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Ulcera gastroduodenale - consigli dietetici

Da sempre, dieta, ulcera e gastrite hanno dato luogo a numerose controversie di origine alimentare.

Oggi, molti orientamenti dietetici quali ad esempio le famose “diete in bianco“, risultano del tutto anacronistiche.

ulceraIn questo senso, se è dunque vero che, nella scelta dei cibi il miglior medico è il paziente stesso è anche pur vero però, che ci sono dei principi dietetici da rispettare.

In sintesi sono:

  1. Fare pasti regolari e mai eccessivi. Il numero ideale dei pasti, alla luce delle nuove conoscenze dovrebbero essere tre.
  2. Contrariamente a quanto comunamente si pensa, il latte non è un alimento consigliabile, se non in quantità moderata (1-2 bicchieri al giorno). Infatti, se usato in eccesso, il calcio in esso contenuto fa aumentare la produzione di acido cloridico.
  3. Vietati i superalcolici, da ridurre amari, digestivi, ecc..
  4. Il vino e la birra possono essere assunti purchè in dosi moderate (1-2 b icchieri al giorno).
  5. Ridurre l’assunzione di succhi a base di agrumi e pomodori.
  6. Dei cereali, preferire quelli più ricchi di fibra alimentare idrosolubile.
  7. Ridurre il numero di  caffè.
  8. Fare un uso moderato di cioccolato e altri prodotti a base di cacao.
  9. Altri cibi che stimolano la secrezione gastrica e sono perciò da ridurre, sono: brodi di carne, spezie varie, pepe, alimenti piccanti, bevande gassate in genere.

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Alimenti fermentati

alimentiLa fermentazione provoca effetti benefici sugli alimenti ed è provato dal fatto che questa tecnica è diffusa in tutto il mondo. In Giappone si fa fermentare la soia, in Estremo Oriente il pesce, gli slavi utilizzano le verdure fermentate e lo yogurt. Gli africani fanno fermentare il miglio che è alla base della loro alimentazione.

Anche noi italiani usiamo fermentare il frumento e l’uva per ottenere il pane e il vino.

La fermentazione è un ottimo metodo per aumentare la conservazione di  innumerevoli alimenti, ma essa provoca anche importanti trasformazioni nel cibo: distrugge sostanze antinutritive, aumento delle vitamine e degli enzimi (risultano molto più digeribili), notevole presenza di flora batterica che è importante per l’equilibrio intestinale.

Questi sono motivi validi affinchè i cibi fermentati entrino a far parte giornalmente nella nostra alimentazione, dall’infanzia fino alla vecchiaia, scegliendo fra il pane, lo yogurt e le verdure lactofermentate (crauti, berbabietole rosse, cipolle, carote e zucca).

E’ importante, affinchè mantengano le proprietà, non sottoporli a cottura prolungata.

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Allattamento - consigli dietetici

allattamentoSe le basi della salute futura si creano durante le prime fasi della vita, allora non c’è nulla che “costruisca” meglio del latte materno.

I vantaggi che esso presenta sono molteplici:

  • facilita la digestione e l’utilizzazione degli elementi nutritivi
  • contiene numerose sostanze dotate di proprietà difensive (anticorpi, immunoglobuline)
  • contiene una maggiore percentuale di acido linoleico che è importantissimo come fattore di crescita
  • previene l’ipertensione arteriosa e l’arteriosclerosi

Per avere una produzione di latte sufficiente (850 millilitri al giorno), è importante osservare una corretta alimentazione.

In questo senso, messi da parte certo pregiudizi e credenze, come il fatto che bisogna “mangiare per due” oppure che “vino e birra aumentano la produzione di latte”, ecco in sintesi alcuni consigli dietetici:

  1. Attenzione a non aumentare di peso.
  2. Per evitare la stitichezza ed aumentare la produzione di latte, bere molta acqua (almeno un litro e mezzo al giorno).
  3. Dare la preferenza ad alimenti ricchi di: ferro, calcio, vitamina A, vitamine del gruppo B.
  4. Ridurre al massimo gli alimenti ricchi di: grassi saturi, colesterolo, cloruro di sodio.
  5. Preferire gli alimenti ricchi di fibra alimentare, sia idrosolubile che non idrosolubile.
  6. Evitare gli alimenti che possono conferire al latte un sapore sgradevole, quali: aglio, cavolfiore, broccoli, cicoria, salvia, peperoncino rosso, digestivi ed amari.
  7. Il fumo va abolito o ridotto al massimo, in quanto provoca una diminuita produzione di latte e può anche conferire al bambino un senso di nausea e vomito.
  8. Permessi the e caffè in quanto la caffeina presente in queste bevande aumenta la produzione del latte.
  9. Ridurre i superalcolici. Vino e birra possono essere consumati in quantità moderate (1 - 2 bicchieri al giorno).

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Attenzione alle incompatibilità tra bevande e cibi!

liquidiIl tabù per le bevande a tavola è comunque più o meno rigoroso a seconda delle “simpatie” e delle “antipatie” che possono esistere tra cibi e bevande.

Ricordando l’assoluta incompatibilità tra carne e latticini, il latte, dato spesso ai bambini durante il pasto, è da evitare in ogni caso se in quel pasto è presente un qualsiasi tipo di carne (compresi salumi, patè, ragù oppure pesce).

Allo stesso modo, le bevande acide (vino e spumante) sono del tutto inadatte agli amidacei: pasta, riso, polenta, pane e patate non dovrebbero mai essere consumati in un pasto nel quale si beve vino.

La birra possiede un pH già molto meno acido, ed è per questa ragione che è la bevanda che accompagna meglio la pizza. Non tutte le birre sono comunque uguali e sarà utile confrontare, dopo aver bevuto birra in un pasto amidaceo, il proprio stato di benessere con quello che si presenta dopo un pasto analogo, ma che non preveda il consumo di birra.

Il vino accompagna abbastanza bene solo i pasti proteici, o meglio le proteine concentrate, tipo carne, pesce, formaggio, ed eventualmente, ma con riserva, le leguminose. 

L’acqua, invece, non pone alcun problema di “antipatia” con determinati cibi.

Tra le tisane, alcune sono particolarmente indicate per favorire la digestione, quindi può essere vantaggioso consumarne una tazza, a piccoli sorsi, alla fine del pasto. Un esempio di tisana particolarmente profumata e gradevole, ma anche facile da reperire, è la menta, da preparare in infusione.

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L’alcol

L’alcol (più propriamente alcol etilico o etanolo) non è un vero e proprio principio nutritivo; esso infatti non è indispensabile all’organismo.

Il metabolismo dell’alcol comincia già nello stomaco ma per lo più nel fegato grazie ad una serie di processi ossidativi.
Il suo assorbimento varia da 3 a 6 ore ed è condizionato da una serie di fattori quali: modo di somministrazione, orario, tempo, quantità e varia da individuo ad individuo, svolgendo prevalentemente un’azione termogena in quanto mantiene la temperatura corporea.
Ma come si calcola l’apporto calorico dall’alcol?
La gradazione alcolica viene espressa in percentuale di alcol sul volume.
Esempio: 1 litro di vino con indicazione 11% vol contiene 11 centesimi di litri di alcol (11 cl o 110 ml); il peso specifico dell’alcol è 0,79 cioè 1 litro di alcol pesa 0,79 kg.
I grammi di alcol contenuti in 1 litro di vino a 11 gradi sono: 110 x 0,79 = 86,9 gr.
Una volta calcolato il peso in grammi bisogna moltiplicarlo per 7 e ottenere così le calorie.
Kcal= gradi x quantità x 7,9 x 7
L’alcol ha un potere ingrassante molto elevato e conoscere questa semplice operazione ci permette di calcolare le calorie e sommarle a quelle ottenute dalla dieta evitando, di conseguenza, l’aumento di grasso.

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