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Malattie dell’intestino crasso
Le malattie del colon possono essere di natura funzionale e/od organica e alterano le caratteristiche anatomiche e/o funzionali di questo tratto dell‘intestino.
La sintomatologia delle malattie coliche fondamentalmente deriva da turbe della motilità, che sta alla base delle due funzioni coliche principali: l’immagazzinamento ed il rimescolamento degli alimenti passati dalla digestione gastro-enterica.
La normale attività segmentaria, lenta (onde segmentarie) e quella longitudinale (riflesso gastro-colico) che assicurano la progressione della massa fecale, possono subire rallentamenti (stipsi) o accelerazioni (diarrea).
La terza funzione colica, l’assorbimento di acqua, che si aggira giornalmente intorno a 1500 ml, può arrivare a 3 - 5 litri in alcuni stati post-diarroici ed è regolato da sali biliari e da grassi idrossilati o volatili nonchè dagli ormoni gastroenterici.
La quarta funzione colica, la digestione, svolta integralmente dalla flora batterica, attraverso processi di fermentazione e putrefazione, assicura la degradazione dei residui alimentari sfuggiti alla digestione intestinale, con produzione di gas.
Il dismicrobismo e/o diete abnormi alterano tale produzione con conseguente flatulenza.
Tra le malattie coliche più comuni in grado di compromettere la struttura anatomica e le funzioni sopra citate dell’organo consideriamo la malattia diverticolare (o diverticolosi), la poliposi, le coliti croniche idiopatiche (colite ulcerosa e morbo di Crohn), le coliti infettive, le neoplasie.
Tra le colopatie esclusivamente funzionali, caratterizzate da dolore o stipsi o diarrea o da entrambi i sintomi, consideriamo il colon irritabile.
Problemi digestivi
La composizione della flora batterica di un adulto viene modificata nel tempo da svariati fattori tra cui svolge un ruolo fondamentale l’alimentazione.
Ogni agente in grado di perturbare l’equilibrio dell’ecosistema intestinale genera uno stato di dismicrobismo.
A tale situazione, specie se persistente nel tempo, si possono associare deficit polivitaminici, dolori addominali, irregolarità dell’alvo, stipsi, diarrea, flatulenza, alitosi, malassorbimento, depressione delle risposte immunitarie con conseguente maggiore suscettibilità degli eventi infettivi.
Tra le cause dirette più rilevanti oltre all’alimentazione scorretta, figurano le terapie con antibiotici, con chemioterapici, la radioterapia, le malattie croniche degenerative, le infezioni intestinali.
Tuttavia vi sono cause indirette tutte riconducibili allo stress.
Nessuno può negare l’inscindibilità tra corpo e psiche e ciò appare particolarmente avidente in quelle parti del nostro organismo che svolgono funzioni essenziali su cui la nostra volontà risulta pressochè impotente: respirazione, circolazione e digestione.
Tali funzioni sono regolate dal sistema neurovegetativo sensibile alle stimolazioni psichiche.
Le reazioni psicosomatiche dell’apparato digerente sono espressione di uno stato di sofferenza emotiva e sono causate molto spesso da attività lavorative frenetiche che non permettono il giusto tempo per il riposo o da forti emozioni.
Lo stress digestivo può essere anche causato da sbalzi termici bruschi o da viaggi lunghi e faticosi cioè quando il nostro organismo si deve adattare in tempi brevi a nuove situazioni.
Ciò si ripercuote direttamente sul sistema neurovegetativo e quindi su tutto il processo digestivo che da questo è regolato.
Nutrizione enterale: tecniche di somministrazione
In rapporto alla patologia di base e al tipo di miscela nutritiva potranno essere scelte differenti modalità di somministrazione.
INFUSIONE MEDIANTE SIRINGA
Tale tecnica, presenta alcuni svantaggi che la rendono una metodica scarsamente usata.
La somministrazione, in pochi minuti, di un unico bolo di miscela nutritiva mediante siringa, ripetuta ad intervalli di 4-6 0re durante la giornata, è in realtà causa di effetti collaterali spiacevoli (tensione addominale, vomito, diarrea).
Questa tecnica, anche se apparentemente è quella che più si avvicina alla nutrizione fisiologica, è soggetta a maggiori rischi in quanto la miscela nutritiva viene esposta a maggiore contaminazione batterica.
SOMMINISTRAZIONE A CADUTA
La somministrazione mediante caduta richiede controlli per evitare frequenti inconvenienti come diarrea e vomito, a causa della eccessiva velocità di somministrazione o di inutili interruzioni per ostruzione dei raccordi per mancata miscelazione.
E’ importante quindi controllare ogni volta che la velocità di infusione rispetti le gocce per minuto concordate precedentemente.
SOMMINISTRAZIONE CON NUTRIPOMPE
Le nutripompe invece costituiscono il metodo ideale per calibrare in modo preciso la velocità di infusione.
Esistono nutripompe di due tipi: un tipo è fornito di meccanismo che permette la refrigerazione e quindi la conservazione delle miscele tale da poter rifornire il sistema una sola volta al giorno; in un secondo tipo invece le sacche o i flaconi, di dimensioni inferiori rispetto al precedente, vanno sostituiti più volte nell’arco delle 24 ore.
Esistono inoltre sistemi portatili dotati di cinture o tracolle o zaini che permettono la mobilizzazione durante la nutrizione.
Il requisito più importante è quello della durata e dell’affidabilità: le pompe migliori sono quelle appositamente costruite per la nutrizione enterale continua.
I vantaggi delle pompe nutrizionali sono numerosi:
- minor tempo di sorveglianza
- presenza di allarmi per un eventuale malfunzionamento
- maggior sicurezza della qualità
- sistema facilmente modificabile durante il funzionamento
In ogni caso, una volta stabilita la tecnica di somministrazione della miscela nutritiva (o a caduta o tramite pompa), è indispensabile che sia infusa in modo costante e che le caratteristiche fisiche del prodotto rimangano intatte per tutta la somministrazione. E’ a questo scopo che nelle tecniche di infusione oltre ai sondini e alle pompe nutrizionali rivestono grande importanza anche i contenitori (bottiglie in vetro o sacche) delle miscele nutritive che devono garantire la sterilità del prodotto.

