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Corpi chetonici - Per i bambini…ma non solo
Sono tre composti presenti normalmente nel sangue in piccole quantità: l’acetone, l’acido acetacetico e l’acido betaidrossibutirrico.
Il meccanismo di produzione dei corpi chetonici può essere così schematizzato: in deficienza di glucosio (fonte primaria di energia metabolica), qualsiasi sia la causa, l’organismo mobilizza i grassi dai depositi adiposi cui ricava acidi grassi, i quali possono costituire una fonte di energia, vuoi direttamente, vuoi dopo una loro trasformazione, che avviene nel fegato, in corpi chetonici.
Questi composti costituiscono una fonte di energia alternativa al glucosio per i tessuti periferici, in particolare il tessuto cardiaco e il tessuto nervoso.
I corpi chetonici sono composti di grande importanza metabolica.
Nel corso di diete severe, nel digiuno protratto, nell’alimentazione eccessivamente ricca di grassi, nel diabete insulino-dipendente scompensato, in alcune malattie metaboliche dell’infanzia nelle quali si verifica una diminuzione di glucosio nel sangue, nello sforzo fisico, nell’ultima parte della gravidanza e nei primi mesi di vita si può riscontrare un significativo aumento di corpi chetonici nel sangue fino ad arrivare ad un vero e proprio squilibrio denominato chetoacidosi.
Poichè l’acetone è una sostanza volatile, oltre che con le urine, viene liberato con l’aria espirata che, per la sua presenza, assume un caratteristico odore di frutta.
Nei bambini il “respiro acetonico” è abbastanza frequente, specialmente nell’età prescolare e scolare, legato soprattutto a vomito ricorrente. In questo caso, è probabile che l’eccessiva presenza di acetone sia dovuta al digiuno cui il bambino è costretto a causa del forzato vomito. In tutti i casi, il trattamento per eccesso di produzione di corpi chetonici deve affrontare la causa che l’ha determinata.
Rispondiamo a qualche domanda sul colesterolo
COS’E’ IL COLESTEROLO?
E’ una sostanza grassa, che puirificata ha un aspetto simile alla cera. Il colesterolo si trova nelle pareti delle cellule del nostro organismo e di tutti gli organismi animali e si concentra in particolare nelle guaine di rivestimento dei nervi.
Il colesterolo, che essendo un grasso non è solubile in acqua, viaggia nel sangue trasportato da speciali proteine denominate “lipoproteine”.
DA DOVE VIENE IL COLESTEROLO?
In parte il colesterolo viene prodotto dal fegato, che utilizza a tale scopo alcuni dei grassi alimentari; in parte minore esso viene assorbito già “prefabbricato” dal cibo.
In generale, queste due vie sono in equilibrio tra di loro e se assumiamo molto colesterolo con gli alimenti l’organismo tende a fabbricarne di meno nel fegato.
QUANTO NE SERVE?
Una concentrazione di colesterolo compresa tra 100 e 150 milligrammi di colesterolo per decilitro (mg/dl) di sangue è sufficiente per tutte le necessità del nostro organismo.
COSA SUCCEDE SE E’ TROPPO ALTO?
Il colesterolo in eccesso tende a depositarsi all’interno delle arterie, i vasi che portano il sangue ai vari organi e tessuti del nostro corpo, restringendone il calibro e rendendo così difficoltoso il passaggio del sangue. Col tempo questo processo può condurre a gravi malattie, prima fra tutte l’infarto di cuore.
COME CI SI ACCORGE CHE IL COLESTEROLO E’ ALTO?
Un tasso elevato di colesterolo nel sangue in genere non dà alcun segno di sè per lungo tempo. L’unico modo per conoscerlo, pertanto, è di misurarlo attraverso l’apposito esame.
CHE COSA DEVO FARE SE IL MIO COLESTEROLO E’ ALTO?
In generale si ritiene che ogni valore altre i 200 mg/dl sia eccessivo, ma molti altri fattori (il sesso maschile, l’età, la storia familiare di malattie delle coronarie, la presenza di altri fattori di rischio coronarico) vanno presi in considerazione prima di prendere una decisione terapeutica. Il valore del tasso di colesterolo, quindi, può avere significati diversi in differenti individui: il medico, pertanto, è l’unica persona in grado di dire se, nel singolo paziente, il colesterolo sia o non sia troppo elevato.
La prima cosa da fare, comunque, è di adottare uno stile di vita il più possibile sano: alimentarsi in modo appropriato, fare regolarmente attività fisica, controllare la pressione arteriosa se è elevata, smattere di fumare.
IL FUMO ALZA IL COLESTEROLO?
No. Le sigarette, semmai, possono abbassare il tasso di colesterolo Hdl, cioè quello “buono”. Ma il problema è un altro: il fumo fa male già di per sè alle arterie e specie alle coronarie (cioè le arterie che portano sangue asl muscolo cardiaco) o alle arterie delle gambe ed è per questo motivo che esso va combattuto. Se poi chi fuma ha anche il colesterolo alto, le sue coronarie sono esposte ad un rischio doppio, perchè ambedue queste situazioni tendono a danneggiarle.
Problemi di pelle
Lo scombussolamento generale del fisico rende più frequenti anche i problemi di pelle. A volte, infatti, foruncoli e macchie non sono altro che la spia di disturbi a carico dell‘intestino o del fegato.
Per cominciare, bisogna controllare ed eventualmente ridurre il consumo di carne e salumi, tra le cause principali di putrefazioni interne che scatenano i fenomeni di riscaldo a livello cutaneo. Ancora una volta, lo yogurt si rivela prezioso per la sua ricchezza di fermenti lattici vivi, che svolgono una benefica azione antiputrefattiva durante la digestione.
Allo stesso modo, è utilissimo abbondare col consumo di arance, limoni ed agrumi in genere che per la loro acidità, questi frutti, hanno la capacità di riequilibrare la flora microbica intestinale, inoltre, grazie alla vitamina C, rafforzano le difese dell’organismo verso gli stafilococchi (i microbi più spesso coinvolti nelle eruzioni cutanee).
Bisogna, anche incrementare l’assunzione di vitamina A, attraverso un maggior consumo di frutta e verdura (carote, spinaci, broccoli, fagiolini ecc.).
Cirrosi epatica-consigli alimentari
Le malattie del fegato e delle vie biliari sono in costante aumento nei Paesi occidentali dove le principali cause di epatopatia sono l’alcoolismo e le epatiti virali.
Le cause di morte dell’epatopatico sono l’emmorragia da varici esofagee per ipertensione portale e l’insufficienza epatica. Nelle fasi acute di una epatite, quando prevalgono l’anoressia, la nausea, la stanchezza, la maggioranza dei pazienti desidera spontaneamente il riposo a letto e rifiuta tutto o in parte il cibo, specialmente quello poco appetibile e ricco di grassi.
La dieta svolge un ruolo fondamentale nelle malattie epatiche, di seguito qualche consiglio per i pazienti con questa patologia:
- Evitare pasti troppo elaborati.
- L’alcool va abolito in tutte le sue preparazioni (vini, amari, superalcolici)
- Le uova, se non si associa una colecisti, sono permesse.
- Contrariamente a quanto si crede, i grassi, sia di origine animale che vegetale sono permessi. Questi alimenti apportano non solo un’elevata quantità di calorie, ma anche acidi grassi essenziali e vitamine liposolubili (A, D, K, E), utilissime per il fegato.
- Dare la preferenza agli alimenti ricchi di vitamine A, D, K e C.
- L’apporto di carboidrati deve essere quello consigliato dal proprio schema dietetico, tuttavia, dal momento che il 25% dei cirrotici è diabetico e l’80% circa ha una ridotta tolleranza ai carboidrati, è preferibile evitare un uso eccessivo di alimenti ricchi di saccarosio e con alto indice glicemico.
- L’apporto di proteine deve essere moderato, avendo però l’accortezza di preferire gli alimenti con proteine derivate dal latte, yogurt e formaggi, perchè hanno un minore contenuto in aminoacidi aromatici rispetto alle proteine della carne. Bene le proteine vegetali (patate, fagioli, ceci ecc..), perchè ricche di aminoacidi ramificati (valina, leucina, isoleucina) e povere invece di aminoacidi aromatici.
L’acne da disordini intestinali
L’acne è un’infiammazione conseguente ad una secrezione abnorme da parte delle ghiandole sebacee.
La pelle, quando è colpita dall’acne presenta foruncoli, papule e pustole, che possono manifestarsi in varie parti del corpo, ma che generalmente interessano il viso (fronte, mento e guance), il collo, le spalle e il decolletè.
Migliorare lo stato della pelle non è solo un problema di estetica, ma di salute perchè i trattamenti non saranno solo esterni, ma sistemici e andranno a risolvere il problema alla base.
Generalmente l’acne colpisce l’80% dei ragazzi, tuttavia può protrarsi anche per lungo tempo, risolversi momentaneamente e poi ricomparire nel corso degli anni. Essa colpisce chi soffre di squilibri ormonali spesso causati da disagi psicosomatici da stress e ansia, tuttavia, la maggior parte delle forme acneiche sono causate da disordini digestivi e alimentari, da squilibri della flora batterica intestinale, da stitichezza, da sovraccarico del fegato.
Fino a poco tempo fa si usava dare agli acneici una lista di cibi che dovevano assolutamente evitare, obbligandoli ad una alimentazione monotona e triste. Oggi lo specialista può consigliare una gradevole alimentazione personalizzata che contribuisce a risolvere il problema e permette anche di frequentare, con moderazione, pizzeria, fast food e pasticceria, seguendo i propri gusti ed abitudini.
Gli alimenti che dovrebbero costituire il menù giornaliero sono: vegetali crudi, cereali integrali, olio di oliva, legumi, pesce, formaggi freschi e un consumo elevato d’acqua, soprattutto lontano dai pasti.

