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La mandorla
Le mandorle contengono grassi prevalentemente insaturi, emulsina, vitamine A e B, proteine, polisaccaridi e sali minerali.
L’olio di mandorla è un ottimo protettivo cutaneo, ammorbidisce e rassoda la pelle, previene le smagliature e, assunto per bocca, ha una discreta azione lassativa.
Oltre al contenuto proteico (circa il 16%), è presente anche calcio e fosforo che lo rendono un alimento prezioso, altamente nutritivo, molto digeribile ed energetico, ideale nei casi di stanchezza fisica ed intellettuale.
Attenzione all’apporto calorico, non più di 5 - 10 al dì!
Prosciutto crudo
Il prosciutto crudo è fra i prodotti meno manipolati e più naturali presenti sulla tavola; l’unico ingrediente aggiunto è infatti il cloruro di sodio.
Si presenta in tutta la penisola, ma in alcune zone ha avuto un tale sviluppo da essere considerato prodotto tipico come il prosciutto di Parma, di San Daniele, di Modena, il Berico-Euganeo, il prosciutto Toscano.
Durante la stagionatura la coscia suina va incontro a complesse modificazioni di tipo enzimatico a carico sia del tessuto muscolare sia di quello adiposo.
Tale processo idrolitico è dovuto sia agli enzimi della carne sia alla flora microbica superficiale del prosciutto stesso, apportata dalla carne stessa e soprattutto dal sale.
Il risultato di questa stagionatura, che dura fino a 2 anni, è la presenza nel prodotto di aminoacidi e di acidi grassi liberi, che sono frazioni altamente digeribili.
La formazione di questi composti crea le caratteristiche nutrizionali tipiche del prosciutto crudo stagionato.
INFORMAZIONI NUTRIZIONALI
Il prosciutto crudo deve essere considerato come un alimento predigerito il cui consumo non impegna quindi lo stomaco come avviene per altri alimenti.
E’ ricco di aminoacidi “ramificati” che hanno la proprietà di entrare nel ciclo metabolico durante l’attività fisica e sono in grado di impedire l’insorgenza di crampi muscolari durante lo sforzo, opponendosi alla formazione di acido lattico.
E’ un alimento adatto sia ai bambini che agli anziani.
Torta di riso agli amaretti: 140 kcal circa a porzione
INGREDIENTI per 6 persone:
- 350 cc di latte scremato
- 80 g di zucchero
- 1 limone (solo la buccia)
- 2 uova
- 130 g di riso Arborio
- 10 amaretti
- 10 g di burro
- 1 bustina di vanillina
- 1 cucchiaio di liquore Sassolino
PREPARAZIONE
Scaldare il latte, aggiungendovi lo zucchero ed un bicchiere d’acqua. Portare ad ebollizione, unire il riso e far cuocere per circa mezz’ora. Lasciare raffreddare; nel frattempo pestare gli amaretti ed unirli al riso ancora tiepido, assieme a 2 tuorli, alla scorza grattuggiata del limone, alla vanillina ed al Sassolino.
Montare poi i 2 albumi ed amalgamarli al precedente impasto, facendo attenzione a non smontarli.
Ungere con il burro una teglia e versarvi la crema. Al termine verificare la cottura, infilando nella torta uno stecchino, se è asciutto la torta è pronta, far raffreddare e servire.
PROTEINE: 6 g; GRASSI: 7 g; CARBOIDRATI 13 g; COLESTEROLO: 100 mg.
Buon appetito!
Digestione gastrica
Lo stomaco vuoto è un organo che “sente” la fame, cioè il bisogno tissutale di energia, attraverso influssi ormonali
e nervosi: onde di contrazione, anche dolorosa, a partenza dal cardias si producono dopo tre ore di digiuno e risvegliano l’impulso di mangiare.
All’arrivo del cibo, con la digestione delle pareti, le contrazioni gastriche cessano e vengono sostituite, nell’arco di 5 - 20 minuti, dalla caratteristica motilità peristaltica, che appare controllata da diversi meccanismi e riflessi nervosi ed ormonali.
L’aspetto più caratteristico della digestione gastrica è costituito dalla secrezione di sostanze chimicamente attive: l’acido cloridrico, il pepsinogeno, il lab-fermento. Tali sostanze vengono prodotte a seguito di stimoli nervosi (vista, olfatto, gusto ecc..), stimoli gastrici (carne= gastrina) anche in grande quantità (100 cm3 x ora x 2 - 3 ore).
Il volume totale giornaliero della secrezione gastrica raggiunge in media 1 litro - 1 litro e mezzo. L’acido cloridrico viene prodotto dalle cellule del fondo gastrico ed è responsabile dell’acidità del succo gastrico che si aggira tra ph 1 e 2. Esso ha la funzione di attivare il pepsinogeno in pepsina, di sterilizzare gli alimenti, di stimolare la secrezione pancreatica.
Il pepsinogeno è un proenzima prodotto dalle cellule principali del fondo. Sotto l’azione dell’acido cloridrico si trasforma in pepsina che presenta la massima attività a ph 1.5. L’azione della pepsina è quella di scindere i legami proteici e solubilizzare così le proteine. Il lab-fermento agisce specificatamente sulle proteine del latte, provocando la formazione del coagulo in cui le proteine si solubilizzano, la caseina precipita sotto forma di caseinato di calcio e viene attaccata dalla pepsina.
L’azione combinata dei fattori meccanici e di quelli chimici trasforma l’insieme degli alimenti ingeriti in un omogenato cremoso o semifluido, acido, sterile, denominato chimo che entro 3 - 5 ore (1 - 3 ore se prevalentemente zuccherino, 3 - 5 ore se proteico, 4 - 6 ore se lipidico) viene evacuato dallo stomaco in duodeno.
Consigli dietetici per una dieta ipolipidemizzante
Ridurre l’uso di burro, lardo, margarine solide, latte intero, panna, gelati, formaggi stagionati, formaggi cremosi.- Ridurre la carni rosse, insaccati.
- Ridurre le frattaglie (cervello, rene, fegato, animelle).
- Ridurre l’uso delle uova (1 la settimana).
- Ridurre i prodotti di pasticceria.
- Aumentare il consumo di pesce (3 volte la settimana), evitando i crostacei ed i molluschi.
- Preferire le carni bianche (pollo senza pelle, tacchino, coniglio, vitello magro).
- Favorire l’utilizzo di olio ex. verg. d’oliva, di girasole e di mais.
- Aumentare il consumo di tutti i vegetali (sia freschi che surgelati), crudi e cotti.
- Aumentare il consumo di frutta fresca.

