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Ulcera peptica
L’ulcera peptica, nonostante i progressi della fisio-patologia
gastro-intestinale, rimane ttia non completamente chiarita nella sua eziopatogenesi e tutti gli interventi dieto-terapici proposti in passato appaiono oggi discutibili.
Se partiamo dal presupposto che la sua genesi sia da attribuire ad una eccessiva secrezione cloridrico-peptica e/o ad una diminuita resistenza della mucosa a traumi di vario tipo, gli scopi della dieta sono quelli di neutralizzare prontamente l’eccessiva quantità di acido cloridrico, di ridurre la secrezione gastrica postprandiale e di mantenere un normale trofismo della mucosa, in modo da assicurare una rapida cicatrizzazione. Non sempre però e questo è da tenere presente, l’effetto benefico della dieta sulla sintomatologia dolorosa s’identifica con la favorevole evoluzione anatomica della lesione ulcerosa.
Bisogna procedere con molta cautela, senza eccessivi ottimismi iniziali, cercando di liberalizzare e di personalizzare lentamente il regime alimentare escludendo solo le sostanze mal tollerate (fritti, spezie, bevande gassate, liquidi molto caldi o molto freddi, condimenti, dolci ecc..) e quelle unanimemente ritenute irritanti (alcool, caffè anche decaffeinato e certi farmaci).
Nella fase emorragica acuta, con melena e/o ematemesi, bisogna assolutamente compensare la forte disidratazione a cui va incontro il paziente, somministrandogli a tempi regolari acqua e latte citrato.
L’assunzione di latte più o meno arricchito con panna, però, non deve essere protratta nel tempo per la frequente comparsa di coronariopatie nei pazienti sottoposti a tali regimi, e soprattutto perchè ricerche scientifiche avanzate hanno dimostrato che le proteine e i prodotti della loro digestione (polipeptidi ed aminoacidi), tramite ipersecrezione di gastrina, esercitano una potente azione di stimolo sulla secrezione acida, mentre i lipidi svolgono un’azione inibitoria solo quando hanno raggiunto il duodeno.
Alla luce di queste conoscenze, quindi, il latte ricco di proteine e lipidi saturi, non sembra possedere quelle specifiche proprietà antiulcera che fino a pochi anni fa gli si attribuivano.
Anche il digiuno non è più consigliato nella fase emorragica dell’ulcera.
Non ci sono infatti elementi per dimostrare che le contrazioni gastriche da digiuno o le discinesie prodotte dal sangue nello stomaco siano più benefiche della normale peristalsi. Lo stomaco vuoto non sta a riposo, mentre la presenza di cibo neutralizza l’acidità, riduce le contrazioni e facilita il processo di cicatrizzazione.
La dieta leggera o quella variamente liberalizzata perciò deve essere subito adottata, facendo riferimento nella sua formulazione a quanto si è già detto o all’esperienza di un dietologo.
La degenerazione maculare - consigli dietetici
La degenerazione maculare è una patologia che colpisce la zona centrale della retina, detta macula. Si tratta di una malattia cronico degenerativa che, gradualmente, può portare fino ad una perdita seria e, soprattutto, irreversibile della vista, dal momento che la macula è la parte dell’occhio che ci consente di avere una visione distinta e di vedere i colori.
E’ una patologia legata all‘invecchiamento cellulare, i maggiori fattori di rischio sono:
- fumo
- esposizione ai raggi UV
- predisposizione genetica
La malattia si manifesta inizialmente in una forma cosiddetta secca ed in alcuni casi può evolvere in una forma più grave detta umida. Nel primo caso, compaiono delle lesioni sulla macula, dette “drusen“, la cui presenza spesso non è accompagnata da nessun sintomo.
Le alterazioni causate sulla macula da queste lesioni portano in seguito ad una riduzione, più o meno grave, della visione centrale distinta (es: non si riesce a vedere la TV o di leggere il giornale); inoltre, queste alterazioni sulla macula possono sviluppare sotto la retina delle formazioni vascolari anomale che sono alla base della forma più grave di degenerazione maculare (umida).
Queste formazioni, causano, tra l’altro, emorragie, che aggravano rapidamente la malattia compromettendo irrimediabilmente la visione.
Questa forma, detta appunto “umida“, è responsabile dell’ 80% dei casi di cecità causata da degenerazione maculare.
La prevenzione gioca un ruolo molto importante nel contrastare un possibile inizio ed evoluzione della patologia.
L’ipertensione, l’eccessiva esposizione alla luce, le malattie metaboliche come il diabete costituiscono altri fattori di rischio oltre a quelli già elencati in precedenza, così come l’obesità ed una dieta povera di vitamine, antiossidanti ed Omega3.
L’assunzione attraverso la dieta di antiossidanti (vit. C, E, Zinco e Rame) e di carotenoidi (Luteina e Zeaxantina) è determinante per proteggere l’occhio ed in particolare la macula dai processi ossidativi responsabili della degenerazione.
LUTEINA E ZEAXANTINA
Appartengono alla famiglia dei carotenoidi. Si tratta di pigmenti normalmente presenti nella macula della retina umana.
Questi pigmenti filtrano la luce blu e la radiazione ultravioletta, entrambe potenzialmente tossiche per la macula, esercitando una funzione protettiva nei confronti dei nostri occhi.
MINERALI E VITAMINE: ANTIOSSIDANTI
La vit. C ed E sono dei potenti antiossidanti in grado di neutralizzare i radicali liberi, responsabili di svariate condizioni patologiche.
L’azione antiossidante delle vitamine C ed E è ulteriormente amplificata dalla presenza di carotenoidi. Anche i minerali Zinco e Rame hanno elevato potere antiossidante, in particolare a livello della retina, essendo in grado di contrastare le degenerazioni correlate all’età. Inoltre lo Zinco accellera ed intensifica l’attività della vitamina C ed E.
L‘assunzione, infine, di cibi ricchi di Omega3 ed in particolare di DHA, riduce notevolmente lo sviluppo della degenerazione maculare. Sono ormai note le azioni benefiche degli Omega3 su cuore e vasi sanguigni; l’assunzione giornaliera di modeste quantità di Omega3 possono garantire una buona prevenzione dei disturbi cardiaci assai diffusi.
Le recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato come tra tutti gli Omega3, solo il DHA è quello fondamentale a livello strutturale e funzionale per una corretta funzionalità retinica ed una buona qualità visiva.
Dove sono presenti gli Omega3?
- Diverse varietà di pesci (aringa, salmone, sgombro, tonno, acciuga, trota).
- Negli oli di origine vegetale (soia, girasole, oliva, lino)
- Nelle noci
- Nei legumi

