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Malattie dell’intestino tenue: consigli dietetici

intestino-tenueTenuto conto delle funzioni fisiologiche dell‘intestino si comprende come qualsiasi malattia acuta o cronica, flogistica, infettiva, traumatica o neoplastica a carico di uno dei segmenti intestinali si traduca fondamentalmente in un malassorbimento di principi nutritivi.

Tra le malattie più comuni sono comprese le enteriti infettive, da radiazioni, da farmaci, il morbo di crohn, le resezioni chiruegiche. Se la lesione non interrompe il circolo enteroepatico dei sali biliari e l’afflusso del succo pancreatico, le malattie duodenali e digiunali determinano scarso e transitorio malassorbimento in quanto l’ileo supplisce alle funzioni assorbenti dei distretti più alti.

Il trattamento dietetico si affianca temporaneamente alla terapia specifica volta ad allontanare la causa scatenante. Le malattie dell’ileo (morbo di crohn) possono alterare più profondamente il regolare flusso dei sali biliari provocando imponente steatorrea e deficits di assorbimento di grassi e vitamine.

I principi dietetici sono volti:

  1. ad assicurare l’apporto dei nutrienti malassorbiti;
  2. a non aggravare la sintomatologia (accelerazione del transito e malassorbimento dei grassi.

Vengono eliminati quindi gli alimenti che stimolano la peristalsi ed i grassi, avendo cura di frazionare i pasti. Nel periodo di acuzie e nel postoperatorio il fabbisogno-calorico-proteico minerale viene assicurato con l’alimentazione parenterale e/o enterale che deve apportare almeno 2000 - 3000 kcal/die.

Quando la diarrea sia dominata si può passare alla dieta orale liquida o semiliquida, incrementando di 200 - 300 kcal e 10 - 15 g di proteine al dì.

L’apporto lipidico sarà preferibilmente costituito da trigliceridi a media molecola e acidi grassi essenziali in rapporto alla steatorrea.

Dalla dieta semiliquida si passerà poi alla molle e alla solida con reintroduzione del latte e dei lipidi in rapporto alla tolleranza agli stessi. Oligoelementi, sali minerali, vitamine devono essere integrati in funzione dei parametri ematici.

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Nutrizione enterale: miscele nutritive

nestleLe miscele nutritive si possono distinguere in:

DIETE POLIMERICHE

Diete semielementari con nutrienti in forma facilmente digeribile ed in rapporti equilibrati, prive di scorie (fibra, glutine).

Sono diete che necessitano dei processi digestivi poichè:

  1. la parte proteica è costituita da polipeptidi e proteine intere (dall’albume dell’uovo e dalla caseina);
  2. la parte glucidica è costituita da maltodestrine;
  3. la parte lipidica è costituita da miscele di oli vegetali e trigliceridi a catena media (MCT);

Contengono quantità di vitamine e sali minerali sufficienti al fabbisogno giornaliero, hanno un contenuto in sodio limitato, oltre ad essere palatabili ed aromatizzate per poter essere assunte per via orale.

DIETE MONOMERICHE

Diete elementari con nutrienti già allo stato digerito pronti per l’assorbimento e prive di scorie (fibra e glutine).

Non necessitano di digestione, infatti:

  1. la parte proteica è costituita in genere da aminoacidi liberi (non subiscono l’idrolisi);
  2. la parte glucidica è costituita da oligo-manosaccaridi senza lattosio;
  3. la parte lipidica è costituita da trigliceridi a catena media privi di colesterolo.

Contengono quantità di vitamine e di minerali sufficienti al fabbisogno giornaliero ed hanno un basso contenuto in sodio. La loro somministrazione va monitorata in quanto hanno un’ alta osmolaritàscarsa palatabilità per gli aminoacidi liberi contenuti che limita l’impiego per via orale.

DIETE SPECIFICHE

Sono integratori, cioè diete provviste di requisiti speciali, ad es:

  • Iperproteiche per malati ipercatabolici (ustionati, settici e neoplastici);
  • Ipoproteiche preferibilmente con aminoacidi essenziali ed istidina nelle insufficienze renali;
  • Con percentuali maggiori di aminoacidi ramificati nelle insufficienze epatiche;
  • Con sostanze che aumentano la viscosità per rallentare il transito ed aumentare i tempi di contatto con la parete intestinale (malattie intestinali infiammatorie).

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