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Dieta iposodica
Il cloruro di sodio, cioè il sale da cucina, svolge nell’alimentazione non soltanto il ruolo di rendere sapidi i cibi ma anche quello di componente essenziale della dieta.
Generalmente, il consumo di sale viene regolato più sulla base del gusto, delle tradizioni, dell’abitudine che su quello delle necessità fisiologiche.
Accade così che l’introduzione normale di sodio possa variare individualmente da 2 a 10 g al giorno. E’ da tenere presente che la salatura dei cibi non è, in condizioni ordinarie di attività e di clima, strettamente indispensabile ai fini nutrizionali in quanto per questi ultimi è sufficiente il sodio presente negli alimenti di una dieta equilibrata.
Poliposi e neoplasie coliche
La patologia tumorale retto-colica è sotto il profilo epidemiologico e clinico la più importante per la frequenza con cui si presenta e per le implicazioni prognostiche e terapeutiche.
Si distinguono formazioni benigne, tra cui i polipi (polipo iperplastico, polipo adenomatoso, adenoma villoso, poliadenoma villoso, polipo giovanile, pseudopolipo) che rappresentano proliferazioni sporgenti nel lume intestinale, sessili o peduncolate e formazioni maligne tra cui spicca il carcinoma (il 15% di tutti i tumori naligni).
Tale patologia viene qui citata perchè sono stati individuati fattori di rischio connessi con la dieta.
E’ stato infatti ipotizzato ed in parte dimostrato che nella patogenesi del carcinoma del colon giochi un ruolo la dieta, nel senso che un scarso apporto di fibre condiziona un ristagno di prodotti potenzialmente cancerogeni trasformati dalla microflora in composti decisamente cancerogeni. Il consumo di carne, grassi animali può portare, per azione di stipiti batterici particolari, alla formazione di nitrosamine e altri carcinogeni. Di certo altri batteri possono ritrasformare tali composti e renderli innocui. Diventa così importante poter manipolare la flora intestinale con la dieta mediante l’addizione di sostanze come i disaccaridi sintetici che costituiscono un substrato per indurre la crescita di popolazioni batteriche fermentative a scapito di quelle putrefattive. La contemporanea aggiunta di fibre permette l’assorbimento delle sostanze tossiche ed una loro più rapida eliminazione con le feci, con un più breve contatto con la mucosa.
Malattie dell’intestino tenue: consigli dietetici
Tenuto conto delle funzioni fisiologiche dell‘intestino si comprende come qualsiasi malattia acuta o cronica, flogistica, infettiva, traumatica o neoplastica a carico di uno dei segmenti intestinali si traduca fondamentalmente in un malassorbimento di principi nutritivi.
Tra le malattie più comuni sono comprese le enteriti infettive, da radiazioni, da farmaci, il morbo di crohn, le resezioni chiruegiche. Se la lesione non interrompe il circolo enteroepatico dei sali biliari e l’afflusso del succo pancreatico, le malattie duodenali e digiunali determinano scarso e transitorio malassorbimento in quanto l’ileo supplisce alle funzioni assorbenti dei distretti più alti.
Il trattamento dietetico si affianca temporaneamente alla terapia specifica volta ad allontanare la causa scatenante. Le malattie dell’ileo (morbo di crohn) possono alterare più profondamente il regolare flusso dei sali biliari provocando imponente steatorrea e deficits di assorbimento di grassi e vitamine.
I principi dietetici sono volti:
- ad assicurare l’apporto dei nutrienti malassorbiti;
- a non aggravare la sintomatologia (accelerazione del transito e malassorbimento dei grassi.
Vengono eliminati quindi gli alimenti che stimolano la peristalsi ed i grassi, avendo cura di frazionare i pasti. Nel periodo di acuzie e nel postoperatorio il fabbisogno-calorico-proteico minerale viene assicurato con l’alimentazione parenterale e/o enterale che deve apportare almeno 2000 - 3000 kcal/die.
Quando la diarrea sia dominata si può passare alla dieta orale liquida o semiliquida, incrementando di 200 - 300 kcal e 10 - 15 g di proteine al dì.
L’apporto lipidico sarà preferibilmente costituito da trigliceridi a media molecola e acidi grassi essenziali in rapporto alla steatorrea.
Dalla dieta semiliquida si passerà poi alla molle e alla solida con reintroduzione del latte e dei lipidi in rapporto alla tolleranza agli stessi. Oligoelementi, sali minerali, vitamine devono essere integrati in funzione dei parametri ematici.
Consigli dietetici nella gotta
ALIMENTI CONSIGLIATI
- Latte scremato (di vacca o di capra), yogurt, latticini e formaggi freschi e poco grassi (mozzarella, scamorza, fior di latte, fontina, caciotta, bel paese, pastorello, robiolina), burro ed uova.
- Pane abbrustolito, grissini, gallette, biscotti, fette biscottate, pane integrale.
- Minestre di riso (o di pasta, semolino, tapioca, fiocchi d’avena) preferibilmente seniliquide (con brodo vegetale o zuppa di verdura fresca) oppure asciutte, condite con olio crudo e burro più parmigiano.
- Patate, carote, cavoli, sedano, rape, barbabietole, cicoria, coste, cetrioli, indivia, insalata riccia, scarola, cipolle, fagiolini, zucchine, carciofi, finocchi, pomodori, lattuga, legumi freschi.
- Agrumi in genere anche sotto forma di spremuta
- Pesche, albicocche, marmellate, gelatine di frutta
- Miele
- Olio d’oliva
- Acque oligominerali e mediominerali
ALIMENTI PROIBITI
- Animelle, cervella, fegato, trippa, rognoni, carne di maiale, oca, anatra, selvaggina, cacciagione, piccione, carni grasse.
- Insaccati (salsiccie, zampone, cotechino) e salumi vari.
- Pesci grassi (salmone, anguilla, tinca, palombo, carpa), pesci salati (aringa, sardine, acciughe, stoccafisso, baccalà), crpostacei (aragosta, gamberi, scampi), molluschi (calamari, polipi, seppie), frutti di mare (ostriche, vongole, cozze) e caviale.
- Tutti gli alimentio conservati
- Brodi di carne, estratti di carne, carni in umido.
- Uova fritte o comunque preparate con burro o altri grassi.
- Oli cucinati, grassi animali cotti e crudi (lardo e strutto).
- Fritture in genere, salse piccanti, sughi con spezie ed alimenti molto aromatici, mostarda, senape, zafferano, paprica, pepe e noce moscata.
- Lenticchie, piselli, spinaci, cavolfiore, asparagi, funghi secchi, tartufi, peperoni e melanzane.
- Frutta secca, castagne, datteri, frutti oleosi (noci, nocciole, mandorle).
- Frutta fresca, tranne quella permessa.
- Tè, caffè forte, cacao, cioccolato.
- Vini forti e dolci, birra scura, liquori, aperitivi.
Consigli dietetici nelle pancreatiti
Il trattamento dietetico nelle pancreatiti mira a ridurre la secrezione di succhi, enzimi ed ormoni pancreatici.
La secretina ad esempio è liberata quando il contenuto acido dello stomaco (per la presenza del cibo o dell’acido cloridrico) arriva in duodeno.
La pancreozimina viene liberata in presenza di peptoni nel duodeno.
Nella fase acuta della pancreatite non sarà somministrato nessun alimento per bocca, bensì sarà fatta una continua aspirazione tramite una sonda gastrica per evitare il passaggio dell’acido cloridrico in duodeno con conseguente stimolazione della secrezione di succo pancreatico (enzimi proteolitici e lipolitici).
Nella fase di ripresa alimentare si inizierà con una somministrazione graduale per bocca di glucidi e principalmente zucchero, miele, semolini, crema di riso. Si passa quindi ad un apporto di proteine sempre molto graduale sotto forma di liofilizzati o omogeneizzati, per passare poi, nella settimana successiva, ad una dieta di circa 1500 kcal così suddivisa:
- proteine: 50 - 55 g 15%
- lipidi: 30 - 35 g 22%
- glucidi: 259 - 300 g 63%
La dieta comprenderà: carni frullate, pane tostato, ortaggi cotti passati, patate, carote, grassi vegetali.
Nella fase di pancreatite cronica si preferirà una dieta di circa 2000 kcal normocalorica, iperglucidica (58-60%), ipolipidica (23-24%), alcalinizzante.
Gli alcolici saranno aboliti per sempre, in quanto, irritano il duodeno, possono riacutizzare la pancreatite; i pasti dovranno essere piccoli e frequenti per una più semplice fase digestiva e la somministrazione di latte scremato dipenderà dalla più o meno tolleranza del soggetto.
ALIMENTI PERMESSI
- Pasta, riso, semolino, in brodo vegetale o asciutti e conditi eventualmente con poco pomodoro fresco, passato, scondito.
- Pane ben cotto o tostato, fette biscottate.
- Carni bianche ai ferri (pollo, coniglio, tacchino, vitello).
- Prosciutto crudo magro.
- Pesce: sogliola, nasello, spigola, orata, trota ai ferri o lessata, condito con olio crudo + limone.
- Condimenti: olio di oliva o meglio ancora extra vergine di oliva crudo.
- Aromi: prezzemolo, rosmarino, salvia, succo di limone.
- Formaggi magri: mozzarella di mucca, iocca, belgioioso
- Frutta fresca matura e cotta.
- Verdure cotte e passate, patate e purè.
- Zucchero, miele, marmellate casalinghe.
- Acque non gassate, tè leggero.
- Latte magro, yogurt magro.
ALIMENTI PROIBITI
- Brodo di carne grasso, minestroni, grassi animali.
- Pane fresco, paste e risotti con sughi e grassi.
- Carni in umido e carni insaccate, cacciagione e carni grasse (oca, capretto, agnello, maiale, fegato, cervella).
- Pesci grassi e crostacei, lumache.
- Burro, panna montata, crema di latte, mascarpone, ricotta, formaggi grassi.
- Uova fritte e sode.
- Sottaceti ed alimenti in salamoia, pepe e spezie in genere.
- Frutta poco matura, frutta secca ed oleosa.
- Dolci e gelati in genere.
- Caffè, tè forte, liquori e vino in genere, birra e bevande gassate.

