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Dieta iposodica

Il cloruro di sodio, cioè il sale da cucina, svolge nell’alimentazione non soltanto il ruolo di rendere sapidi i cibi ma anche quello di componente essenziale della dieta.dieta-iposodica

Generalmente, il consumo di sale viene regolato più sulla base del gusto, delle tradizioni, dell’abitudine che su quello delle necessità fisiologiche.

Accade così che l’introduzione normale di sodio possa variare individualmente da 2 a 10 g al giorno. E’ da tenere presente che la salatura dei cibi non è, in condizioni ordinarie di attività e di clima, strettamente indispensabile ai fini nutrizionali in quanto per questi ultimi è sufficiente il sodio presente negli alimenti di una dieta equilibrata.

A seconda del loro contenuto di sodio le diete iposodiche possono essere distinte in: diete ristrette (sodio: 0,5 g); diete moderate (sodio: 1,0 g); diete leggere (sodio: 2,4 - 4,5 g).
Le indicazioni fondamentali delle diete iposodiche sono: ipertensione arteriosa, lo scompenso cardiaco, gli stati edematosi per malattie renali o epatiche.
E’ il caso di segnalare che in questi casi patologici diversi, la dieta iposodica ha nel ridotto contenuto di sodio il fattore comune; per quanto riguarda gli altri componenti è evidente che la dieta dovrà essere adattata alle esigenze proprie di ogni malattia e di ogni malato.
 

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Prosciutto crudo

Il prosciutto crudo è fra i prodotti meno manipolati e più naturali presenti sulla tavola; l’unico ingrediente aggiunto è infatti il cloruro di sodio.

Si presenta in tutta la penisola, ma in alcune zone ha avuto un tale sviluppo da essere considerato prodotto tipico come il prosciutto di Parma, di San Daniele, di Modena, il Berico-Euganeo, il prosciutto Toscano.prosciutto-crudo

Durante la stagionatura la coscia suina va incontro a complesse modificazioni di tipo enzimatico a carico sia del tessuto muscolare sia di quello adiposo.

Tale processo idrolitico è dovuto sia agli enzimi della carne sia alla flora microbica superficiale del prosciutto stesso, apportata dalla carne stessa e soprattutto dal sale.

Il risultato di questa stagionatura, che dura fino a 2 anni, è la presenza nel prodotto di aminoacidi e di acidi grassi liberi, che sono frazioni altamente digeribili.

La formazione di questi composti crea le caratteristiche nutrizionali tipiche del prosciutto crudo stagionato.

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI

Il prosciutto crudo deve essere considerato come un alimento predigerito il cui consumo non impegna quindi lo stomaco come avviene per altri alimenti.

E’ ricco di aminoacidi “ramificati” che hanno la proprietà di entrare nel ciclo metabolico durante l’attività fisica e sono in grado di impedire l’insorgenza di crampi muscolari durante lo sforzo, opponendosi alla formazione di acido lattico.

E’ un alimento adatto sia ai bambini che agli anziani.

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