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Regimi dietetici nel cardiopatico
Cardiopatico scompensato: si terrà un regime dietetico con:
- dieta idrica (acqua non gasata, tè leggero zuccherato, spremuta + zucchero) da 1 a 3 giorni, tenendo conto dell’eziologia della malattia stessa;
- dieta ipocalorica con apporto di zucchero semplice, integrata con piccoli pasti; la durata di tale regime varia a seconda delle condizioni del paziente, dieta successiva con trattamento come nel cardiopatico compensato.
Cardiopatico compensato normopeso: non è necessaria una vera dieta speciale ma una alimentazione con una giusta scelta di alimenti e con un buon metodo di cottura, rispettando il giusto apporto calorico sufficiente per mantenere costante il peso, con una equilibrata scelta dei principi nutritivi; si consigliano pasti poco copiosi e frequenti.
Cardiopatico compensato in sovrappeso: è necessaria una dieta ipocalorica, secondo i principi dietetici che valgono per l’obesità, considerando quindi come base di calcolo il peso ideale e non quello reale, rispettando l’età, il sesso, l’eventuale attività lavorativa e fisica.
Infarto miocardico: in fase acuta la dieta sarà uguale a quella del cardiopatico scompensato; superata tale fase l’alimentazione deve comprendere in un giusto equilibrio tutti i principi nutritivi, con una scelta di cibi di facile digestione e con pasti non copiosi.
Angina: la dieta verterà su una scelta di alimenti contenente pochi grassi ed in particolare acidi grassi insaturi e con un minimo se non nullo apporto di colesterolo.
Cardiopatico iperteso: è necessario, oltre ai consigli elencati in base alle diverse situazioni patologiche, far rispettare una dieta iposodica/asodica a seconda della malattia, facendo una scelta rigorosa degli alimenti, cui non sarà aggiunto sale in fase di preparazione.
Indici funzionali della nutrizione
Gli indici funzionali sono molto importanti per la valutazione dello stato di nutrizione.
Tra di essi la funzionalità dei muscoli acheletrici (contrattilità, rilassamento e resistenza alla contrazione) può essere facilmente studiata mediante stimolazione elettrica del nervo corrispondente ad un certo muscolo.
Ad esempio si è visto che la malnutrizione influenza negativamente l’attività muscolare del muscolo adduttore del pollice indotta con la stimolazione del nervo ulnare.
Un’altra metodica, non invasiva è la dinamometria che permette di valutare la forza e la resistenza di un distretto muscolare, ad esempio quello della mano in determinate condizioni.
Attraverso biopsie muscolari è possibile documentare atrofia delle fibre muscolari di II tipo, aumento del calcio nella fibrocellula muscolare, diminuzione dell’enzima fosfofruttochinasi.
Sulla base delle informazioni cliniche, biochimiche ed antropometriche, raccolte attraverso tali metodiche, sarà possibile determinare, per ciascun individuo, il peso ideale, la costituzione corporea, i compartimenti lipidico e proteico, il fabbisogno energetico, dati indispensabili per una corretta prescrizione dietetica.
L’analisi dei parametri sopra citati permette anche di costruire degli indici nutrizionali prognostici (PNI), che ben si correlano con la mortalità e l’incidenza di complicazioni di interventi chirurgici. Altri modelli considerano parametri relativi alla qualità di vita influenzati dalla malnutrizione, che comprendono l’abilità cognitiva, l’attività fisica, la capacità di lavoro, il senso di benessere.
Parametri antropometrici
Con la formula di Lorenz possiamo stabilire qual’è il nostro peso ideale, con una semplice operazione.
Peso Ideale: altezza - 100 - ( h-150):2 …..per i maschi;
Peso Ideale: altezza - 100 - (h-150):4……per le donne.
Ancora più semplice risulta essere la formula di Broca:
Peso Ideale= Altezza - cm 100 (maschi)
Peso ideale= Altezza - cm104 (donne)
L’Indice di Massa Corporea o BMI stabilisce se siamo in sovrappeso o meno; il vantaggio è che risulta essere molto pratico ed attendibile, è attualmente il metodo più usato per ricerche cliniche ed epidemiologiche.
PLICOMETRIA: si basa sulla misurazione diretta, attraverso un opportuno strumento detto “PLICOMETRO”, dello spessore del grasso sottocutaneo.
Vantaggi: questa metodica ha, rispetto alle altre tecniche, il vantaggio di poter valutare la massa grassa e magra, indipendentemente dal peso e dall’altezza del paziente.
Svantaggi: questo metodo non può essere applicato nei gradi di obesità marcata. Inoltre, i valori possono discordare di parecchio qualora le misurazioni siano eseguite da persone diverse.
IMPEDENZIOMETRIA: si basa sul principio che il corpo umano, al passaggio di una microcorrente alternata, oppone una forza globale chiamata IMPEDENZA che è la risultante di due forze dissimili: resistenza e reattanza.
Con tale metodo si ottiene la misurazione dell’acqua totale e, successivamente, per estrapolazione, si ottiene la percentuale della massa magra e della massa grassa.
Vantaggi: ha una buona riproducibilità e attendibilità di valori. Poco utilizzata per screening di massa e ricerche epidemiologiche.
Svantaggi: oltre ad avere un certo costo, fornisce valori poco attendibili nei casi di obesità distrettuale e nei pazienti che hanno brusche variazioni del contenuto di acqua corporea. Inoltre, sembra che sovrastimi la massa magra nei soggetti maschi.
Da quanto esposto finora, credo che il lettore avrà già capito di come sia non facile cosa la determinazione del peso ideale, dal momento che ogni metodo non è esente da critiche.
Per tutti questi motivi, ritengo che chiunque voglia perdere peso non debba mai commettere l’errore di volere ad ogni costo raggiungere quel “fatidico numerino“che scaturisce dalle tabelle.
Il giusto peso non è, a mio avviso, un solo fatto numerico, ma anche e soprattutto una “entità clinica” che rispecchia il nostro stato di salute e di benessere. E, in questo senso, il vertiginoso aumento dei casi di bulimia e di anoressia, dovrebbe far riflettere tutti coloro, per lo più giovani donne, che si apprestano ad intraprendere una dieta dimagrante!
Accrescimento - consigli dietetici
L’accrescimento è sicuramente uno dei periodi più importanti di tutta la vita e, in questo senso, una corretta alimentazione rappresenta senza alcun dubbio la” base della salute futura“.
Del resto, se è vero che la prevenzione è il miglior rimedio a molte malattie, è anche vero ed accertato scientificamente che l’obesità, il biabete, l’ipertensione arteriosa, l’aterosclerosi ecc. hanno il loro punto di partenza non a 40-50 anni, età in cui di regola vengono diagnosticate e curate, ma in tempi più remoti, addirittura fin dai primi mesi di vita.
Di conseguenza, perchè l’individuo si formi non solo nel fisico ma anche e soprattutto in quelle che saranno le sue abitudini alimentari e di vita, occorre:
- Controllare attentamente il peso corporeo e, nel caso sia in eccesso, ricondurlo quanto prima al peso ideale.
- Dal momento che lo sviluppo del tessuto adiposo (grasso) avviene in questa fase della vita, è dunque opportuno non ingrassare più del dovuto. Se questo avviene, ricoerdate che praticare una dieta dimagrante in questa epoca non controindica lo sviluppo del ragazzo.
- Dare la preferenza agli alimenti ricchi in calcio, vitamina D, vitamine del gruppo B, ferro e vitamina PP.
- Incrementare il consumo di alimenti ad alto valore biologico, come le proteine della carne, uova, pesce, latte e derivati.
- Evitare le bevande alcoliche.
- Incrementare l’uso di alimenti ricchi di acidi grassi essenziali, contenuti negli oli di semi, d‘oliva e nel pesce.
- Il latte (molto ricco in calcio)dovrebbe sempre essere assunto in quantità di circa mezzo litro al giorno.
Il fabbisogno energetico
Il fabbisogno energetico giornaliero dipende da vari fattori.
- Peso Ideale: aumenta col peso.
- Età: aumenta durante lo sviluppo, diminuisce durante la vecchiaia.
- Sesso: è maggiore nel maschio per il suo più elevato metabolismo basale.
- Attività fisica: aumenta con l’attività fisica, che può essere leggera, moderata, pesante e pesantissima.
- Condizioni fisiologiche: aumenta nella gravidanza e durante l’allattamento.
- Clima: aumenta al di sotto dei 15° C e oltre i 30° C.

