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Ulcera gastroduodenale - consigli dietetici
Da sempre, dieta, ulcera e gastrite hanno dato luogo a numerose controversie di origine alimentare.
Oggi, molti orientamenti dietetici quali ad esempio le famose “diete in bianco“, risultano del tutto anacronistiche.
In questo senso, se è dunque vero che, nella scelta dei cibi il miglior medico è il paziente stesso è anche pur vero però, che ci sono dei principi dietetici da rispettare.
In sintesi sono:
- Fare pasti regolari e mai eccessivi. Il numero ideale dei pasti, alla luce delle nuove conoscenze dovrebbero essere tre.
- Contrariamente a quanto comunamente si pensa, il latte non è un alimento consigliabile, se non in quantità moderata (1-2 bicchieri al giorno). Infatti, se usato in eccesso, il calcio in esso contenuto fa aumentare la produzione di acido cloridico.
- Vietati i superalcolici, da ridurre amari, digestivi, ecc..
- Il vino e la birra possono essere assunti purchè in dosi moderate (1-2 b icchieri al giorno).
- Ridurre l’assunzione di succhi a base di agrumi e pomodori.
- Dei cereali, preferire quelli più ricchi di fibra alimentare idrosolubile.
- Ridurre il numero di caffè.
- Fare un uso moderato di cioccolato e altri prodotti a base di cacao.
- Altri cibi che stimolano la secrezione gastrica e sono perciò da ridurre, sono: brodi di carne, spezie varie, pepe, alimenti piccanti, bevande gassate in genere.
Stato nutrizionale e pelle
La cute possiede un’elevata attività metabolica, superiore a quella del muscolo liscio, in grado di sostenere la proliferazione continua delle cellule epiteliali, delle ghiandole sebacee, dei follicoli piliferi e delle unghie.
Tale attività è regolata geneticamente dallo stato ormonale e da quello nutrizionale. A livello cutaneo avvengono le reazioni metaboliche di produzione ed utilizzo dell’energia contenuta in glucidi, proteine e lipidi.
Tutti i nutrienti devono essere forniti all’organismo per garantire il normale funzionamento di organi ed apparati che necessitano di energia e di elementi plastico-strutturali. Carenze nutrizionali, soprattutto di vitamine ed oligoelementi e metalli, si manifestano con segni cutanei.
Pigmentazione bronzo scuro delle unghie, caduta dei peli ascellari e pubici, assottigliamento della cute con pigmentazioni ed eczema compaiono nella grave denutrizione.
Carenza di singole vitamine o loro eccessiva assunzione sono causa di alterazioni della pelle e dei suoi annessi.
Deficit di vit.B1 (tiamina) a livello cutaneo si manifesta con edemi, quello di vit. B2 (riboflavina) con secchezza e screpolature labiali, dermatite seborroica, bruciore alla lingua.
Deficit di acido folico e vit. B12 determinano pigmentazioni, esfoliazioni cutanee. Dermatite seborroica si ha nelle carenze di vit. B8 (biotina); atrofia, depigmentazione pilifera nei deficits di acido pantotenico (vit. B5).
Insufficiente assunzione di vit. B3 (nicotinamide o niacina) è causa di pellagra, che si manifesta con dermatite, arrossamenti, fotosensibilità, atrofia delle mucose. Il deficit di vit. C (acido ascorbico) determina a livello cutaneo caratteristiche emorragie perifollicolari, ematomi, ipercheratosi perifollicolari.
Calcificazioni cutanee sono osservate in corso di ipervitaminosi D. L’ipocalcemia conseguente a turbe della funzionalità paratiroidea e a relativo malassorbimento di calcio comporta una serie di alterazioni cutanee, come secchezza, rugosità, rarefazione e caduta dei capelli e dei peli, fragilità delle unghie e desquamazione.
Il deficit di ferro causa caduta dei capelli e atrofia delle papille linguali, mentre l’accumulo determina una iperpigmentazione insieme ad una atrofia pilifera e ad un assottigliamento del derma. Insufficienti apporti di zolfo e zinco possono influenzare l’integrità della cute e degli annessi con caduta dei capelli, dermatite esfoliativa e turbe della cicatrizzazione.
L’acido linolenico e l’alfa linoleico svolgono funzioni essenziali per i mammiferi se è vero che ratti a dieta priva di tali AGE (acidi grassi essenziali) sviluppano dermatiti desquamative con eritema ed ipercheratosi perifollicolari. Tali alterazioni si sono notate nell’uomo in corso di nutrizione parenterale totale senza apporto di AGE o nel malassorbimento. Sotto il profilo biochimico si ritiene che gli AGE della serie omega 3 presenti nell’olio di pesce e quelli della serie omega 6 presenti nei vegetali abbiano un minor potere infiammatorio rispetto agli acidi grassi di origine animale. Riducendo l’apporto dietetico di alimenti animali ricchi di acido arachidonico e aumentando quello di origine vegetale ed ittica, si è dimostrato un miglioramento dei sinomi cutanei, quali prurito, eritema, desquamazione.
Fabbisogno minerale giornaliero
Il fabbisogno minerale giornaliero dipende dal sesso (i maschi necessitano di maggiori quantità di calcio, fosforo, iodio, magnesio; le femmine necessitano, durante il periodo fecondo, di maggiori quantità di ferro) e dalle condizioni fisiologiche (il fabbisogno minerale aumenta durante lo sviluppo, gravidanza ed allattamento).
Il fabbisogno minerale viene normalmente assicurato con una razione calorica adeguata e con una dieta varia.
Ogni individuo, quindi, ha precise necessità nutrizionali per cui la razione alimentare andrebbe calcolata individualmente. Tuttavia, data la complessità dei calcoli, nella pratica è consigliabile attenersi ai dati indicati nelle tabelle delle razioni giornaliere raccomandate dall’Istituto Nazionale della Nutrizione.
Tali dati hanno un valore orientativo, pertanto possono essere adattati in base alle specifiche necessità e caratteristiche individuali.
Il prezzemolo
Anche se la sua fortuna in cucina è legata all’aroma particolare che lo caratterizza, il prezzemolo è tra gli alimenti in assoluto più ricchi di sali minerali e vitamine, al punto da poter essere considerato un natiurale integratore dietetico.
Contiene il quadruplo della vitamina C rispetto all’arancia (bastano 20 gr di foglie per assumere la metà di tutta la vitamina che occorre nella giornata) ed è ricchissimo di vitamina A (ben 943 mcg, quasi il triplo rispetto alle albicocche. Quanto ai sali, nel prezzemolo troviamo molto potassio e poco sodio (caratteristica che lo rende indicato contro la ritenzione idrica e l’ipertensione), tanto ferro quanto ne dà la carne di cavallo e tanto calcio quanto ne dà la ricotta. Più di così….Eppure, c’è dell’altro: l’aroma caratteristico del prezzemolo è dovuto all’Apiolo, un olio essenziale che, oltre a dare profumo e sapore, svolge anche un potente effetto antibiotico e antibatterico, aiutando l’organismo a contrastare l’azione dei germi nocivi.
Secondo alcuni studiosi, proprio per la sua azione antibiotica il prezzemolo agirebbe mantenendo il giusto equilibrio della flora batterica nell’intestino, migliorando la sua funzionalità e facilitando l’attività depurativa.
Un’unica attenzione: il prezzemolo eccita la muscolatura dell’utero (effetto oxitocico) e non bisogna esagerare con il consumo quando si aspetta un bambino, per non indurre rischio di aborto.
Qualche curiosità sull’acqua e bevande in genere!
Pur non fornendo alcun apporto calorico, l’acqua è molto importante nella dieta, in quanto rappresenta il 60% circa del peso di un adulto e oltre il 75% nel bambino.
Inoltre, alcune acque per la loro composizione possono apportare un importante contributo di sali minerali quali calcio, fluoro, iodio e altri oligoelementi essenziali.
Un’importante contributo calorico, invece, può essere fornito dalle bevande analcoliche, soprattutto in relazione al tipo di frutto e alla natura e quantità di carboidrati che compaiono nella loro formulazione; ecco l’importanza di leggere sempre le etichette poste su ogni confezione alimentare, bevande incluse.
I succhi di verdura e di frutta, inoltre, contengono una discreta quantità di sali minerali (e di microelementi); le spremute di frutta sono particolarmente ricche di vitamine.
Importanti indicazioni generiche:
- consumare acqua troppo fredda può causare disturbi all’apparato gastroenterico (congestione); inoltre, l’acqua gelata è meno dissetante di quella a temperatura ambiente;
- nelle gastropatie ipersecretive si devono preferire acque minerali alcaline e non gassate, mentre quelle gassate, caffè, the, cioccolato e menta facilitano la motilità gastrica (peristalsi); caffè, spremute di frutta acidula, succhi conservati di agrumi e pomodori stimolano la secrezione gastroenterica;
- le acque oligominerali sono le più indicate per il neonato, in quanto il ridotto contenuto di sali facilita la digestione, alleggerendo il carico renale.

