 1 grammo (1000 milligrammi)/litro.
NOTE: il residuo fisso a 180°C esprime la quantità in sali minerali che residuano dopo l’evaporazione di 1 litro d’acqua.
E’ molto importante leggere le etichette!

