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Lulo
Il Lulo è anche chiamato Arancino del Perù o Naranjilla.; è un frutto di forma ovoidale di una pianta della famiglia delle Solanaceae.
Il gusto è molto acido e viene normalmente usato per preparare succhi succhi con l’aggiunta di zucchero.
Ottimo dissetante, buon integratore di sali minerali che aiutano a riequilibrare la quantità di liquidi presenti nell’organismo; buona fonte di vitamine ( vit. A, C, B3 ) e Fibre che aiutano a potenziare il sistema immunitario, contribuendo a regolarizzare le funzioni intestinali e digestive.
Apporto calorico: 100 g = 23 kcal
Paesi di provenienza: Colombia, Venezuela, Costa Rica, Perù.
CURIOSITA’
Frutto originario della Colombia, appartiene al medesimo genere botanico della melanzana, della patata e del pomodoro.
Poliposi e neoplasie coliche
La patologia tumorale retto-colica è sotto il profilo epidemiologico e clinico la più importante per la frequenza con cui si presenta e per le implicazioni prognostiche e terapeutiche.
Si distinguono formazioni benigne, tra cui i polipi (polipo iperplastico, polipo adenomatoso, adenoma villoso, poliadenoma villoso, polipo giovanile, pseudopolipo) che rappresentano proliferazioni sporgenti nel lume intestinale, sessili o peduncolate e formazioni maligne tra cui spicca il carcinoma (il 15% di tutti i tumori naligni).
Tale patologia viene qui citata perchè sono stati individuati fattori di rischio connessi con la dieta.
E’ stato infatti ipotizzato ed in parte dimostrato che nella patogenesi del carcinoma del colon giochi un ruolo la dieta, nel senso che un scarso apporto di fibre condiziona un ristagno di prodotti potenzialmente cancerogeni trasformati dalla microflora in composti decisamente cancerogeni. Il consumo di carne, grassi animali può portare, per azione di stipiti batterici particolari, alla formazione di nitrosamine e altri carcinogeni. Di certo altri batteri possono ritrasformare tali composti e renderli innocui. Diventa così importante poter manipolare la flora intestinale con la dieta mediante l’addizione di sostanze come i disaccaridi sintetici che costituiscono un substrato per indurre la crescita di popolazioni batteriche fermentative a scapito di quelle putrefattive. La contemporanea aggiunta di fibre permette l’assorbimento delle sostanze tossiche ed una loro più rapida eliminazione con le feci, con un più breve contatto con la mucosa.
La carambola
Frutto dell’albero della famiglia delle Oxalidaceae, la carambola ha un bel colore giallo e una particolare forma a stella a cinque punte. Dal sapore gradevolmente acidulo tra il limone, l’ananas e la prugra. Ne esistono due varietà: una dal frutto più acido e una da un frutto più dolce.
PROPRIETA’ NUTRIZIONALI
Buona fonte di vitamina C, sali minerali (potassio), fenoli, flavonoidi e fibre; l’unica controindicazione è che un consumo eccessivo provochi problemi ai reni.
La carambola potenzia il sistema immunitario ed aiuta ad equilibrare i liquidi corporei; contenuto calorico molto basso, in quanto 100g forniscono solamente 31 kcal, oltre ad avere proprietà digestive ed astringenti (specialmente se non ancora maturo).
CURIOSITA’
Probabilmente il nome carambola ha dato il nome all’omonimo gioco di biglie per la somiglianza fra la forma del frutto e le palline utilizzate.
Ripartizione dei principi nutritivi
Sono da evitare tutte le diete qualitativamente dissociate, che escludono completamente o in maniera preponderante un principio alimentare.
L’apporto energetico deve essere equilibrato secondo le seguenti percentuali: 15 - 20% dell’energia totale ad alimenti proteici; 25 - 30% ad alimenti lipidici e 50 - 60%dell’energia totale ad alimenti glucidici.
La dieta, inoltre, deve essere varia nella composizione, ricca di cibi freschi, adeguata ai ritmi stagionali, eminentemente vegetariana e, quindi, abbondante in fibre naturali.
NOTA: il tempo di dimagrimento deve essere lungo, con calo ponderale giornaliero massimo di 100-150 gr, in maniera tale da permettere ai processi omestatici dell’organismo di adeguarsi e stabilizzarsi su realtà fisiologiche diverse.
Malattie ed errori alimentari
Un’alimentazione poco equilibrata e scorretta molto spesso è causa dell’insorgenza di molte patologie.
ECCESSO DI SALE RAFFINATO: ipertensione, insufficienza renale, infarto del miocardio, indebolimento organico, diabete, carenza di oligoelementi, difficoltà metaboliche, carie, cellulite.
ECCESSO DI CALORIE: obesità, cancro all’intestino, all’utero, arteriosclerosi, diabete, ipertensione, calcoli alla cistifellea, artrosi.
ECCESSI DI GRASSI ANIMALI E PROTEINE ANIMALI: stitichezza, eccesso di calorie, tumori al colon, della prostata, insufficienza renale, iperuricemia e gotta, obesità, ipercolesterolemia, malattie cardiocircolatorie.
CIBI POVERI DI FIBRE: stitichezza, affaticamento, sonnolenza, colite, emorroidi, ipercolesterolemia, obesità, ritardo del senso di sazietà, cattivo assorbimento del principi nutritivi, diverticolosi, vene varicose, calcoli alla cistifellea, difficoltà digestive.
ECCESSO DI CIBI STERILIZZATI: impoverimento della flora batterica intestinale e maggiore predisposizione alle patologie infettive.

