Articoli marcati con tag ‘principi nutritivi’
Ripartizione dei principi nutritivi
Sono da evitare tutte le diete qualitativamente dissociate, che escludono completamente o in maniera preponderante un principio alimentare.
L’apporto energetico deve essere equilibrato secondo le seguenti percentuali: 15 - 20% dell’energia totale ad alimenti proteici; 25 - 30% ad alimenti lipidici e 50 - 60%dell’energia totale ad alimenti glucidici.
La dieta, inoltre, deve essere varia nella composizione, ricca di cibi freschi, adeguata ai ritmi stagionali, eminentemente vegetariana e, quindi, abbondante in fibre naturali.
NOTA: il tempo di dimagrimento deve essere lungo, con calo ponderale giornaliero massimo di 100-150 gr, in maniera tale da permettere ai processi omestatici dell’organismo di adeguarsi e stabilizzarsi su realtà fisiologiche diverse.
Come comporre un’insalata mista
Sono diversi i criteri che determinano la scelta dei vegetali per l’insalata mista o le crudità che dovrebbero comparire in tavola, all’inizio del pasto, almeno una o più volte al giorno.
Ci si lascerà guidare dalla disponibilità della stagione e del mercato per avere sempre prodotti maturi e freschi, raccolti possibilmente non troppo lontano dalla propria regione. Il secondo criterio è la varietà, che stimola l’appetito e garantisce un apporto di principi nutritivi completo e diversificato.
E’ buona norma presentare, nell’insalata mista, almeno tre vegetali:
- un frutto (o fiore);
- una foglia (o gambo);
- una radice.
I frutti possono essere pomodori, melanzane, peperoni; i fiori possono essere cavolfiori, cavolini di Bruxelles, carciofi. Verdura a foglia sono tutte le insalate, i cavoli, le figlie di rapanello, di sedano; tipici esempi di gambi sono il sedano a coste e i cardi. Tra le radici troviamo carote, barbabietole, sedano rapa, ramolaccio, rapanelli.
Ogni parte di una pianta è infatti specializzata in determinati processi vitali ed è pertanto ricca di sostanze specifiche.
Assumere una combinazione di questi elementi garantisce quindi un apporto di componenti biologiche armonioso e completo.
Non certo ultima per importanza è la scelta dei colori: già il vedere un’insalata mista multicolore ben disposta prepara la digestione, facendo venire “l’acquolina in bocca”. Il desiderio per il cibo, stimolato anche dalla vista, facilita la sua successiva digestione. Un piatto uniforme ed incolore, poco invitante per l’occhio, non sarà benefico per l’organismo allo stesso modo, anche se contenesse un concentrato di sostanze preziose.
Ma i colori sono anche espressione del contenuto in vitamine e sali minerali di una pianta; per cui il rosso con il bianco, o giallo e il verde assicura allo stesso tempo una gamma completa di sostanze importanti per l’organismo.
Dal tener presente, infine, l’azione del colore sul nostro umore: il verde è sedativo, il giallo stimolante, il rosso eccitante. Pare addirittura che frutta e verdura rossi possano contribuire ad aumentare il senso di calore corporeo, per cui d’estate si dovrebbero preferire i colori neutri. Tuttavia il pomodoro, che va mangiato solo ben maturo e fresco nella sua stagione, maturando nel colmo dell’estate smentisce le regole.
Il digiuno
Con questo termine si indica la privazione dei principi alimentari (lipidi, glucidi e protidi) che apportano calorie; vitamine, acqua e sali minerali vengono invece regolarmente somministrati.
In questa situazione si ha un rapido calo di peso nei primi giorni (in seguito all’aumento della diuresi), al quale segue un ulteriore calo, da attribuire per il 30-40% alla massa magra e per il 60-70% alla massa grassa.
Questa modalità terapeutica ha suscitato numerose controversie tra i dietologi. E’ infatti evidente come essa sia, dal punto di vista della riduzione ponderale, più efficace di qualsiasi dieta, tuttavia un digiuno che si prolunga al di là di 4-5 giorni provoca una serie di modificazioni fisiopatologiche potenzialmente dannose: chetosi, iperuricemia, ipercolesterolemia, perdita cospicua di acqua, calcio e potassio, bilancio azotato negativo, alterazioni elettrocardiografiche ecc..
Chi si sottopone al digiuno avverte nei primi giorni alcuni disturbi come cefalea e vertigini, che poi rapidamente scompaiono, mentre dopo alcune settimane possono comparire disturbi come astenia e diminuzione della libido.
Per quanto riguarda invece il senso della fame è importante rilevare che questo scompare dopo i primi 2-3 giorni.
Dati i possibili rischi di questa terapia (che comunque va sempre effettuata sotto stretto controllo medico) si ritiene utile riservare il digiuno a quei pochi casi in cui per particolari motivi (intervento chirurgico, ritenzione idrica ecc..) si imponga un rapido dimagrimento.
Principi nutritivi
Si parla tanto di alimenti, dieta e di principi nutritivi, ma a cosa servono e perchè sono così importanti?
Tutti noi per crescere, vivere e per rispondere alle spese abituali di mantenimento e di attività dell’organismo ed a quelle dipendenti dalla crescita e dal rinnovo dei tessuti, dobbiamo continuamente rifornire il “nostro corpo” di certe sostanze (proteine, lipidi ograssi, glucidi o zuccheri, minerali e vitamine) che sono contenute negli alimenti e che vengono dette “principi nutritivi).
Di questi, le proteine, i lipidi ed i glucidi sono tuttavia sostanze più o meno complesse che vengono trasformate dai processi digestivi in principi nutritivi più semplici e, come tali, passano dall’intestino al sangue. Una volta in circolo, i principi nutritivi semplici arrivano ai vari tessuti dove, venendo metabolizzati, possono subire tre diversi destini:
- degradazione con produzione di energia
- accumulo sottoforma di riserve energetiche
- essere utilizzati per processi di sintesi delle proteine
I principali “substrati” presenti in circolo che possono essere utilizzati come fonte di energia dai diversi tessuti umani sono:
- GLUCOSIO E LATTATO - che provengono dal metabolismo glucidico
- ACIDI GRASSI - che provengono dal metabolismo lipidico
- AMINOACIDI - che provengono dal metabolismo delle proteine
Attività fisica e sistema cardiocircolatorio
L’attività fisica determina benefici effetti sul sistema cardiocircolatorio (la sedentarietà costituisce un fattore di rischio per aritmie, ischemie e infarto del miocardio): dopo un allenamento ben programmato il cuore lavora meno, perchè lavora meglio (aumenta la sua vascolarizzazione e le sue fibre si contraggono in modo più coordinato e quindi con maggior forza). Si è visto infatti che la frequenza cardiaca di una persona non allenata si riduce di circa 10 battiti/minuto dopo qualche settimana di allenamento.
Per effetto dell’attività fisica aumentano i capillari sanguigni, il sangue, i globuli rossi e, di conseguenza, il trasporto di ossigeno e dei principi nutritivi (a tutte le cellule dell’organismo), nonchè l’eliminazione di anidrite carbonica e sostanze tossiche (per la maggiore quantità di sangue) attraverso gli organi emuntori (reni, intestino, pelle).

