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La dieta nell’obesità e non solo..
Una perdita di peso si verifica solo quando l’energia spesa supera quella ingerita.
Il digiuno terapeutico di breve periodo dà benefici temporanei di scarso rilievo. Il digiuno provoca una serie di effetti indesiderati come chetosi, ipoglicemia, ipokaliemia, iponatriemia, che possono provocare gravi danni.
Diete a bassissimo contenuto calorico (400-800 kcal/die) sono state studiate per produrre il massimo dimagrimento nel più breve tempo; sono diete che vanno necessariamente integrate con vitamine, sali minerali e con almeno 2 litri di liquidi acalorici. Il dimagramento per la donna si aggira su 1.5 kg la settimana, per l’uomo intorno ai 2 kg.
Queste diete vanno limitate a pazienti selezionati, con un sovrappeso del 30% (circa 18 kg), senza turbe cardiache, pressorie, renali o epatiche e devono essere applicate sotto stretta sorveglianza medica per il rischio di aritmie cardiache.
Esperti improvvisati, ciarlatani e medici senza conoscenze nutrizionali possono creare seri danni ai pazienti, in un settore che invece richiede una collaborazione multidisciplinare per dare risultati apprezzabili. Infatti il 55-67% di coloro che hanno ottenuto una apprezzabile riduzione di peso, lo riacquistano un anno dopo se non modificano il loro stile di vita e le abitudini alimentari nell’ambito di rigorosi programmi basati su criteri e valutazioni scientifiche e sotto la supervisione di medici esperti in nutrizione.
Per condizioni di sovrappeso inferiori al 30% sono indicate diete a basso contenuto calorico, bilanciate o sbilanciate nella composizione dei nutrienti.
Quelle bilanciate apportano da 1000 a 1200 kcal/die (50% carboidrati, 15-20% proteine, 30% grassi). Vanno integrate con vitamine e sali minerali (B6, ferro, calcio, magnesio, zinco e rame).
Le diete sbilanciate, si fondano sul presupposto che, alternando le reciproche proporzioni dei nutrienti, soprattutto riducendo i carboidrati, si ottengano effetti metabolici con riduzione di peso. Meno di 100 gr di carboidrati possono incrementare la diuresi e ridurre il peso ma non il grasso.
Le diete cosiddette al pompelmo, alla banana, prescritte per “ossidare il grasso”, “aumentare il consumo calorico“, “inibire l’appetito“, in realtà agiscono perchè l’apporto calorico è inferiore alle 1000 kcal al giorno. Una dieta ben consigliata è quella che viene stabilita sulla base degli indici ponderali individuali (Indice di Massa Corporea, percentuale di grasso calcolata con la plicometria e l’impedenziometria). I livelli energetici devono coprire esigenze metaboliche da 1000 a 2400 kcal/die.
Le diete consigliate vanno distribuite in 4-5 pasti, con un giusto apporto di vitamine e oligoelementi, acqua e una proporzione bilanciata fra i principi nutritivi del seguente tipo:
- 20% di proteine
- 30% di grassi
- 50% di carboidrati
Inoltre è importante garantire quantitativi di fibra alimentare intorno ai 30 gr al giorno, producendo senso di sazietà ed interagendo sull’assorbimento intestinale.
Nutrizione enterale: miscele nutritive
Le miscele nutritive si possono distinguere in:
DIETE POLIMERICHE
Diete semielementari con nutrienti in forma facilmente digeribile ed in rapporti equilibrati, prive di scorie (fibra, glutine).
Sono diete che necessitano dei processi digestivi poichè:
- la parte proteica è costituita da polipeptidi e proteine intere (dall’albume dell’uovo e dalla caseina);
- la parte glucidica è costituita da maltodestrine;
- la parte lipidica è costituita da miscele di oli vegetali e trigliceridi a catena media (MCT);
Contengono quantità di vitamine e sali minerali sufficienti al fabbisogno giornaliero, hanno un contenuto in sodio limitato, oltre ad essere palatabili ed aromatizzate per poter essere assunte per via orale.
DIETE MONOMERICHE
Diete elementari con nutrienti già allo stato digerito pronti per l’assorbimento e prive di scorie (fibra e glutine).
Non necessitano di digestione, infatti:
- la parte proteica è costituita in genere da aminoacidi liberi (non subiscono l’idrolisi);
- la parte glucidica è costituita da oligo-manosaccaridi senza lattosio;
- la parte lipidica è costituita da trigliceridi a catena media privi di colesterolo.
Contengono quantità di vitamine e di minerali sufficienti al fabbisogno giornaliero ed hanno un basso contenuto in sodio. La loro somministrazione va monitorata in quanto hanno un’ alta osmolarità e scarsa palatabilità per gli aminoacidi liberi contenuti che limita l’impiego per via orale.
DIETE SPECIFICHE
Sono integratori, cioè diete provviste di requisiti speciali, ad es:
- Iperproteiche per malati ipercatabolici (ustionati, settici e neoplastici);
- Ipoproteiche preferibilmente con aminoacidi essenziali ed istidina nelle insufficienze renali;
- Con percentuali maggiori di aminoacidi ramificati nelle insufficienze epatiche;
- Con sostanze che aumentano la viscosità per rallentare il transito ed aumentare i tempi di contatto con la parete intestinale (malattie intestinali infiammatorie).
Lievito di birra
E’ un vero e proprio alimento, per la sua ricchezza in proteine (fornisce tutti gli aminoacidi essenziali), vitamine e sali minerali che fanno del lievito di birra una risorsa indispensabile in molte condizioni patologiche.
E’ antianemico, ricostituente generale, disintossicante, è indicato nelle infiammazioni del sistema nervoso, nelle malattie della pelle, nelle malattie metaboliche, nel diabete e nell’arteriosclerosi.
Un’integrazione alimentare con il lievito di birra migliora l’utilizzazione cellulare del glucosio, facilitando allo stesso tempo l’azione dell’insulina. Influisce positivamente sulla flora intestinale e su quella vaginale.
La Patata
E’ un tubero composto per l’80% di acqua, contiene carboidrati, proteine, grassi, sali minerali di potassio, fosforo, ferro, calcio, zolfo e vitamine del gruppo B ( B1, B2, B6) e C.
La concentrazione della vit. C diminuisce con la conservazione, dopo 6 mesi è praticamente assente.
Oltre in cucina, la patata, viene impiegata per le sue virtù terapeutiche: nei casi di gastrite, ulcere, coliti; la polpa grattuggiata ed applicata sulla pelle ha un effetto lenitivo e disinfiammante.
Attenzione: le patatine fritte non hanno nulla a che vedere rispetto a quelle cotte a vapore, contengono sei volte più calorie ed una quantità di grassi trenta volte superiore.
Come comporre un’insalata mista
Sono diversi i criteri che determinano la scelta dei vegetali per l’insalata mista o le crudità che dovrebbero comparire in tavola, all’inizio del pasto, almeno una o più volte al giorno.
Ci si lascerà guidare dalla disponibilità della stagione e del mercato per avere sempre prodotti maturi e freschi, raccolti possibilmente non troppo lontano dalla propria regione. Il secondo criterio è la varietà, che stimola l’appetito e garantisce un apporto di principi nutritivi completo e diversificato.
E’ buona norma presentare, nell’insalata mista, almeno tre vegetali:
- un frutto (o fiore);
- una foglia (o gambo);
- una radice.
I frutti possono essere pomodori, melanzane, peperoni; i fiori possono essere cavolfiori, cavolini di Bruxelles, carciofi. Verdura a foglia sono tutte le insalate, i cavoli, le figlie di rapanello, di sedano; tipici esempi di gambi sono il sedano a coste e i cardi. Tra le radici troviamo carote, barbabietole, sedano rapa, ramolaccio, rapanelli.
Ogni parte di una pianta è infatti specializzata in determinati processi vitali ed è pertanto ricca di sostanze specifiche.
Assumere una combinazione di questi elementi garantisce quindi un apporto di componenti biologiche armonioso e completo.
Non certo ultima per importanza è la scelta dei colori: già il vedere un’insalata mista multicolore ben disposta prepara la digestione, facendo venire “l’acquolina in bocca”. Il desiderio per il cibo, stimolato anche dalla vista, facilita la sua successiva digestione. Un piatto uniforme ed incolore, poco invitante per l’occhio, non sarà benefico per l’organismo allo stesso modo, anche se contenesse un concentrato di sostanze preziose.
Ma i colori sono anche espressione del contenuto in vitamine e sali minerali di una pianta; per cui il rosso con il bianco, o giallo e il verde assicura allo stesso tempo una gamma completa di sostanze importanti per l’organismo.
Dal tener presente, infine, l’azione del colore sul nostro umore: il verde è sedativo, il giallo stimolante, il rosso eccitante. Pare addirittura che frutta e verdura rossi possano contribuire ad aumentare il senso di calore corporeo, per cui d’estate si dovrebbero preferire i colori neutri. Tuttavia il pomodoro, che va mangiato solo ben maturo e fresco nella sua stagione, maturando nel colmo dell’estate smentisce le regole.

