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Proprietà del basilico
E’ una pianta annuale, della famiglia delle Lamiacee, ha radice a fittone ed è originaria dell’Asia.
Il basilico ha proprietà digestive, antispasmotiche, antisettiche ed antinfiammotorie.
Per uso interno l’infuso delle foglie o delle sommità fiorite viene impiegato per facilitare la digestione ed attenuare i crampi allo stomaco e all’intestino.
Per uso esterno l’infuso viene impiegato come antinfiammotorio per la bocca o per la gola e per purificare l’alito (sciacqui e gargarismi).
Per uso cosmetico l’acqua distillata viene utilizzata come tonico analcolico.
La carne
Dal punto di vista proteico è tra gli alimenti più completi, con un ottimo patrimonio di aminoacidi. I carboidrati sono però assenti; i contenuti lipidici abbastanza variabili, comunque negli ultimi tempi in diminuzione, grazie ai progressi nelle tecniche di selezione e di allevamento degli animali.
Fra i minerali piuttosto modesta la quantità di calcio, soprattutto in relazione a quella di fosforo; importante, invece, il ferro, particolarmente nelle frattaglie e il potassio.
Discrete quantità di vitamine B1, B2, PP; scarse invece la vitamina A, D, E ed ancor più la C e la K.
Per la presenza di purine, la carne è controindicata per gottosi ed anche per le persone sane, l’uso non deve essere eccessivo (3 -4 volte la settimana).
I formaggi
I formaggi presentano in forma concentrata la maggior parte dei principi nutritivi del latte.
Secondo il tipo di lavorazione e stagionatura, abbiamo formaggi con caratteristiche assai diverse, ma in generale hanno:
- Elevato contenuto proteico (la perdita di alcune proteine presenti nel siero viene compensata dalla maggiore concentrazione); per di più le proteine contenute sono di altissimo valore biologico.
- Alto contenuto energetico, fornito soprattutto dai lipidi.
- Discreti bioregolatori: come per il latte, buoni sono i contenuti di vitamine A, B2 ed inoltre calcio e fosforo, mentre risultano carenti di vitamina C e di ferro.
- Buona digeribilità in generale, soprattutto quelli meno grassi; sono abbastanza adatti alle persone diabetiche, poichè contengono relativamente scarse quantità di zuccheri (lattosio).
L’unico problema che pongono è dunque di tener conto della quantità dei grassi 8per circa 2/3 saturi).
Ragù vegetale
Preparare un gustoso ragù vegetale è facile ed economico: servono solo dei fagioli di soia gialla spezzati e tostati che si trovano già pronti in commercio.
- Si prepara come un normale ragù di carne, cominciando con il rosolare la cipolla.
- Quindi si affiunge la soia tritata ed eventualmente pomodoro o altre verdure, versandovi acqua a piacere.
- Solo alla fine si avrà cura di condire con sale, pepe ed altri aromi secondo il gusto personale. Avendo la soia un sapore abbastanza neutro, saranno proprio gli aromi aggiunti ad insaporire il ragù.
- E’ sufficiente una cottura di 12 - 15 minuti per ottenere un granulato dall’aspetto e dalle caratteristiche molto simili a quelle del ragù tradizionale di carne.ù
BUON APPETITO !!
Il tamari
Tra i prodotti fermentati di soia sono sempre più diffusi, e sempre più apprezzati anche in Occidente, le salse, in particolar modo il Tamari, di origine cinese.
Il tamari viene preparato con fagioli di soia e sale, talvolta anche con l’aggiunta di grano.
La ricetta tradizionale prevede una preparazione accurata e soprattutto una stagionatura di tre anni in tini di legno. In questo periodo di stagionatura il prodotto si arricchisce di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, fondamentali per chi segue una dieta esclusivamente vegetariana.
Si presenta come una salsa liquida di colore bruno scuro, dal gusto salato vagamente simile a quello dell’estratto di carne. Viene solitamente usato per insaporire diverse pietanze a base di vegetali.
Il Tamari è un prodotto che nella medicina tradizionale cinese viene suggerito, per le sue elevate proprietà dietetiche e terapeutiche, nel trattamento di diverse malattie di varia entità.
IMPORTANTE: poichè molto ricche di fermenti ed enzimi che si deteriorano se portati a temperature troppo elevate, le salse di soia non vanno mai cotte ma sempre aggiunte a “freddo”, a cottura ultimata.

