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Malattie dell’intestino crasso
Le malattie del colon possono essere di natura funzionale e/od organica e alterano le caratteristiche anatomiche e/o funzionali di questo tratto dell‘intestino.
La sintomatologia delle malattie coliche fondamentalmente deriva da turbe della motilità, che sta alla base delle due funzioni coliche principali: l’immagazzinamento ed il rimescolamento degli alimenti passati dalla digestione gastro-enterica.
La normale attività segmentaria, lenta (onde segmentarie) e quella longitudinale (riflesso gastro-colico) che assicurano la progressione della massa fecale, possono subire rallentamenti (stipsi) o accelerazioni (diarrea).
La terza funzione colica, l’assorbimento di acqua, che si aggira giornalmente intorno a 1500 ml, può arrivare a 3 - 5 litri in alcuni stati post-diarroici ed è regolato da sali biliari e da grassi idrossilati o volatili nonchè dagli ormoni gastroenterici.
La quarta funzione colica, la digestione, svolta integralmente dalla flora batterica, attraverso processi di fermentazione e putrefazione, assicura la degradazione dei residui alimentari sfuggiti alla digestione intestinale, con produzione di gas.
Il dismicrobismo e/o diete abnormi alterano tale produzione con conseguente flatulenza.
Tra le malattie coliche più comuni in grado di compromettere la struttura anatomica e le funzioni sopra citate dell’organo consideriamo la malattia diverticolare (o diverticolosi), la poliposi, le coliti croniche idiopatiche (colite ulcerosa e morbo di Crohn), le coliti infettive, le neoplasie.
Tra le colopatie esclusivamente funzionali, caratterizzate da dolore o stipsi o diarrea o da entrambi i sintomi, consideriamo il colon irritabile.
Il prezzemolo
Anche se la sua fortuna in cucina è legata all’aroma particolare che lo caratterizza, il prezzemolo è tra gli alimenti in assoluto più ricchi di sali minerali e vitamine, al punto da poter essere considerato un natiurale integratore dietetico.
Contiene il quadruplo della vitamina C rispetto all’arancia (bastano 20 gr di foglie per assumere la metà di tutta la vitamina che occorre nella giornata) ed è ricchissimo di vitamina A (ben 943 mcg, quasi il triplo rispetto alle albicocche. Quanto ai sali, nel prezzemolo troviamo molto potassio e poco sodio (caratteristica che lo rende indicato contro la ritenzione idrica e l’ipertensione), tanto ferro quanto ne dà la carne di cavallo e tanto calcio quanto ne dà la ricotta. Più di così….Eppure, c’è dell’altro: l’aroma caratteristico del prezzemolo è dovuto all’Apiolo, un olio essenziale che, oltre a dare profumo e sapore, svolge anche un potente effetto antibiotico e antibatterico, aiutando l’organismo a contrastare l’azione dei germi nocivi.
Secondo alcuni studiosi, proprio per la sua azione antibiotica il prezzemolo agirebbe mantenendo il giusto equilibrio della flora batterica nell’intestino, migliorando la sua funzionalità e facilitando l’attività depurativa.
Un’unica attenzione: il prezzemolo eccita la muscolatura dell’utero (effetto oxitocico) e non bisogna esagerare con il consumo quando si aspetta un bambino, per non indurre rischio di aborto.

