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Corpi chetonici - Per i bambini…ma non solo
Sono tre composti presenti normalmente nel sangue in piccole quantità: l’acetone, l’acido acetacetico e l’acido betaidrossibutirrico.
Il meccanismo di produzione dei corpi chetonici può essere così schematizzato: in deficienza di glucosio (fonte primaria di energia metabolica), qualsiasi sia la causa, l’organismo mobilizza i grassi dai depositi adiposi cui ricava acidi grassi, i quali possono costituire una fonte di energia, vuoi direttamente, vuoi dopo una loro trasformazione, che avviene nel fegato, in corpi chetonici.
Questi composti costituiscono una fonte di energia alternativa al glucosio per i tessuti periferici, in particolare il tessuto cardiaco e il tessuto nervoso.
I corpi chetonici sono composti di grande importanza metabolica.
Nel corso di diete severe, nel digiuno protratto, nell’alimentazione eccessivamente ricca di grassi, nel diabete insulino-dipendente scompensato, in alcune malattie metaboliche dell’infanzia nelle quali si verifica una diminuzione di glucosio nel sangue, nello sforzo fisico, nell’ultima parte della gravidanza e nei primi mesi di vita si può riscontrare un significativo aumento di corpi chetonici nel sangue fino ad arrivare ad un vero e proprio squilibrio denominato chetoacidosi.
Poichè l’acetone è una sostanza volatile, oltre che con le urine, viene liberato con l’aria espirata che, per la sua presenza, assume un caratteristico odore di frutta.
Nei bambini il “respiro acetonico” è abbastanza frequente, specialmente nell’età prescolare e scolare, legato soprattutto a vomito ricorrente. In questo caso, è probabile che l’eccessiva presenza di acetone sia dovuta al digiuno cui il bambino è costretto a causa del forzato vomito. In tutti i casi, il trattamento per eccesso di produzione di corpi chetonici deve affrontare la causa che l’ha determinata.
Toxoplasmosi
Il toxoplasma gondii è un protozoo intracellulare dell’ordine dei Coccidi, ubiquitario in natura, il cui ospite definitivo è il gatto, che lo diffonde nell’ambiente, iniziando la catena epidemiologica.
Gli erbivori e il maiale presentano cisti nelle loro carni; i vegetali e il latte possono veicolare cisti che ingerite determinano l‘infezione ed eventualmente la malattia. Circa il 90% della popolazione adulta viene a contatto del parassita e sviluppare infezione senza malattia.
Soggetti immunocompromessi e le donne gravide sono a rischio di sviluppare la malattia o di trasmetterlo al feto.
In tali categorie l’esito può essere fatale. La prevenzione si attua con misure di igiene personale ed alimentare.
La cotture a 66°C ed il congelamento a -20°C distruggono le cisti; non bisogna mangiare il latte non pastorizzato (soprattutto quello di capra), nè carni o uova crude, nè vegetali crudi, se in gravidanza o immunodepressi.
Acido folico
Acido folico, ne sentiamo parlare in particolare in gravidanza ma questa preziosa vitamina è utile sempre e nei paesi sottosviluppati la sua carenza è molto diffusa, causata da malattie infettive, terapie farmacologiche e malassorbimento.
Conosciamola meglio!
Appartiene alle vitamine del gruppo B, nello specifico l’acido folico o vit.B9 o folacina, come per la maggior parte delle vitamine, dato che l’organismo non è in grado di sintetizzarla, è fondamentale assumerla attraverso gli alimenti che la contengono.
E’ nota la sua importanza in gravidanza, in quanto, una carenza può aumentare il rischio di eventuali malformazioni del feto, crescita intrauterina, parto prematuro, lesioni della placenta e più importante di tutto, l’acido folico, contribuisce allo sviluppo del condotto neurale evitando malformazioni del sistema nervoso e nello specifico:
- anencefalia (sviluppo incompleto del cervello)
- spina bifida (mancata chiusura della spina dorsale, con alterazioni del midollo spinale)
Interviene nella sintesi degli acidi nucleici favorendo la crescita e la riproduzione cellulare oltre che evitare tutte le complicazioni sopra citate.
L’apporto giornaliero per uomini e donne adulte è di 200 mg/die ed è facilmente raggiungibile seguendo un’alimentazione varia, equilibrata e con un consumo giornaliero di frutta e verdura.
Durante la gravidanza il suo apporto è di 400 mg/die che si può raggiungere con l’aiuto di integratori specifici a base di folati, necessari per preservare sia la salute della madre che del feto.
L’apporto di vit. B9 è molto importante anche per gli sportivi ed aumenta in base al tipo di attività fisica svolta, per le donne che fanno uso di contraccettivi e in tutte quelle condizioni ove si richieda un più accentuato rinnovo tissutale.
La vit. B9 è presente nella verdura a foglia verde (broccoli, spinaci, lattuga), nei legumi, cereali, nella frutta (limoni, fragole, kiwi,arance), nel fegato e nel lievito di birra.
Consigli dietetici in gravidanza
Il controllo alimentare in gravidanza è molto importante, al fine di evitare un eccessivo aumento ponderale della gestante, allo stesso tempo, di garantire le normali necessità metaboliche, lo sviluppo del feto, della placenta, dell’utero e “L’accantonamento” delle riserve per il parto ed il successivo allattamento.
L’incremento ottimale del peso in gravidanza deve essere di circa 11-13 kg così distribuiti: un aumento di circa 1,5 kg nei primi 4 mesi di gravidanza (di cui 700 gr nelle prime 10 settimane) e in seguito di circa 400 gr a settimana.
L’eccessivo aumento ponderale può rendere lungo e difficoltoso il travaglio, aumenta il rischio di gestosi e può favorire l’insorgenza del diabete.
Dal punto di vista pratico, suggerisco i seguenti consigli dietetici:
- L’alimentazione deve essere ricca di proteine e deve quindi contenere: carne magra, pesce, legumi, uova, latte e suoi derivati. Non dovranno mai mancare le proteine di origine animale che contengono aminoacidi “essenziali” importanti per la loro funzione plastica.
- Occorre, tuttavia, evitare un eccessivo consumo di carne la quale, accentuando il processi putrefattivi intestinali, potrebbe facilitare l’insorgenza di manifestazioni tossiche e danneggiare sia il fegato che i reni. Particolarmente poco adatte per la gestante sono le carni grasse (maiale, oca, anguilla, salmone, ecc..).
- Sostituire nel corso della settimana, la carne con il pesce.
- Incrementare l’uso quotidiano di latte e derivati (per aumentare l’apporto di calcio a circa 1200 mg/die).
- Assumere quotidianamente frutta fresca e verdure per prevenire la stitichezza.
- E’ consigliabile l’assunzione di almeno 2 litri di acqua nell’arco della giornata.
- L’alimentazione deve essere il più possibile sana, di facile digestione, semplice e opportunamente distribuita nell’arco della giornata.
- E’ consigliabile non esagerare con gli alcolici e qualsiasi sostanza eccitante compreso il caffè che deve essere utilizzato con moderazione.

