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Curiosità su alcune vitamine liposolubili
ACIDI GRASSI ESSENZIALI (VITAMINA F)
Fonti alimentari: Oli vegetali (carcamo, girasole, oliva), pesce.
Funzioni: ostacola la deposizione dei lipidi e soprattutto del colesterolo nelle arterie, prevenendo l’aterosclerosi.
VITAMINA B5 (acido pantotenico)
Fonti alimentari: miele, piselli, cavoli, arance, banane, pomodori.
Funzioni: partecipa alla costituzione del coenzima A, che ha un ruolo importante nel metabolismo energetico.
VITAMINA B6 (PIRIDOSSINA)
Fonti alimentari: carni, verdure, cereali integrali, mele, pere, patate, latte.
Funzioni: partecipa alla costituzione del coenzima (piridossalfosfato) implicato nel metabolismo degli aminoacidi.
Agisce sul metabolismo proteico dei vari tessuti organici ed in modo particolare su quelli nervosi oltre ad avere effetti benefici sulla cute.
Viene utilizzato nella cura di convulsioni infantili, vomito gravidico, morbo di parkinson, eczemi seborroici, dermatiti e infine nelle malattie del movimento (mal di mare, d’aeroplano, d’auto).
VITAMINA B12
Fonti alimentari: frattaglie (fegato, rene, cuore); aringa, sgombro, carne, uova, latte e derivati; non è presente nei vegetali.
Funzioni: coenzima implicato nel trasferimento di singoli atomi di carbonio nel metabolismo degli acidi nucleici.
VITAMINA H (BIOTINA)
Fonti alimentari: lievito, fegato, rene, carne, cereali integrali, uova, arance, mele.
Funzioni: coenzima necessario per la sintesi dei grassi, il metabolismo degli aminoacidi e la formazione del glicogeno.
Digestione orale
“Prima digestio in ore” affermavano a ragione i romani!
La cavità orale infatti rappresenta la linea avanzata del processo digestivo, con le sue papille gustative, che, riconoscendo l’appetibilità dei cibi, danno inizio alla masticazione, alla secrezione salivare, alla deglutizione.
Tre paia di ghiandole salivari, le parotidi, le sottomascellari e le sottolinguali secernono ogni giorno circa 1 litro e mezzo di saliva, liquido siero-mucoso a pH leggermente alcalino o neutro, contenente l’enzima ptialina, che è una amilasi in grado di scindere l’amido cotto in amido solubile, destrine e maltosio.
La saliva svolge sia un ruolo meccanico di umidificazione e rammollimento per i cibi, che un’azione chimica-enzimatica, attraverso la ptialina e antibatterica con la secrezione del lisozima.
Da quanto detto appare evidente che i cibi ricchi di amido debbono essere ben masticati e permanere più a lungo in bocca, non mescolati ad acidi, per una azione efficace della ptialina.
L’Indice Glicemico degli alimenti - I.G.
L’Indice glicemico indica la velocità con cui la glicemia aumenta in seguito all’assunzione di 50 gr di carboidrati. Tanto più velocemente uno “zucchero” viene demolito, più alto risulterà il suo I.G.; è un parametro importante perchè definisce la disponibilità energetica di un carboidrato ed evitare di esaurire troppo precocemente le riserve di glicogeno muscolare in caso di attività fisica prolungata.
E’ fondamentale per chi svolge gare agonistiche o sottopone il proprio organismo ad allenamenti prolungati, da qui l’esigenza di evitare condizioni tali che comprometterebbero l’obiettivo da raggiungere.
Cosa succede se si ingeriscono alimenti con I.G. alto prima della competizione?
- la glicemia aumenta più in fretta
- la risposta insulinica è più marcata
- l’energia viene ricavata dagli zuccheri e non dai grassi
- si esauriscono prima le riserve di glicogeno muscolare
Cosa succede, invece, se si consumano alimenti con un I.G. basso?
- la glicemia aumenta lentamente
- la risposta insulinica meno marcata
- l’energia è ricavata dalla degradazione dei grassi
- le scorte di glicogeno muscolare si esauriscono più lentamente
Più facilmente gli alimenti vengono digeriti, più velocemente si avvertirà la sensazione di “fame”, stanchezza e spossatezza; mentre quelli con un I.G. basso, bruciando più lentamente faranno sentire meno il senso di “fame” e il senso di “sazietà” durerà più a lungo.
Malattie infettive causate da alimenti
Le malattie infettive sono un’alterazione dello stato di salute causate da un agente infettivo: virus, batteri, funghi, protozoi, metazoi e a volte possono provocare danni anche mortali.
L’ambiente, gli animali, l’uomo stesso costituiscono le sedi di moltiplicazione dei microorganismi (sorgente d’infezione) da cui prende inizio la catena epidemiologica.
La trasmissione all’uomo può avvenire direttamente da individuo ad individuo (trasmissione diretta) (es. malattie veneree) oppure attraverso veicoli e mezzi animati o inanimati (animali, alimenti, aria, acqua, suolo, utensili ecc..) (trasmissione indiretta).
Cibi e bevande possono essere contaminati da microorganismi patogeni e/o dalle loro tossine in grado di causare malattie localizzate al canale alimentare o diffuse a tutti gli organi. I microbi possono essere presenti negli alimenti di provenienza animale o vegetale, per contaminazione alla fonte (animale ammalato, acque, terreni inquinati) o per manipolazioni successive da parte di portatori di germi o per conservazione inidonea.
Alimenti a maggior rischio infettivo sono considerati il latte e i suoi derivati, le uova e derivati, i vegetali crudi, la carni crude o mal cotte, molluschi e crostacei.
Ecco un elenco di alimenti e malattie che possono insorgere:
- latte e formaggi: salmonelle, listeria, brucella;
- uova e creme: salmonelle, stafilococco;
- acqua: salmonelle, vibrioni, amebe, virus epatite A, E, poliomelite;
- molluschi: vibrioni, salmonelle, E. coli, virus epatite A, E;
- carni crude: salmonelle, toxoplasma, elminti.
- verdure: salmonelle, amebe, giardia
L’importanza della vit. C
La vit. C o acido ascorbico è ampiamente diffusa nel mondo vegetale e forse non tutti conoscono le proprietà di questa fantastica vitamina.
E’ un potente antiossidante ma l’uomo non è in grado di sintetizzarla ed è quindi necessario introdurla con gli alimenti.
E’ una vitamina estremamente labile, i metodi di lavaggio, conservazione, cottura riducono molto la sua percentuale nell’alimento; è contenuta negli agrumi, kiwi, ananas, ciliegie, fragole, succo di pomodoro, spinaci, broccoli di rapa, cavolfiore, lattuga, radicchio, peperoni, patate, prezzemolo, latte, carne bovina.
E’ una vitamina che svolge innumerevoli funzioni quali:
- stimola la produzione di anticorpi
- antistress
- insieme alla vit. E svolge un’azione distruttiva verso i radicali liberi
- partecipa ai processi ossidativi di respirazione cellulare
- partecipa nella sintesi del collagene
- contrasta gli effetti negativi del fumo
- partecipa all’idrossilazione degli ormoni steroidei
- partecipa al metabolismo del ferro
La vitamina C possiede un effetto generale a diversi livelli del metabolismo proteico e lipidico, conferendo resistenza verso le infezioni e verso l’affaticamento da lavoro.
Dosi di 1-2 gr al dì sono somministrate in condizioni di stress, malattie infettive, malattie di vari apparati ed in genere quando sia necessario aumentare le difese immunitarie.

