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Articoli marcati con tag ‘attività fisica’

Attività in ufficio

  • attivita-fisicaSalire a piedi le scale che portano in ufficio (se il piano è molto elevato si può sempre prendere l’ascensore fermandosi alcuni piani prima).
  • Evitare di accavallare le gambe quando ci si siede, altrimenti si rallenta la circolazione; è opportuno quindi limitarsi a incrociare alternativamente i piedi.
  • Rispondere al telefono tenendo testa e busto eretti; è il ricevitore che è portato all’orecchio e non l’orecchio al ricevitore. In questo modo, oltre ad assumere un portamento più elegante, costringerete a far lavorare il tricipite (muscolo posteriore del braccio generalmente poco utilizzato). Stando seduti alla scrivania è possibile esercitare i muscoli addominali e le cosce: è sufficiente a questo proposito sollevare, di tanto in tanto, le gambe tenendole strettamente unite.
  • Se cade un oggetto, invece di ricorrere a strane e pigre contorsioni, è bene alzarsi e piegare le ginocchia tenendo i talloni aderenti al suolo (si esercitano così gambe e colonna vertebrale); oppure, se si è più allenati, è opportuno fare lentamente una flessione tenendo le gambe rigide.
  • Di tanto in tanto alzarsi dalla scrivania e fare un giro intorno alla stanza: servirà anche a rilassarsi e a respirare meglio.

BUON LAVORO !

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Prosciutto crudo

Il prosciutto crudo è fra i prodotti meno manipolati e più naturali presenti sulla tavola; l’unico ingrediente aggiunto è infatti il cloruro di sodio.

Si presenta in tutta la penisola, ma in alcune zone ha avuto un tale sviluppo da essere considerato prodotto tipico come il prosciutto di Parma, di San Daniele, di Modena, il Berico-Euganeo, il prosciutto Toscano.prosciutto-crudo

Durante la stagionatura la coscia suina va incontro a complesse modificazioni di tipo enzimatico a carico sia del tessuto muscolare sia di quello adiposo.

Tale processo idrolitico è dovuto sia agli enzimi della carne sia alla flora microbica superficiale del prosciutto stesso, apportata dalla carne stessa e soprattutto dal sale.

Il risultato di questa stagionatura, che dura fino a 2 anni, è la presenza nel prodotto di aminoacidi e di acidi grassi liberi, che sono frazioni altamente digeribili.

La formazione di questi composti crea le caratteristiche nutrizionali tipiche del prosciutto crudo stagionato.

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI

Il prosciutto crudo deve essere considerato come un alimento predigerito il cui consumo non impegna quindi lo stomaco come avviene per altri alimenti.

E’ ricco di aminoacidi “ramificati” che hanno la proprietà di entrare nel ciclo metabolico durante l’attività fisica e sono in grado di impedire l’insorgenza di crampi muscolari durante lo sforzo, opponendosi alla formazione di acido lattico.

E’ un alimento adatto sia ai bambini che agli anziani.

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Evoluzione storica dell’attività fisica dell’uomo

attivita-fisicaLa struttura fisica dell’uomo è più adatta al movimento (che ha caratterizzato la sua esistenza per circa un milione di anni) che alla sedentarietà (fenomeno diffusosi a livello di massa negli ultimi trent’anni presso le popolazioni tecnologicamente più progredite): ciò appare evidente se esaminiamo l’evoluzione storica dell’uomo in rapporto all’attività fisica.

Durante il Paleolitico (o l’età della pietra), iniziato circe un milione di anni fa e terminato 10.000 anni fa, gli uomini per sopravvivere erano in continuo movimento, visto che dovevano raccogliere i frutti nati spontaneamente dalla terra ed inseguire le loro prede, che catturavano col semplice uso di armi ed utensili in pietra scheggiata. Il Neolitico (o età della pietra nuova), durato da circa 10.000 a 4.000 anni fa, fu un periodo relativamente più tranquillo dal punto di vista dell’attività fisica, dato che l’uomo imparò progressivamente ad allevare il bestiame ed a coltivare i campi.

Successivamente si ebbe un impiego sempre più vasto di arnesi metallici (età dei metalli) ed il passaggio dalla preistoria alla storia, che iniziò intorno a 4.000 anni fa, quando gli uomini incominciarono a lasciare documenti scritti sulle loro attività. Da allora fino alla metà del secolo scorso l’evoluzione è stata più lenta rispetto agli ultimi 100 anni determinanti per il progresso scientifico e tecnologico in tutti i settori.

I risultati conseguiti da tale progresso sono stati tuttavia diffusi a livello di massa solo nell’ultimo trentennio, durante il quale l’attività fisica dell’uomo si è ridotta molto di più che non nelle migliaia e migliaia di anni precedenti della sua storia. Questo repentino mutamento di abitudini, responsabile di molte malattie del nostro tempo, ha quindi inciso profondamente sul nostro organismo: l’estrema diffusione dei casi di sovrappeso e obesità, presso le popolazioni tecnologicamente più progredite, ne costituisce appunto uno dei segni più evidenti.

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Effetti dell’attività fisica sull’obeso

attiv-fisicaL’attività fisica aumenta il dispendio energetico, contribuendo direttamente alla riduzione della massa adiposa e quindi delle dimensioni degli adipociti.

Durante lo sviluppo evita l’aumento del numero di adipociti, esplicando così un’efficace azione preventiva nei confronti dell’obesità.

Se opportunamente graduata, riequilibra il senso di sazietà secondo le necessità energetiche: l’inattività fisica, invece, stimola il centro ipotalamico della fame provocando un’assunzione di cibo superiore alle richieste dell’organismo.

Aumenta il metabolismo basale di qualsiasi individuo (ciò risulta particolarmente vantaggioso nei casi di diete ipocaloriche, nella terza età e in tutti i casi in cui il metabolismo basale tende a ridursi) e, in misura maggiore, quello degli obesi (il metabolismo basale degli obesi in condizioni di riposo risulta uguale a quello dei soggetti normopeso).

Favorisce l’accrescimento della massa magra muscolare, grazie ad una maggiore utilizzazione delle proteine. Questa caratteristica risulta importante durante il dimagrimento: la perdita di peso non è dovuta solo ad una riduzione di massa grassa ma anche di quella magra.

Durante il dimagrimento, quindi, l’attività fisica si oppone efficacemente alla perdita di massa magra.

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Attività fisica:dispendio energetico a seconda del tipo di sport

sportPer chi esercita un’attività fisica, il sapersi alimentare in modo corretto è sicuramente importante per ottenere le migliori “performances”.

Sicuramente, dal momento che i vari sport sono molto diversi, la dieta deve essere rigorosamente personalizzata, sia nell’apporto calorico e qualitativo, sia nella diversa distribuzione della razione calorica nell’arco della giornata.

Tabella del dispendio energetico

Corsa piana:                                                

  • velocità kcal 500
  • mezzofondo  -  kcal 930          
  • fondo  -  kcal 750
  • maratona   -  kcal 700

Ciclismo

  • su pista   -  kcal 220
  • dietro allenatore  -  kcal 350 
  • su strada  -  kcal 360 
  • velocità  -  kcal 700
  • fondo  -  kcal 450

Lanci: kcal 460

Canottaggio: kcal 500

Sci

  • fondo  -  kcal 750
  • velocità  -  kcal 960

Pattinaggio:

  • artistico  -  kcal 600
  • velocità  -  kcal 720

Tennis:

  • singolo  -  kcal 800
  • doppio  -  kcal 350

Lotta: kcal 900

Pugilato: kcal 600

Sollevamento pesi: kcal 450

 Scherma: kcal 600

Pallacanestro: kcal 600

Pallamano: kcal 500

Calcio: kcal 400

Rugby: kcal 500

Pallanuoto: kcal 600

Nuoto: kcal 700

Squash: kcal 700

Una volta stabilito con il proprio medico di fiducia il proprio fabbisogno calorico, occorre osservare alcune regole:

  • La legge delle “tre ore” va sempre rispettata. Quindi, non fare mai un pasto prima delle tre ore dall’evento agonistico.
  • Scegliere sempre alimenti che hanno una buona digeribilità.
  • Subito prima della gara, per evitare di esaurire le riserve di glicogeno muscolare, occorre ingerire piccole quantità di alimenti ad alto contenuto in carboidrati (biscotti, frutta secca, miele, succo di frutta).
  • Dopo la competizione, niente cibi pesanti ne troppe calorie, bensì un’alimentazione leggera a base di cibi facilmente digeribili (pasta, riso, latte, miele, fette biscottate, frutta fresca).
  • Pronta reintegrazione dei liquidi perduti utilizzando prevalentemente non gassate (medio o minerale), meglio se arricchite di potassio, magnesio, sodio, glucosio.

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