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La taurina - proprietà
Pazienti sottoposti ad interventi chirurgici, pazienti malnutriti, pazienti in nutrizione parenterale a lungo termine e pazienti oncologici sottoposti a chemio e/o radioterapia, si instaura uno stato di carenza per scarsa capacità di sintesi di taurina.
Tale aminoacido è abbondantemente contenuto nelle fibre muscolari e sembra avere un’azione simile a quella dell’insulina, cioè migliora il trasporto del glucosio e di alcuni aminoacidi.
Ha proprietà antiossidanti ed anticataboliche, aumenta il volume cellulare e promuove condizioni anaboliche (miglioramento del metabolismo proteico) all’interno delle cellule.
La taurina, inoltre, favorisce la coniugazione e la stabilizzazione degli acidi biliari, influenza il passaggio del calcio all’interno delle cellule ed esercita un’attività osmoregolatrice, disintossicante e di sostegno della funzione immunitaria.
L’Indice Glicemico degli alimenti - I.G.
L’Indice glicemico indica la velocità con cui la glicemia aumenta in seguito all’assunzione di 50 gr di carboidrati. Tanto più velocemente uno “zucchero” viene demolito, più alto risulterà il suo I.G.; è un parametro importante perchè definisce la disponibilità energetica di un carboidrato ed evitare di esaurire troppo precocemente le riserve di glicogeno muscolare in caso di attività fisica prolungata.
E’ fondamentale per chi svolge gare agonistiche o sottopone il proprio organismo ad allenamenti prolungati, da qui l’esigenza di evitare condizioni tali che comprometterebbero l’obiettivo da raggiungere.
Cosa succede se si ingeriscono alimenti con I.G. alto prima della competizione?
- la glicemia aumenta più in fretta
- la risposta insulinica è più marcata
- l’energia viene ricavata dagli zuccheri e non dai grassi
- si esauriscono prima le riserve di glicogeno muscolare
Cosa succede, invece, se si consumano alimenti con un I.G. basso?
- la glicemia aumenta lentamente
- la risposta insulinica meno marcata
- l’energia è ricavata dalla degradazione dei grassi
- le scorte di glicogeno muscolare si esauriscono più lentamente
Più facilmente gli alimenti vengono digeriti, più velocemente si avvertirà la sensazione di “fame”, stanchezza e spossatezza; mentre quelli con un I.G. basso, bruciando più lentamente faranno sentire meno il senso di “fame” e il senso di “sazietà” durerà più a lungo.
Consigli dietetici per il paziente diabetico
Una corretta alimentazione nel diabete deve essere in grado di:
- tenere sotto controllo i valori glicemici;
- fornire un giusto apporto calorico in correlazione al peso ideale e all’attività fisica del soggetto;
- un apporto equilibrato dei principi nutritivi;
- prevenire eventuali complicanze (ipertensione, obesità, aterosclerosi):
Va inoltre tenuto presente che è importante il concetto riguardante il frazionamento dei pasti; le calorie totali, infatti, devono essere ripartite nei tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) intervallati da tre spuntini (metà mattina, metà pomeriggio e prima di coricarsi).
Lo scopo principale di tale suddivisione è quello di evitare le puntate iperglicemiche postprandiali o le ipoglicemie tra gli intervalli dei pasti (in particolare durante la notte).
Fondamentale è rispettare l’orario dei pasti, in particolare per quei pazienti insulinodipendenti o trattati con ipoglicemizzanti orali.
Inoltre riveste particolare importanza l’attività fisica in quanto richiede maggior utilizzo di glucidi e riduce le richieste di insulina da parte dell’organismo.
Ripartizione dei nutrienti:
- PROTIDI: 12 - 15% delle calorie totali;
- LIPIDI: 25- 30% delle calorie totali;
- GLUCIDI: 55 - 58% delle calorie totali.
La prescrizione dietetica avrà lo scopo di fornire un apporto adeguato dei nutrienti rispettando tali percentuali.

