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I formaggi

i-formaggiI formaggi presentano in forma concentrata la maggior parte dei principi nutritivi del latte.

Secondo il tipo di lavorazione e stagionatura, abbiamo formaggi con caratteristiche assai diverse, ma in generale hanno:

  • Elevato contenuto proteico (la perdita di alcune proteine presenti nel siero viene compensata dalla maggiore concentrazione); per di più le proteine contenute sono di altissimo valore biologico.
  • Alto contenuto energetico, fornito soprattutto dai lipidi.
  • Discreti bioregolatori: come per il latte, buoni sono i contenuti di vitamine A, B2 ed inoltre calcio  e fosforo, mentre risultano carenti di vitamina C e di ferro.
  • Buona digeribilità in generale, soprattutto quelli meno grassi; sono abbastanza adatti alle persone diabetiche, poichè contengono relativamente scarse quantità di zuccheri (lattosio).

L’unico problema che pongono è dunque di tener conto della quantità dei grassi 8per circa 2/3 saturi).

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Il dattero

datteroBacche dalla forma allungata, arancione scuro o marrone, la polpa è molto zuccherina e il seme legnoso.

Il dattero ha un elevato contenuto di magnesio, è un ottimo coadiuvante negli stati febbrili per diminuire la temperatura corporea, grossa fonte di energia, rinforza il sistema immunitario prevenendo le malattie virali oltre ad avere proprietà lenitive e remineralizzanti.

Fonte di vitamina A, B, proteine, fosforo, calcio e ferro.

APPORTO CALORICO

100 g  forniscono 277 kcal.

Secchi sono disponobili tutto l’anno.

CURIOSITA’

Coltivati in Babilonia fin dal 4000 a.C. ed apprezzati anche in epoca romana ; l’imperatore Augusto ne era molto ghiotto e si dice che la prima palma da dattero germogliata a Roma sia nata da un seme di dattero gettato dalla mensa imperiale.

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Stato nutrizionale e pelle

alimentazione-e-pelleLa cute possiede un’elevata attività metabolica, superiore a quella del muscolo liscio, in grado di sostenere la proliferazione continua delle cellule epiteliali, delle ghiandole sebacee, dei follicoli piliferi e delle unghie.

Tale attività è regolata geneticamente dallo stato ormonale e da quello nutrizionale. A livello cutaneo avvengono le reazioni metaboliche di produzione ed utilizzo dell’energia contenuta in glucidi, proteine e lipidi.

Tutti i nutrienti devono essere forniti all’organismo per garantire il normale funzionamento di organi ed apparati che necessitano di energia e di elementi plastico-strutturali. Carenze nutrizionali, soprattutto di vitamine ed oligoelementi e metalli, si manifestano con segni cutanei.

Pigmentazione bronzo scuro delle unghie, caduta dei peli ascellari e pubici, assottigliamento della cute con pigmentazioni ed eczema compaiono nella grave denutrizione.

Carenza di singole vitamine o loro eccessiva assunzione sono causa di alterazioni della pelle e dei suoi annessi.

Deficit di vit.B1 (tiamina) a livello cutaneo si manifesta con edemi, quello di vit. B2 (riboflavina) con secchezza e screpolature labiali, dermatite seborroica, bruciore alla lingua.

Deficit di acido folico e vit. B12 determinano pigmentazioni, esfoliazioni cutanee. Dermatite seborroica si ha nelle carenze di vit. B8 (biotina); atrofia, depigmentazione pilifera nei deficits di acido pantotenico (vit. B5).

Insufficiente assunzione di vit. B3 (nicotinamide o niacina) è causa di pellagra, che si manifesta con dermatite, arrossamenti, fotosensibilità, atrofia delle mucose. Il deficit di vit. C (acido ascorbico) determina a livello cutaneo caratteristiche emorragie perifollicolari, ematomi, ipercheratosi perifollicolari.

 

Calcificazioni cutanee sono osservate in corso di ipervitaminosi D. L’ipocalcemia conseguente a turbe della funzionalità paratiroidea e a relativo malassorbimento di calcio comporta una serie di alterazioni cutanee, come secchezza, rugosità, rarefazione e caduta dei capelli e dei peli, fragilità delle unghie e desquamazione.

Il deficit di ferro causa caduta dei capelli e atrofia delle papille linguali, mentre l’accumulo determina una iperpigmentazione insieme ad una atrofia pilifera e ad un assottigliamento del derma. Insufficienti apporti di zolfo e zinco possono influenzare l’integrità della cute e degli annessi con caduta dei capelli, dermatite esfoliativa e turbe della cicatrizzazione.

L’acido linolenico e l’alfa linoleico svolgono funzioni essenziali per i mammiferi se è vero che ratti a dieta priva di tali AGE (acidi grassi essenziali) sviluppano dermatiti desquamative con eritema ed ipercheratosi perifollicolari. Tali alterazioni si sono notate nell’uomo in corso di nutrizione parenterale totale senza apporto di AGE o nel malassorbimento. Sotto il profilo biochimico si ritiene che gli AGE della serie omega 3 presenti nell’olio di pesce e quelli della serie omega 6 presenti nei vegetali abbiano un minor potere infiammatorio rispetto agli acidi grassi di origine animale. Riducendo l’apporto dietetico di alimenti animali ricchi di acido arachidonico e aumentando quello di origine vegetale ed ittica, si è dimostrato un miglioramento dei sinomi cutanei, quali prurito, eritema, desquamazione.

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Fabbisogno minerale giornaliero

sali-mineraliIl fabbisogno minerale giornaliero dipende dal sesso (i maschi necessitano di maggiori quantità di calcio, fosforo, iodio, magnesio; le femmine necessitano, durante il periodo fecondo, di maggiori quantità di ferro) e dalle condizioni fisiologiche (il fabbisogno minerale aumenta durante lo sviluppo, gravidanza ed allattamento).

Il fabbisogno minerale viene normalmente assicurato con una razione calorica adeguata e con una dieta varia.

Ogni individuo, quindi, ha precise necessità nutrizionali per cui la razione alimentare andrebbe calcolata individualmente. Tuttavia, data la complessità dei calcoli, nella pratica è consigliabile attenersi ai dati indicati nelle tabelle delle razioni giornaliere raccomandate dall’Istituto Nazionale della Nutrizione.

Tali dati hanno un valore orientativo, pertanto possono essere adattati in base alle specifiche necessità e caratteristiche individuali.

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Lesioni della mucosa orale da deficits nutrizionali

boccaLa mucosa orale rispecchia precocemente e fedelmente deficits nutrizionali manifesti o peraltro asintomatici ed occulti.

Essi vanno ddiligentemente ricercati sotto il profilo clinico e biochimico in quanto predispongono ad alterazioni i tessuti esposti all’azione fisica e traumatica degli alimenti, nonchè alle malattie infettive.

PERIODONTITE

L’infezione dello spazio peridentale e dell’alveolo, con distruzione dei legamenti dentali rappresenta la più comune causa di caduta dei denti. La cattiva igiene orale e deficits immunologici condizionano una flogosi acuta o cronica che nel caso della forma ulcerativa necrotizzante è sostenuta da spirochete e fusobatteri.

La denutrizione ed in particolare deficits di acido folico, ferro, vit. C e aminoacidi compromettono l’equilibrio fra barriera mucosa e microrganismi, alterando il turnover cellulare e la funzionalità dei fagociti.

XEROSTOMIA O BOCCA SECCA

E’ una condizione che si presenta fisiologicamente nella vecchiaia con la progressiva diminuzione del flusso salivare oppure nel corso di malattie autoimmuni, nelle deidratazioni, in associazione con l’uso di farmaci come atropina, antiistaminici, ecc..

Si risolve o attenua con la rimozione della causa, con l’uso di alimenti particolarmente ricchi di acqua e con l’uso di bevande isotoniche oggi disponibili sul mercato.

BRUCIORI O PIROSI ORALE

La sensazione di briciore alla lingua si manifesta in diverse condizioni come l’alcolismo, l’anemia, il diabete, la gravidanza in cui non si evidenzia una causa locale flogistica o traumatica. E’ in gioco spesso un deficit di vitamine del gruppo B.

NEOPLASIE DEL CAVO ORALE

Acido retinoico e vit. E si sono dimostrati in grado di rallentare la crescita o di ridurre la massa di neoplasie del cavo orale indotte in animali da esperimanto. Nell’uomo mancano certezze al riguardo, salvo un possibile effetto benefico nella leucoplachia, da alcuni considerata lesione precancerosa.

TRATTAMENTO DIETETICO

Tutte le alterazioni oro-faringee, sia nella fase acuta che in fase successiva necessitano di particolari accorgimenti dietetici. Inizialmente saranno trattate con diete liquide e successivamente con quelle semiliquide.

Si può ricorrere sia ad alimenti frullati (a temperatura tiepida o fredda a seconda della patologia in considerazione) che ad alimenti tipo pastine di piccolo formato o tipo spaghettini che non aderendo alla parte lesa non provocano quel fastidioso senso di tosse, spesso presente nella ripresa dell’alimentazione.

E’ buona norma evitare alimenti acidi tipo arancia, per l’azione irritativa. La possibilità di usufruire dei preparati liquidi già pronti in commercio nei diversi gusti, ci permette di assicurare un giusto quantitativo di liquidi in rapporto alle calorie (1 - 1.5 kcal/ml), comprese le vitamine e i sali minerali, spesso, carenti in tali diete.

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