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Perchè sono importanti le proteine…
formano i muscoli dove sono più abbondanti (il 65% delle proteine corporee si trova nei muscoli);- formano le cellule nervose, nella misura del 10% del loro peso e le cellule ematiche nella misura del 20% del loro peso;
- entrano in gioco nella costruzione delle ossa, unghie, capelli, tendini e legamenti attraverso il collagene;
- formano gli “enzimi“, proteine particolari che velocizzano i processi biochimici dell’organismo;
- fanno da “taxi”, da nastro trasportatore per alcune sostanze come diversi farmaci;
- costituiscono vari messaggeri dell’organismo che viaggiono per portare dei segnali da un punto ad un altro del corpo detti Ormoni. Quelli a base proteica sono: LH, FSH, TH, ACTH, PTH (ormone paratiroideo), CRH (ormone rilasciante la corticotropina), ormone della crescita, prolattina, angiotensina, adrenalina e noradrenalina, insulina;
- formano una barriera di protezione contro le malattie attraverso gli anticorpi;
- nel sangue partecipano alla formazione dell’Emoglobina e della Mioglobina attraverso una proteina globulare detta “globina“;
- sempre nel sangue, in forme di diversa densità proteica (VLDL, LDL, HDL), costituiscono dei mezzi di trasporto per trigliceridi e colesterolo che, altrimenti, galleggerebbero come la panna nel latte non omogeneizzato;
- entrano a far parte del DNA (grazie alla donazione di azoto da parte di alcuni aminoacidi), della membrana cellulare e di alcune strutture di supporto della cellula (citoscheletro);
Avete quindi capito l’importanza che esse rivestono nella nostra alimentazione, però, a differenza dei carboidrati e dei lipidi non possono essere immagazzinate come scorta in caso di bisogno e il loro apporto deve essere per forza quotidiano, ma senza forzature.
Infatti l’applicazione del vecchio slogan di latina memoria “melius abundare…” e dunque indulgere in un eccesso di proteine (oltre il 25%-30% per periodi prolungati) porta all’accumulo di sostanze tossiche come gli acidi urici ed ammoniaca che i reni, a gran fatica, dovranno espellere con l’urina in aggiunta ai preziosi sali che l’acqua trascina con sè.
Ricordiamo che per 1 gr di urea prodotta dalla “lavorazione” della proteine, servono 15 gr di acqua per eliminare tale prodotto. Già in condizioni di alimentazione normotipo l’acqua per il “lavaggio” che passa giornalmente attraverso i reni è di 140/160 lt. Ma se aggiungiamo carne al fuoco aumentando i prodotti di scarto con un’alimentazione iperproteica, ecco che l’acqua filtrata aumenterà esageratamente, con conseguente sovraccarico renale.
Infine, le proteine si legano al calcio di ossa e denti. Un eccesso di proteine mette a rischio ossa e denti.
L’importanza di una sana alimentazione nell’età infantile e nell’adolescenza
Durante l‘infanzia e l’adolescenza, l’aumento di peso e di altezza sono indici di salute e benessere dell’individuo.
La crescita dell’organismo umano, dallo stato di embrione all’età adulta, è un fenomeno complesso che coinvolge molteplici meccanismi regolatori, i quali controllano la differenziazione, la generazione e la maturazione dei tessuti.
Tali meccanismi comprendono:
- Fattori genetici: esiste una stretta correlazione tra l’altezza dei genitori e la statura del bambino. Altri fattori genetici sono quelli razziali (gli asiatici sono più bassi degli europei e degli americani).
- Fattori ormonali: l’ormone della crescita (GH) e quello tiroideo (T4) sono i maggiori responsabili del ritmo di crescita durante l’infanzia, mentre gli steroidi gonadici determinano lo scatto di crescita puberale e la maturazione scheletrica nell’adolescenza.
- Stato nutrizionale: il ritmo di crescita e la maturazione sessuale nei ragazzi è influenzato dal loro stato di nutrizione. Una sana nutrizione e l’assenza di infezionicroniche sono i fattori che hanno contribuito ad una più elevata statura e ad una pubertà più precoce nei ragazzi europei e americani. Uno sviluppo ritardato nell’accrescimento corporeo, causato da deficit nutrizionale o da malassorbimento, è spesso caratterizzato da magrezza, marcato senso di fame, astenia, disidratazione e tessuto adiposo/muscolare scarsamente rappresentati.
- Altri fattori: attività fisica, clima, igiene di vita, stress, condizioni socio-economiche e culturali.
Il periodo dell’infanzia, è caratterizzato da un tasso di incremento di altezza (da 5 cm a 7,5 cm/anno) e di peso (da 2 a 2,5 kg/anno) relativamente stabile. Se fino a 4-5 anni è consigliabile per il bambino un regime particolare (escludere spezie, fritti, formaggi fermentati, carne di maiale grassa, cacciagione, frutti di mare, frutta secca, cioccolato e merendine varie), dopo questa età i cibi possono essere uguali a quelli degli adulti.
In questo periodo le età più critiche per l’istaurarsi dell’obesità sono a 4 anni e tra i 7 e gli 11 anni e spesso sono in relazione con fattori genetici (i figli di entrambi i genitori obesi sono obesi nell’80% dei casi) oppure in relazione temporale con un trauma psichico o fisico (es. una tonsillectomia).
Nell’adolescenza (ultimo periodo di crescita durante il quale si raggiungono la statura adulta e la maturazione sessuale), invece, i parametri di crescita sono altamente variabili ed individuali. E’ il periodo dei maggiori bisogni nutrizionali, sia sul piano energetico che su quello qualitativo. E’ il periodo dei maggiori bisogni nutrizionali, sia dal punto di vista energetico che su quello qualitativo.
Considerando il grande appetito degli adolescenti, la loro tendenza all’anarchia alimentare, i gusti spesso accentuati per i dolciumi e la predisposizione a formare nuove cellule adipose, è necessario maggior controllo agli eventuali eccessivi aumenti di peso.
Per evitare l’obesità in età infantile è necessaria un’alimentazione sana ed equilibrata ed un aumento dell’attività fisica.
Conosciamo meglio il Colesterolo
Il Colesterolo viene prodotto prevalentemente dal fegato, la diffusione nel sangue è veicolata da macromolecole, di natura lipoproteica, denominate:
- LDL (a bassa densità)
- HDL (ad alta densità)
Le prime hanno la tendenza di depositarsi sulle pareti delle arterie accumulandosi in placche aterosclerotiche.
Le seconde, prive di tale caratteristica, esercitano un’azione di protezione rimuovendo il colesterolo confinato nelle placche e ripristinando le pervietà del lume arterioso.
E’ stato dimostrato che il colesterolo penetra all’interno delle cellule grazie a particolari recettori che sono governati da fattori genetici, ma sono anche influenzati da fattori ambientali; un’alta concentrazione di grassi saturi animali sembra provocare un indebolimento delle loro funzioni.
Resosi finalmente disponibile, nei vari distretti tissutali, il colesterolo viene utilizzato in vari ambiti metabolici.
Fra questi, le biosintesi di:
- acidi biliari
- ormoni sessuali (estrogeni ed androgeni)
- ormoni steroidei placentari
- ormoni steroidei della corteccia surrenale
- vitamina D (calciferolo)
Il colesterolo non è un nemico da abbattere, in quanto è indispensabile per molti processi vitali e rappresenta un “esigente compagno di viaggio” col quale dobbiamo imparare a convivere, conoscendolo meglio, per evitare i rischi.

