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L’avocado - un concentrato di virtù
L‘avocado è un frutto particolare che in cucina viene trattato spesso come ortaggio.
La sua polpa burrosa, molto ricca in grassi e per nulla zuccherina, ha un gusto molto particolare che ben si addice alle preparazioni salate e meno a quelle dolci.
La cucina messicana ne fa largo uso ed è diffuso in tutto il mondo, si gusta abitualmente crudo in quanto sopporta male la cottura.
Dal punto di vista nutrizionale ha moltissimi pregi: ricco in proteine (tra la frutta è quello che ne contiene di più), è facilmente digeribile ed è indicato nell’alimentazione dei bambini e degli sportivi.
Ricchissimo in potassio (più della banana) e magnesio, importante per il buon funzionamento dei muscoli ed è anche fonte di vitamina B2 (riboflavina), di cui gli sportivi ne hanno bisogno in quantità superiore.
Privo di colesterolo, contiene molti grassi monoinsaturi (18,33 gr), che riducono il colesterolo cattivo (LDL) e accrescono quello buono (HDL). Il potassio, in esso contenuto, aiuta a combattere l’ipertensione ed è coinvolto nella regolazione del battito cardiaco. E’ alta la percentuale in antiossidanti che, neutralizzano i radicali liberi, rallentano il processo d’invecchiamento cellulare e proteggono dalle malattie cardiache. Tra questi la vitamina E e la C, inoltre se associato a verdure come carote e pomodori, ricchi in betacarotene e in licopene, ne facilita l’assorbimento.
Le proprietà dell’avocado non si esauriscono qui, è molto indicato per le mamme in attesa per il quantitativo di acido folico, necessario per ridurre il rischio di malformazioni del sistema nervoso del nascituro e per il contenuto di fibra e di vitamina B6 è consigliato al paziente diabetico.
E’ un alleato della bellezza, grazie al contenuto della vitamina E, A e B5 rendono la pelle morbida, proteggono dagli effetti dell’inquinamento, aiutano a combattere le rughe e contrastano la caduta dei capelli.
E’ un vero e proprio cosmetico naturale.
Tanti pregi, ma anche un difetto: poichè ricco di grassi, l’avocado è molto calorico, circa 230 kcal per 100 gr, chi ha problemi di linea deve fare attenzione a non esagerare con le quantità e a controllare le altre portate del pasto!
Altre curiosità sugli alimenti
Agrumi: consumateli in abbondanza nella loro stagione, possibilmente ben maturi e con la buccia non “trattata” o lucidata. Sono ottimi in spremuta fresca, per prima colazione o come spuntino. Non mangiateli mai durante o dopo il pasto, rallenterebbero la digestione.
Avocado: è un frutto molto ricco di grassi, deve essere consumato ben maturo e si combina bene con le verdure crude miste, mentre rischia di allungare la digestione di altri alimenti.
Birra: bevanda leggermente acida, ma meno rispetto al vino. Pertanto, se proprio si desidera consumare una bevanda alcolica con la pizza, la birra è preferibile al vino. Se in un pasto volete “strafare” e bere sia vino che birra, almeno osservate una buona regola della tradizione: bevete sempre la birra per prima e il vino dopo (mai al contrario..ricordate la sequenza delle lettere dell’alfabeto…) In persone con problemi digestivi la birra bevuta dopo il vino può provocare fenomeni spiacevoli, a causa delle fermentazioni intestinali.
Gelato: qualcuno afferma che il “gelato fa digerire” e quindi lo colloca a fine pasto. Effettivamente, l’impatto con il freddo induce una maggiore concentrazione di sangue nel tratto digerente superiore ma….può anche causare degli inconvenienti non indifferenti. Inoltre, lastessa composizione del gelato (zucchero, latte, uova ed eventualmente frutta) non è certamente compatibile con quanto si è solitamente consumato durante il pasto. Il posto del gelato sarebbe pertanto, come per la frutta, lontano dal pasto, cioè come spuntino a metà pomeriggio, oppure almeno un’ora o più dopo la cena.
Hamburger: a parte le discussioni sull’eccessivo consumo di grassi animali, molto diffuso nel mondo industrializzato, si dovrebbe sottoporre a un esame critico una delle combinazioni più diffuse: il panino con hamburger. Il pane bianco spugnoso (carente di fibre e di diversi micronutrienti, ma solitamente contenente diversi additivi) non si può neppure lontanamente paragonare al pane a lievitazione lenta e naturale, che possiamo combinare con le proteine. Inoltre, varie salse come ketchup, senape ed altre aiutano a “mandar giù” l’intruglio, ma non certo a renderlo più digeribile. Per non parlare delle patatine fritte (criticabili anche per l’uso di grassi tunuti ad alte temperature per molte ore e troppo salate): non sono di per sè facilmente digeribili ed inoltre mal si combinano con la carne dell’hamburger.

